Gameplan Olimpia-Napoli: Shavon l’ariete

217

L’Olimpia Milano ottiene un facile successo ai danni della GeVi Napoli per 88-76. Gli uomini di Messina controllano la partita fin dalla palla a due, toccano anche il +24 e ottengono la vittoria senza grossi patemi. Le notizie migliori arrivano da uno Shields da 17 punti e 29 di valutazione e dal proseguimento del buon momento di forma di Voigtmann, autore di 17 punti in una serata da 4/5 da 3. Nelle file di Napoli il migliore è Wimbush, 20 punti e un notevole 5/6 da 3.

Tutto muscoli

Milano parte fin dalla palla a due con una idea ben chiara: far sentire i muscoli a una squadra decisamente meno dotata a livello di taglia.

Nello specifico Milano ha giocato una serie di blocchi verticali e orizzontali (principi di flex offense) per portare Shields, Hall e Melli spalle a canestro contro difensori decisamente più piccoli. Provare a vedere la reazione della difesa per “tastare” la consistenza dell’1v s1 o punire gli eventuali aiuti.

Pancotto decide di raddoppiare e intasare l’area su queste scelte degli avversari, ma la scarica iniziale di Voigtmann nel primo tempo, l’ottima prova balistica generale dell’Olimpia nel secondo tempo, rendono vana questa scelta difensiva.

Shields

Imperativo per lo staff milanese è riportare Shields nella condizione migliore possibile in vista dei playoff. Lunghi tratti di partita dove Messina ha chiesto alla sua squadra di giocare set offensivi specifici per isolarlo e mandarlo 1vs1 contro difensori che potevano avere grosse difficoltà a contenerlo. Scelta fatta ovviamente per ottenere vantaggi tattici (il suo 1vs1 genera sempre qualcosa), ma soprattutto per tastare le sue condizioni in vista dei playoff.

Le risposte sono state confortanti. Vero che l’avversario non era dei più probanti ma una serie di penetrazioni di forza fanno ben sperare per il futuro. 17 punti cominciano a essere un bottino interessante per quello che sarà uno degli uomini chiave del finale di stagione milanese.

Zona e buchi neri

Pancotto nel corso della partita ha provato anche una zona 2-3 per provare ad arginare l’Olimpia nel suo momento migliore. Se inizialmente la scelta era quella di usarla solo sulle rimesse dal fondo, nel secondo tempo decide di usarla in maniera prolungata. Il risultato, purtroppo per lui, non porta i benefici sperati perché Milano attacca la zona nel modo migliore possibile e arriva facilmente al tiro.

Le zone 2-3 hanno un punto debole: la zona tra la prima e la seconda linea, e spesso le difese lavorano proprio per non fare arrivare la palla in quella zona. L’Olimpia però è abilissima con Melli a lavorare proprio i quella zona di campo, generando in serie schiacciata, tripla aperta e appoggio da sotto. In aggiunta, la presenza di Datome ha permesso a Messina di inserire un giocatore che potesse fare il “movimento a pendolo” da un angolo all’altro, che ha ulteriormente reso difficile le letture a una difesa già molto in difficoltà.

Wimbush

L’ex Zenit è stato uno delle poche cose che hanno realmente funzionato nell’attacco di Napoli. Autore di 20 punti e di un 5/6 da 3, è stato uno dei pochi in grado di mettere in difficoltà la difesa di Milano con il suo 5/6 da fuori.

Solitamente il suo punto di forza maggiore è la capacità di attaccare la rotazione della difesa sul ribaltamento, tanto da portare lo staff milanese a optare per la concessione del tiro, coprendo però la linea di penetrazione. La scelta si rivela corretta, ma il giocatore di Napoli riesce comunque a colpire da fuori, vanificando di fatto la scelta della difesa.

Difesa ICE e Williams

Milano ancora una volta opta per la difesa ICE su tutti i pick and roll laterali, provando in ogni modo a mandare verso il fondo gli esterni di Napoli. Pancotto ottiene buone risposte contro questa difesa grazie al lavoro di JaCorey Williams. Palla sul lato che viene ribaltata a centro area, scavalcando la difesa e servendo il lungo ex Trento.

Ed è proprio da questo ribaltamento che si verificano le cose migliori per l’attacco di Napoli. Williams sistematicamente servito per sfruttare l’accoppiamento favorevole con Voigtmann, sfruttando la sua maggiore mobilità e la sua capacità di attaccare palla in mano.

Questa situazione porta alla produzione di 15 punti in 26′ di impiego. Milano ha accettato questa situazione di difficoltà per non mandare in rotazione la difesa, Napoli ha provato a sfruttarla al meglio, anche se ha pagato il fatto che Williams ha avuto problemi di falli e ha visto ridotto il suo utilizzo nel corso della partita (3 solo nel primo tempo).