Gameplan Olympiacos-Fenerbahce (G1): Olympus has Fall!

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L’Olympiacos vince gara 1 della serie con il Fenerbace per 79-68. Gli uomini di Bartzokas si aggiudicano la prima partita grazie a un secondo tempo di ottimo livello e alle ottime percentuali dall’arco che vanificano ogni tipo di difesa che il Fenerbahce ha provato a mettere in campo. 55,2 % da 3 con 29 tiri tentati danno una veloce spiegazione del perché l’Olympiacos sia sull’1-0.

Insoliti sospetti

Per analizzare la vittoria dei padroni di casa non possiamo non partire dalle grande percentuali dall’arco. 55,2 % da tre aiuta e non poco un attacco che ha potuto sopperire a percentuali di tutt’altro tipo da 2, oltre che permettere di trovare via alternative alle solite bocche da fuoco. Perché si, le percentuali migliori dall’arco arrivano proprio da due insospettabili della materia: McKissic e Canaan. 30% in stagione il primo, 36,3% il secondo.

Contro una difesa che li ha sempre battezzati, la loro capacità di punire quella scelta ha pesato enormemente nell’economica della partita. Il Fenerbahce contro di loro ha optato per cambi sistematici, ma sempre staccando l’uomo di un metro e sfidandoli apertamente al tiro. Soprattutto contro McKissic e le sue grandi capacità di battere l’uomo sul primo passo grazie alla partenza fulminea.

La domanda che sorge spontanea è se queste percentuali saranno sostenibili su tutta la serie.

Cerco un centro di gravità permanente

Uno dei segreti meno nascosti della vittoria dell’Olympiacos è la prova di Fall. Le sua partita in cifre dice 9 punti, 5 rimbalzi e 3 assist con una valutazione complessiva di 20. Senza addentrarci troppo nei tecnicismi è evidente che la sua presenza abbia dato maggiori opzioni offensive all’attacco della sua squadra, dando sempre un riferimento nei pressi del ferro. Sia come realizzatore, sia come “facilitatore di gioco”.

Nello specifico ci sono due situazioni che fanno malissimo alla difesa del Fenerbahce: il pick and roll laterale con Walkup e il lavoro contro i cambi difensivi.

La difesa degli ospiti decide di spingere verso il fondo i pick and roll che coinvolgono Walkup, sia quando il bloccante è Black, sia quando il bloccante è appunto Fall. La cosiddetta difesa ICE fatta per tenere l’attacco sul quarto di campo, limitandosi a un 2 vs 2. Ma è su questo aspetto che i due fanno malissimo agli avversari, riuscendo sistematicamente a spezzare il raddoppio, o a servire Fall con un passaggio che scavalca la difesa. E ogni qual volta l’attacco è riuscito a forzare queste situazioni, Fall si è trovato a tu per tu con il canestro, o con una difesa costretta a ruotare in 3 vs 4. Segnando e proponendo ottime letture per i compagni.

E riprendendo il secondo aspetto sopra elencato, ancora una volta il suo lavoro contro i cambi difensivi ha fatto la differenza. Il Fenerbahce ha accettato i cambi difensivi per provare a mettere maggiore pressione sugli esterni avversari, esponendosi però all’ottimo lavoro di Fall contro i mismatch che inevitabilmente si sono generati.

Inoltre, cosa non da  poco nell’economia della partita, né Motley né Jekiri sono riusciti a farlo lavorare difensivamente quel tanto che basta per stancarlo. Il primo lo ha sofferto in maniera tremenda a rimbalzo, il secondo invece non ha mai provato a punirlo con il suo tiro, se non in rari casi. E questo ha permesso a Bartzokas una gestione quasi perfetta del suo centro di gravità permanente.

Chi di cambi ferisce, di cambi non perisce

Entrambe le squadre hanno fatto largo uso degli switch difensivi nel corso della partita e una delle chiavi della sfida è proprio nella capacità di una delle due di non pagare oltre modo gli inevitabili mismatch generati da queste scelte.

