GamePlan Virtus-Napoli: Howard e Williams abbattono le Vu Nere

Rispetto alla prima giornata di LBA 2022/2023, nella quale la Segafredo Bologna riuscì a recuperare uno svantaggio di 20 punti ed espugnare il PalaBarbuto, la Gevi Napoli ha cambiato allenatore e metà del roster. Con un primo posto da consolidare ma una forma fisica deficitaria per i padroni di casa e l’urgenza di conquistare uno scalpo inaspettato per mandare un messaggio al plotone salvezza per i partenopei, Virtus-Napoli è una veglia pasquale meno scontata di quello che la classifica direbbe. Chi, come e quando farà la differenza alla Segafredo Arena? GamePlan prova a rispondere.

Transizione difensiva, questa sconosciuta

La Virtus per deconcentrazione e fatiche di Eurolega, la GeVi per costituzione e struttura: i ritmi si alzano da subito per inerzia. Una volta preso il rimbalzo difensivo (JaCorey Williams in particolare), la frenesia di aprire immediatamente il contropiede è ben coadiuvata da maglie difensive accondiscendenti. Se anche la Virtus collabora con ribaltamenti abbastanza prevedibili dal post, Michineau comanda le scorribande nel pitturato bolognese. Ruotando a 8 non è semplice per Napoli mantenere questi ritmi, ma il 48% da 3 finale è un aiuto non da poco.

No Beli, grazie

Ogni uscita di LBA della Virtus è occasione per osservare gli accorgimenti degli avversari di turno su uno dei pattern più ricercati nell’attacco delle Vu nere. Sul movimento off ball di Marco Belinelli si alternano Lorenzo Uglietti, Joe Young e Stewart per non far entrare in ritmo il #3. Su qualsiasi blocco portato sulla guardia di San Giovanni in Persiceto, sia esso singolo o doppio, sia verticale o a 45°, l’obiettivo è quello di negare l’uscita, dando sostanzialmente le spalle al portatore di palla. Quando Belinelli riesce a tagliare backdoor, le praterie sono notevoli, ma la seconda linea di Napoli non imbarca troppa acqua.

Il paraocchi di Jacorey

Fin quando entra il gancetto dalla media, Williams risulta uno dei 5 undersized più determinanti dell’intera LBA. Memori dello short roll di Terry e Vildera nella sconfitta di Trieste, la Virtus lavora molto meglio nel negare qualsiasi ribaltamento o coinvolgimento del terzo uomo. Il centro ex Trento non ha certo nella visione e nel passing le qualità principali: testa bassa, palleggio mancino e sguardo rivolto al ferro, nella speranza che la retina accolga la preghiera.

Uno schema dalla panca di Napoli

Nel secondo quarto, con le rotazioni che attingono dalla panchina, è interessante notare l’entrata nei giochi della GeVi: palla condotta su un lato, uscita in guardia con un blocco verticale dall’altro, lungo che dal dunker spot opposto taglia a 45° fino alla punta e porta un consegnato al terzo esterno, scambiatosi di posizione tra ala e angolo con l’handler iniziale. Le ricezioni di Howard, i pop di Dellosto e il lavoro sulla linea di fondo di Stewart permettono a Napoli di tenere costantemente la testa avanti nel primo tempo.

Un attimo e raddoppio

Poche squadre usufruiscono in Italia del post basso come la Virtus Bologna. Come difendere? Pancotto ordina di lasciar libera la ricezione a tutti, lunghi ed esterni, senza negare la linea di passaggio in entrata e scoprire la linea di fondo. Solo una volta che Jaiteh, Shengelia o Weems apre il palleggio, ecco che arriva l’aiuto: gli angoli del raddoppio sono perfetti, ostruendo sia la visione per gli skip pass che un accesso facile al ferro.

Zona tardiva

La 3-2 con l’uomo sul lato sinistro della prima linea a negare il ribaltamento sul lato forte ordinata da Scariolo verso la fine del terzo quarto è operata troppo tardi. I buoi sono già scappati: Elijah Stewart e Williams realizzano tutto ciò che mandano per aria, Jordan Howard ha mandato il fratello Markus alla Segafredo Arena e così anche i ribaltamenti di lato, doverosi per trovare le zolle libere della difesa, avvengono coi tempi giusti. Cosa non scontata, per una squadra così istintiva ed emotiva come Napoli.

 

 

Massimiliano Bogni
Massimiliano Bogni
Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.