GamePlan Dinamo Sassari-Reyer Venezia (G4): una settimana da Diop

La Dinamo Sassari si porta a casa anche gara-4 contro la Reyer Venezia e vola in semifinale. Ancora un’altra prova di superiorità per la squadra di Bucchi, guidata da un Diop eccellente e dalle triple di Kruslin. Dopo essere stata avanti per tutta la partita, negli ultimi minuti gli incredibili canestri di Granger hanno spaventato la Dinamo, ma la tripla sbagliata negli ultimi secondi dal playmaker ha definitivamente spento le speranze veneziane. Proviamo a capire, allora, quali sono stati i punti chiave della vittoria di Sassari con il nostro GamePlan di una partita ad alta tensione.

 

Esperimenti iniziali

Spahija, dopo quanto accaduto in gara-3, ha deciso di provare un quintetto tutto nuovo per iniziare questa gara-4. Dentro Mokoka e Tessitori, fuori i bocciati Granger e Watt. La scelta del coach croato inizialmente ha pagato dividendi, non tanto per Tex quanto per la guardia francese. Mokoka ha messo la museruola in difesa a Dowe, praticamente togliendogli la palla dalle mani, e in attacco ha potuto sfruttare gli alti ritmi cercati da Venezia nel primo quarto. La Reyer, infatti, ha cercato di correre il più possibile nei primi minuti per provare a portare l’inerzia dalla propria parte e non far scaldare gli avversari, alzando anche la pressione sul portatore di palla. Tuttavia, la buona gestione del pallone da parte di Sassari e gli 11 rimbalzi offensivi della Dinamo hanno disinnescato queste prove da parte di Venezia.

 

Infermabile Kruslin

Vista la buona guardia fatta da Mokoka su Dowe e Robinson, molti palloni sono passati dalle mani di Filip Kruslin. Il cestista croato ha risposto presente, segnando 6 triple e colpendo ripetutamente la difesa avversaria dall’arco. In particolare, Kruslin ha sfruttato molto bene l’accoppiamento con Spissu, sfruttando bene i blocchi per lasciarselo dietro e facendo leva sul proprio vantaggio fisico. Le triple di Kruslin hanno messo in ginocchio gli avversari, sfiancati dal cercare di rincorrerlo. Inoltre, come sempre la guardia di Bucchi si è resa molto preziosa anche in difesa, contenendo bene Spissu e provandoci nei limiti dell’umano con Granger.

 

Palle perse sanguinose

Nel secondo quarto è arrivato il parziale di 21-8 in favore della Dinamo, determinando un allungo che si è poi rivelato decisivo ai fini del risultato. Da quel momento in poi, infatti, Sassari si è potuta permettere di “gestire” la partita, non brillando in attacco ma contenendo i tentativi di rimonta avversari (almeno fino alla sfuriata di Granger). Un peso molto rilevante, in questo parziale negativo per Venezia, lo hanno avuto le troppe palle perse dalla squadra di Spahija. La difesa aggressiva e ben coordinata di Sassari ha messo in difficoltà la Reyer, ma a dire la verità una parte importante l’hanno giocata anche i giocatori stessi di Venezia. Più volte l’Umana ha perso palloni troppo banali e in momenti importanti, con errori gravi anche dal proprio portatore di palla principale Marco Spissu. Gli uomini di Spahija hanno sofferto molto, in particolare, i blitz portati dalla Dinamo su di lui e in post, dove sia Parks che Watt hanno perso qualche pallone di troppo. A fine primo tempo il conto delle palle perse ha detto 12, a fine partita 20: decisamente troppe.

 

Risposte opposte

In gara-3 i due peggiori in campo per la Reyer erano stati Jayson Granger e Mitchell Watt. In questa gara-4, dai due cardini dell’attacco veneziano sono arrivate due risposte completamente opposte. Da una parte, Granger ha iniziato l’incontro in sordina, per poi chiudere la partita con una striscia di canestri consecutivi fuori da ogni logica, e che stavano per regalare a Venezia una vittoria insperata nei minuti finali. Dall’altra, Watt ha prodotto un’altra prestazione completamente insufficiente. In difesa, la sua lentezza è stata punita costantemente dai roll avversari. In attacco, le sue prevedibili giocate sono state lette con molta facilità dalla difesa della Dinamo facendogli perdere 4 palloni e concedendogli solo un canestro dal campo.

 

Una settimana da Diop

MVP della partita, e di tutta la serie in generale, è stato un gargantuesco Ousmane Diop. Il centro di Bucchi in difesa ha messo la museruola al corrispettivo avversario, fosse egli Tessitori o Watt. Nell’altra metà campo, Diop ha attaccato più volte proprio il centro di turno della Reyer, puntandolo qualche volta anche fronte a canestro e mettendolo in difficoltà con la propria agilità e velocità. In generale, Diop ha fatto un lavoro eccellente nel corso di tutta la serie, dal punto di vista fisico e tecnico. Ieri il suo tabellino ha recitato 17 punti, 9 rimbalzi e 23 di valutazione, ma i numeri rimangono impressionanti anche guardando a tutte le quattro partite. In totale: 15,3 punti, 7 rimbalzi e 24,3 di valutazione: nettamente il miglior giocatore della serie.

 

 

 

 

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.