GamePlan Sassari-Reggio Emilia: Dowemination

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La Dinamo Sassari ha vinto anche l’ultima partita in casa propria della stagione regolare di Serie A, superando Reggio Emilia in una gara molto combattuta per tre quarti. La squadra di Bucchi ha dovuto praticamente vincere due volte il match: tutto sembrava chiuso sul +15 per i sardi nel terzo quarto, ma la rimonta dell’UNAHOTELS ha costretto poi il Banco di Sardegna a dovere riallungare ulteriormente nell’ultimo periodo. Analizziamo allora i due punti ottenuti dalla Dinamo con il nostro GamePlan, provando ad addentrarci tra le pieghe della partita.

 

Il jolly Jamal Jones

Finalmente è tornato il Jamal Jones che tutti ci eravamo abituati a vedere ad inizio stagione. Una rondine non fa primavera, certo, ma la prestazione di ieri è molto rassicurante per Sassari in ottica playoff. L’americano ha dimostrato di avere una condizione fisica e tecnica buona, tornando ad essere decisivo sui due lati del campo dopo tanto tempo. In difesa, Jones è stato l’unico giocatore del roster sassarese a cambiare sistematicamente il proprio uomo in situazioni di pick’n’roll fin dall’inizio, potendo tenere il lungo avversario in post o qualche scivolamento difensivo anche sul perimetro. In attacco, si sono tornati a vedere quella mano e quel tocco che tanto erano mancati alla squadra in questi mesi. I suoi canestri non hanno fatto sentire la mancanza di Robinson dal punto di vista della produzione offensiva, dando soprattutto una spinta importante ai suoi nei primi minuti di gara. Ottimi segnali per lui e Bucchi.

 

Da lato a lato

Il set offensivo più utilizzato da Sassari in questa gara è consistito in un semplice pick’n’roll laterale, che però ha più volte messo in difficoltà Reggio Emilia. Ad inizio azione la palla era in mano a Bendzius, che la consegnava a Dowe/Gentile in uscita da un lato. A quel punto, l’handler riceveva un blocco da parte di Diop o Stephens, trovandosi più soluzioni da sfruttare. O, appunto, il roll del lungo, o servire gli altri tre giocatori aperti dall’arco e tutti e tre sempre pericolosi. Molto spesso, la palla è finita in realtà all’angolo opposto da cui era iniziata l’azione, visto che l’uomo in quell’angolo era costretto a staccarsi per aiutare proprio sulla penetrazione dell’handler. Questo set ha generato varie triple aperte a Sassari, che le ha ovviamente sapute sfruttare grazie alle proprie capacità dall’arco.

 

Un gladiatore lituano

Nel terzo quarto, il +15 raggiunto dai padroni di casa sembrava avvicinare la gara a una conclusione ovvia e senza speranze per Reggio Emilia. La UNAHOTELS, invece, ha trovato la forza di rimontare all’interno del terzo periodo stesso grazie al proprio gladiatore lituano, Osvaldas Olisevicius. L’ala aveva iniziato bene la partita, ma a causa di due falli iniziali era rimasta in panchina più tempo del previsto nel secondo quarto. Nel momento della difficoltà, tuttavia, Olisevicus ha riportato i suoi compagni a contatto a forza di canestri. Partendo come sempre off the ball, il lituano ha colpito dall’arco e contemporaneamente sfruttato le sue capacità fisiche per segnare anche diversi canestri in avvicinamento. A lui, e a Strautins in sua assenza, vanno molti dei meriti per i quali Reggio Emilia è rimasta in partita fino agli ultimi dieci minuti.

 

Difesa registrata

Spesso si parla del funzionalissimo attacco di Sassari, ma in serate come questa è giusto notare anche la difesa molto efficace del sistema di Bucchi. Soprattutto nell’ultimo quarto di gioco, quando la Dinamo è definitivamente riuscita a staccare gli avversari. Il perno di questa difesa, come sempre, è un Ousmane Diop attentissimo sui pick’n’roll, in grado di pressare l’handler avversario o contenerlo sempre al momento giusto e nel modo giusto. La scelta di Sassari è stata chiara: difendere sul pick’n’roll centrale di Cinciarini con uno show forte da parte del lungo, e cambiare sistematicamente sulle uscita lontano dalla palla di Olisevicus. Il tempismo di queste scelte e delle rotazioni sassaresi ha chiuso la saracinesca nei minuti che più contavano, garantendo a Bucchi la vittoria. Nota di merito va anche a Filip Kruslin, che come successo molto spesso in questa stagione ha dovuto sorbirsi la marcatura sul giocatore avversario più importante (Cinciarini) in alternanza con Dowe.

 

Dowemination

Chris. Dowe. Due parole che, affiancate in quest’ordine, stamperebbero un sorriso in faccia a qualunque tifoso sassarese. Non potrebbe essere altrimenti, per un giocatore che in questa stagione è stato decisivo e ieri sera ha raggiunto uno dei suoi picchi migliori in termini di prestazioni. Dowe ha prodotto il suo career high in Serie A con 28 punti, accompagnati da 5 assist e un 37 di valutazione. Emblematici della sua prova, però, sono gli 11 tiri liberi segnati. L’alto numero di tentativi dalla lunetta è l’ennesima prova della sua bravura ed esperienza nel guadagnarsi il fallo avversario, usando sempre con intelligenza il proprio corpo. Nel momento più difficile per Sassari (quello della rimonta emiliana) i liberi di Dowe sono stati una chiave fondamentale della partita per non far perdere inerzia ai sardi. I suoi canestri hanno mantenuto l’umore alto tra i compagni, e in particolare il gioco da 4 punti a fine terzo quarto è stato una mazzata morale per gli avversari. Il suo nome si è fatto poco in questi mesi, forse per prestazioni numericamente meno appariscenti, ma la candidatura ad MVP del campionato è più che giustificata.