Gameplan Tortona-Olimpia: B&B e Milano piega Tortona

262

L’Olimpia Milano batte Tortona per 75-77, al termine di una partita combattuta, non sempre spettacolare, che ha visto due facce diverse nel corso dei quaranta minuti. Nel primo tempo si è giocato una pallacanestro più “soft” con Macura e Christon sugli scudi, tanto da spingere i padroni di casa fino al +8, nel secondo tempo si è vista una pallacanestro più fisica, dove inevitabilmente la difesa di Milano ha preso il sopravvento e ha lentamente stritolato l’attacco della squadra di Ramondino. Ancora un volta è Baron a decidere la partita per gli uomini di Messina con una prestazione da 21 punti.

B&B – Billy Baron

Abbiamo avuto l’ennesima conferma di quanto Billy Baron sia fondamentale nella rotazione di Milano. Anche in una serata inizialmente difficile trova un modo di incidere nel secondo tempo, guidando la vittoria della sua squadra.

In avvio soffre la marcatura di Macura che gli entra sotto pelle, arrivando subito a spendere tre falli. Nel secondo tempo, quando le cose per Milano non giravano al meglio, sfrutta l’accoppiamento proprio con Macura per mettersi in moto e macinare il suo gioco.

Le sue uscite dai blocchi hanno costretto Tortona ad adeguarsi, costringendola a uscire forte per negare il tiro e a spingere contro l’aiuto. E da queste situazioni lui ha letto in maniera efficacia, prendendo quasi sempre la scelta giusta. Alla fine chiude con 21 punti. Imprescindibile.

Christon

Il primo tempo di Tortona è marchiato a fuoco dalla prestazione di Semaj Christon. Nel primo tempo la pressione sulla palla di Milano è molto deficitaria e l’accoppiamento con Napier e Baron non aiuta di certo la retroguardia milanese.

Ed è proprio da questo aspetto che nasce l’ottimo lavoro al ferro fatto dall’esterno di Tortona. Mette insieme solo 3 tentativi da tre ma chiude con un 10/15 da 2 e 4/5 ai liberi. Ha spesso battuto l’uomo dal palleggio, arrivando spesso al ferro e aprendo ampio spazio per i tiratori.

Nel secondo tempo viene preso in consegna da Tonut, andando ad abbassare il suo rendimento causa l’ottimo lavoro dell’esterno di Milano. Ha dovuto sopperire anche all’assenza di un esterno come Harper, ma se Tortona ha una possibilità fine alla fine gran parte del merito è suo.

Due facce

La partita ha vissuto due fasi ben distinte. Un primo tempo dove si è giocato più a briglia sciolta e si è concesso molto agli attacchi avversari, un secondo tempo dove la fisicità è salita di livello e il numero di punti realizzati è sceso in maniera verticale.

Nel primo tempo Tortona ha imposto la sua partita fatta di corsa, transizione  e tiro da fuori. Ha avuto in Christon un ottimo incursore al ferro e in Macura una spina costante per la difesa di Milano grazie al suo gioco off the ball. Il suo movimento continuo a messo in netta difficoltà gli avversari.

Nel secondo tempo la maggiore pressione sulla palla di Milano ha inevitabilmente “sporcato” la partita e la differenza di fisicità è venuta fuori. Tortona ha faticato a generare tiri aperti per via di una difesa che la costringeva a entrare nei set offensivi in ritardo e di conseguenza anche le ottime percentuali da fuori del primo tempo sono scomparse.

Bene ma non basta

Guardando i precedenti tra queste due squadre è possibile notare come ci sia una costante: i mismatch fisici pronunciati a favore di Milano. Tortona è una squadra che tende a sopperire a una maggiore “leggerezza” con una difesa che cambia spesso e prova a essere sempre aggressiva sulla palla, anche a costo di andare sotto in certi punti del campo. E spesso Milano ha sempre sfruttato questo aspetto in maniera ottima.

Nella partita di ritorno della stagione 2022/2023 questa cosa si è verifica in misura minore viste le difficoltà di Davies e Voigtmann. E il fatto di non riuscire a punire questi mismatch in post ha permesso a Tortona di mantenere alta la pressione sulla palla e a spingere l’Olimpia a 16 palle perse.

Nello specifico Ramondino, per proteggersi nelle situazioni di post, ha adottato una sorta di zona 2-1-2 quando la palla fine spalle a canestro a uno tra Melli, Voigtmann e Davies. Un difensore in 1 vs 1, nessun raddoppio ma l’uomo sul lato debole sulla stessa linea del difensore diretto. Un uomo in mezzo pronto a ruotare nel caso dal post l’attaccante si fosse girato a centro area e due uomini sulla prima linea per creare ulteriore densità in area e avere più corpi possibili contro i big man milanesi (motivo per cui Candi è stato spesso usato in coppia con Christon).

Tonut

La partita di Stefano Tonut dice poco a livello numerico. Parliamo di 6 punti e 2 di valutazione, ma ha il grosso merito di mettere un freno a un Christon che aveva messo in grossa difficoltà la prima linea difensiva dell’Olimpia.

Come altre volte in stagione, è stato l’agente speciale per i clienti scomodi, tanto da fare anche dei minuti su Macura sui cambi difensivi. Il suo apporto è il principale motivo per cui la difesa di Milano sale di fisicità nel secondo tempo. E’ il primo a portare maggiore pressione sulla palla, a rompere i pick and roll di Christon passando sopra il blocco e riducendo la separazione che invece l’ex Baskonia generava nel primo tempo. Effetto domino che ha poi portato a un attacco di Tortona meno qualitativo nei secondi venti minuti.

Palle perse

La scarica di Baron permette all’Olimpia di toccare il +7 (determinante in una partita a basso punteggio) ma la squadra di Messina non riesce mai a chiudere la partita a causa di una cattiva gestione del pallone nei possessi finali.

Nel secondo tempo, quando Tortona sembra avere la spia della riserva accesa e le sue percentuali erano crollate, è stata tenuta in piedi dalle palle perse provocate agli avversari. Cambi continui tra esterni per tenere alta la pressione sulla palla, uniti a un ottimo lavoro sulle linee di passaggio dei pick and roll di Milano. Spesso nelle situazioni di giochi a 2 la difesa era brava a mettere una mano sul passaggio al roll, provocando le 16 perse dell’Olimpia.

Palle perse, transizione e punti facili. Ossigeno per un attacco in difficoltà.