Prima della sfida era lecito aspettarsi che la fisicità dei quintetti del Fenerbahce, soprattutto con Nigel Hayes-Davis e Pierre, potesse fare molto male ai pari ruolo dell’Olympiacos, ma questo non è avvenuto grazie a un concetto tanto banale, quanto fondamentale della difesa di squadra: il contenimento dell’1 vs 1. In tantissime occasioni i giocatori di casa hanno retto l’urto sui cambi difensivi, senza dover ricorrere a raddoppi o altre scelte estreme. La difesa è sempre stata in grado di rimanere con i giusti accoppiamenti.

Cosa ti combino su Calathes

Un altro degli aspetti interessanti della vittoria dell’Olympiacos è nel come abbia ridotto al minimo l’impatto di Calathes, costringendo Itoudis a fare i conti con i suoi limiti.

Ovviamente il primo diktat è concedergli il tiro da 3, togliendoli invece la possibilità di fare il suo famigerato floater. Un metro sulle sue ricezioni prima dei pick and roll, rotazione un secondo più lenta sui ribaltamenti di lato che lo innescavano. Un impietoso 1/4 da 3 (1/7 da 2 al tiro non è che sia andata benissimo) ha permesso alla difesa di casa di lucrare su questo aspetto. Le sue percentuali saranno una delle chiavi della serie se i turchi vorranno avere una possibilità.

L’altro aspetto del gioco del greco che è assolutamente da limitare in una partita è la sua capacità di coinvolgere i compagni e innescare il talento che ha intorno e su questo aspetto ha lavorato molto bene lo staff dell’Olympiacos.

Scelta precisa di concedere il tiro al greco, anche in avvicinamento, ma di non staccare mai un uomo dal lato debole per concedere una linea di passaggio. Sui pick and roll che lo hanno coinvolto il suo difensore diretto lo ha sempre spinto dentro, passando sopra il blocco e direzionandolo verso il drop di Fall/Martin. Difesa di 2 vs 2 senza aiuti esterni, si accetta il tiro ma non si da mai la linea di passaggio per permetterli di armare i suoi compagni. Calathes realizzatore ha un impatto relativo sulla partita, Calathes regista ha tutt’altro impatto sulla partita.

Walkup

Ancora una volta il suo lavoro difensivo è manna dal cielo per la sua squadra. Fin dalla palla a due è l’agente speciale per Dorsey e il suo lavoro lo terrà a zero punti. Inoltre, è perfetto sui cambi difensivi, dove la sua difesa d’anticipo ha spesso impedito ai lunghi avversari di ricevere un passaggio che avrebbe portato a un tiro comodo nei pressi del ferro.

Se gli esterni del Fenerbahce hanno una brutta serata, buona parte del merito è suo.

Una maggiore resa di Dorsey e Calathes è indispensabile per il Fenerbahce in vista di gara 2.

Pressione al ferro

L’aspetto migliore della serata turca è nella capacità di mettere pressione al ferro. Il lavoro di Pierre, Motley e Hayes-Davis ha messo in grossa difficoltà la difesa dei padroni di casa nel primo tempo. Il momento migliore della squadra di Itoudis è coinciso con il massimo sforzo dei suoi big man.

La lotta sotto i tabelloni ha permesso a un attacco che ha faticato per diversi momenti della partita di generare tiri aperti grazie alle riaperture. Forza d’urto a rimbalzo, riapertura e tiri aperti. Il tabellino alla fine dirà 15 punti Motley, 11 Hayes-Davis e 13 Pierre. Uniti ai 12 di Guduric, sono i punti fermi da cui Itoudis dovrà ripartire in vista di gara 2.

E alla voce “pressione al ferro” è doveroso citare il lavoro in post di Pierre, uno dei pochi realmente in grado di giocare contro i cambi difensivi dell’Olympiacos è ottenere dei vantaggi.