GamePlan Monaco-Maccabi (G1): la grinta di Baldwin

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Nella gara di apertura dei Playoffs 2023 di EuroLeague, il Maccabi Tel Aviv ha espugnato il Salle Gaston Medecin di Monaco ribaltando subito il fattore campo della serie a proprio favore. Grazie a questa vittoria, gli israeliani infatti si sono garantiti due gare casalinghe a Tel Aviv, dove il pubblico gialloblu potrebbe fare tutta la differenza di questo mondo. Prima di divagare in speculazioni sul possibile futuro di questa serie, analizziamo tuttavia quello che è successo nella Gara 1 della serie tra la squadra di Obradović e quella di Kattash con il nostro GamePlan.

 

Così simili e così diversi

Monaco e Maccabi sono due squadre che, in diversi modi e caratteristiche, si assomigliano. A entrambe piace giocare sulle palle perse degli avversari e a ritmi elevati, entrambe lottano bene a rimbalzo offensivo ed entrambe hanno percentuali non buone da tre punti. È ovvio, quindi, che la partita di ieri è stata decisa da piccoli dettagli e dal sapere sfruttare meglio dell’avversario queste caratteristiche. In questo senso, fondamentale è stata la differenza alle percentuali al tiro da tre: non ottime per il Maccabi, 30.4%, ma pessime per il Monaco con addirittura il 15.4%. Molti tiri dei francesi sono stati anche ben costruiti, o comunque sostanzialmente aperti, ma il pallone non voleva trovare il fondo della retina. Tutti gli errori si sono poi insinuati nelle menti dei giocatori di Obradović, che nell’ultimo quarto hanno anche rifiutato qualche tiro decisamente alla propria portata.

 

Questione di incastri

Le rotazioni delle due squadre hanno evidenziato una disparità nel reparto dei lunghi. Il Monaco da tutta la stagione soffre particolarmente nella posizione di 4, e ieri questa mancanza si è accentuata ancora di più con l’assenza di Moneke. I francesi, infatti, sono stati costretti a scendere a termini con il suo infortunio concedendo costantemente dei centimetri al Maccabi. La squadra di Kattash ha potuto sfruttare questo vantaggio soprattutto nei minuti giocati da Blossomgame, facendo la voce grossa a rimbalzo e riuscendo a trovare mismatch facili in attacco. Le statistiche finali diranno: 38 rimbalzi a 32 in favore del Maccabi, 9 a 6 in quelli offensivi.

 

Monaco, così non va

La sensazione più brutta lasciata da questa partita, per il Monaco, non sta tanto nella sconfitta in sé quanto nell’atteggiamento che si è visto in campo. Pur giocando in casa propria, la squadra di Obradović non ha mai mostrato attimi di foga agonistica o brillantezza, inseguendo costantemente l’avversario e perdendosi in un bicchiere d’acqua nei minuti decisivi. Esemplare in negativo è il terzo quarto giocato dai francesi, che dopo una mini rimonta hanno perso almeno 3 palloni banali a brevissima distanza temporale. Questo ha permesso agli avversari di correre e riallungare nuovamente, senza più possibilità di essere recuperati. In ognuna di queste palle perse, e in generale nel corso di tutto il match, il Maccabi ha mostrato molta più grinta e cattiveria degli avversari, buttandosi su ogni pallone e ripartendo in velocità. Monaco, invece, è rimasto a guardare, senza neanche provare a produrre qualche hustle play o correre in transizione difensiva. Segnali molto brutti.

 

Difesa impeccabile

Grande merito della vittoria va alla difesa del Maccabi. Kattash ha messo in campo una strategia impeccabile, ingabbiando gli avversari. Gli israeliani hanno tolto ritmo al Monaco nel corso di tutta la partita, disinnescando ogni volta i pericoli più importanti. La scelta iniziale è stata quella di togliere la palla dalle mani di James, facendolo con una press a tutto campo o raddoppiando sistematicamente con show forti nella propria metà campo. Poi, quando i francesi hanno iniziato a sbagliare una grande quantità di triple, il Maccabi ha giocato su questo difetto con la zona difensiva. Ottima la pressione portata sulla palla da Di Bartolomeo, così come buona è stata la rim protection garantita dai lunghi.

Baldwin inarrestabile

Per quanto si possano analizzare i dettagli tecnici di una gara, poi quello che più conta è fare canestro. L’uomo che lo ha fatto con più costanza ieri sera è stato Wade Baldwin. Ormai da mesi l’ex Bayern ha raggiunto un livello così alto da annoverarlo nella lista dei possibili MVP, e questa prima gara di playoff lo ha confermato. Baldwin ha attaccato molto bene la difesa avversaria, trovando canestri con una varietà e facilità impressionante. Che fosse sullo switch contro il lungo o contro il proprio diretto marcatore, l’esterno americano ha punito ogni volta il difensore, specialmente in accoppiamenti favorevoli (Okobo ad esempio). Il suo jumper dalla media è un’arma inarrestabile, ma altrettanto buone sono le soluzioni dall’arco e in penetrazione. Fermarlo è ormai diventata una missione quasi impossibile. Per Kattash, è un lusso poter accoppiare queste sue abilità a quelle perfettamente complementari di Brown. Queste le statistiche di ieri della coppia: 35 punti, 10 assist e 37 di valutazione.