Germania: viaggio nella BBL con Federico Perego tra progetti e solide realtà

È un momento cruciale della stagione anche per la BBL. In attesa dei verdetti del campo con Bayern la favorita per il titolo con Alba e Bamberg nel ruolo di potenziali guastatori, approfondiamo la realtà del massimo campionato tedesco. Per ogni esplorazione è necessario un navigatore d’eccezione, ci aiuta ad entrare nei meandri di una delle leghe emergenti d’Europa Federico Perego. Assistant coach prima di Andrea Trinchieri, ed ora di Luca Banchi, al Brose Bamberg, campione di Germania nelle ultime tre stagioni.

LA STORIA

Il torneo teutonico è contrassegnato da diverse dinastie dal dopoguerra ad oggi. Heidelberg e Bayer Leverkusen le grandi del passato, ora “diversamente” nobili navigando rispettivamente in seconda e terza divisione. La terza casa regnante è l’Alba Berlino, sette scudetti in fila dal 97 al 2003, oltre ad una preziosissima coppa Korac, primo trofeo della storia per una squadra tedesca ottenuta nella doppia combattuta finale nel 1995 con Pesic alla guida. Furono decisivi un immenso Alibegovic e Sasa Obradovic (poi coach per quattro stagioni sulla panchina berlinese) contro la Stefanel Milano dei vari Gentile, Bodiroga e Fucka, cuore pulsante dell’Olimpia scudettata l’anno successivo. Il presente è il Brose Bamberg. Nove titoli in dodici stagioni, sette degli ultimi otto inframmezzati dall’impresa Bayern nel 2014 ed è proprio nello stesso anno che Perego approda nella splendida cittadina dell’alta Baviera nello staff tecnico di coach Andrea Trinchieri, da qui il viaggio.

Immaginiamo Federico che sarai arrivato a Bamberg sulla scorta di una grande esperienza di BBL e dintorni.
Esattamente vero il contrario – scherza Perego – a parte qualche partita, nelle varie competizioni europee, dell’Alba la mia conoscenza reale del mondo BBL era approssimata allo zero. L’impatto è stato decisamente notevole. Grande organizzazione e professionalità, eccellenti impianti di gioco, grandi progetti di evoluzione e crescita.

Evoluzione e crescita parole chiave anche dell’intero campionato tedesco, soprattutto nell’ultimo lustro.
Sono convinto che ci sia stata un’effettiva crescita dell’intero movimento cestistico tedesco. Le prime otto squadre attuali della classifica, a cui possiamo anche aggiungere Wurzburg, sono tutte realtà molto consolidate e ambiziose. Basta dare un’occhiata ai roster e ai risultati delle coppe. Oltre a Bayern, eliminato in semifinale di Eurocup solo da un fantastico Wilbekin, restano evidenti i progressi di Ludwigsburg, Bayreuth e Oldenburg, tutte protagoniste assolute nella BCL di questa stagione. Con l’arrivo di Andrea Trinchieri ci fu anche, a mio parere, una sorta di shock tecnico. Prima il basket tedesco era molto ancorato ai principi di Pesic, coach dell’incredibile successo agli europei del 1993., mentre con Andrea è arrivata anche una filosofia di gioco nuovo, un approccio diverso che ha in qualche modo contagiato anche il resto della lega.

Potenziamento ed ambizioni della BBL che arrivano da una progettualità legata agli impianti, tasto dolente del basket del nostro paese.
La parola giusta è spettacolo. I tedeschi abbinano al basket giocato anche gli eventi “paralleli” che magari con il basket non sono strettamente correlati. Amano vivere l’evento come una festa, spesso ci troviamo a sorridere con i ragazzi e lo staff tecnico quando vediamo, non lontano dal parquet, materiale per l’organizzazione di eventi post partita. La chiave è la creazione delle facility (obbligatorio averle), arene polifunzionali con aree lounge/VIP e tanti servizi acccessori per il divertimento dei tifosi, producendo un clima che rende molto più agevole l’accesso e la visione dell’evento anche per le famiglie, fattore non da poco”.

Anche il tifo è appassionato ma sempre molto corretto, arene non tutte enormi ma spesso piene.
“C’è passione e divertimento sicuramente alle partite, ci sono diversi gruppi organizzati anche di tifosi ma niente a che vedere con quelli italiani. Hanno tutti questi rumorosissimi tamburi da orchestra che fanno – sorride Perego – un chiasso d’inferno. A noi mediterranei manca magari quella passione sanguigna, corretta ovviamente, ma dopo aver avuto vicino il gran tifo a Cantù beh quel tipo di incitamento un po’ ti manca”.

Fattori che rendono anche meno stressante l’ambiente attorno alla squadra, alleggerendo in parte la pressione.
C’è maggiore tranquillità e sai di poter operare con pazienza. Non infinita ovviamente, basta vedere quello che è accaduto poi da noi a Bamberg e al Bayern in questa stagione. Per noi non è stato semplice, come gruppo, comprendere la scelta da un punto di vista della tempistica all’interno della stagione. E’ stato importante il lavoro collettivo e l’ingresso, davvero di spessore, di Luca Banchi“.

Dal nono posto in campionato siete riusciti ad arrivare come testa di serie numero 4 ai playoff, non facile visto il momento delicato che stavate attraversando, causa anche una serie di infortuni infinita.
Luca ha avuto il merito di inserirsi con grande pazienza ed umiltà. Ha capito che il problema più che tecnico era soprattutto mentale, complice anche la stagione di Eurolega con il nuovo formato che è stremante per tutti. Ci ha dato nuova spinta emotiva, un lavoro psicologico importante e poi c’è Nikos (Zisis), ragazzo di straordinaria intelligenza e faro autentico in questa squadra. Indica la via anche e soprattutto nei momenti bui, si mette sempre in gioco e ha esperienza e mentalità vincente. Quando abbiamo avuto la lunghissima lista di infortuni (Hickman spesso acciaccato, fuori Heckmann e Harris praticamente tutta la stagione, out Mitrovic per 2-3 mesi) lui ha sempre dato incoraggiamento e spinta a tutto il gruppo”.

Da un ex senese all’altro: Daniel Hackett è protagonista di un’annata in crescendo.
“Daniel è un tassello importantissimo in questa squadra. Un collante ideale tra le due metà campo, difensore pazzesco a cui spesso affidiamo il compito di arginare il più pericoloso degli esterni avversari. Ha migliorato anche il range di tiro e sta sempre più diventando il leader della squadra, una grande stagione a mio parere la sua“.

Il gioco finale è quello preferito dagli appassionati di fantabasket, consigli per gli acquisti.
Ci sono molti giocatori interessante in BBL, sia tra gli emergenti che tra i veterani. Di questi ultimi ho sempre amato moltissimo Paulding di Oldenburg e Robertson di Francoforte. Giocatori completi, hanno tutto, sia come attaccanti che creatori di gioco, leadership e carisma. Francamente sono sorpreso non abbiano trovato ingaggi ancora più importanti nelle loro lunghe carriere. Tra le nuove leve Walkup (guardia di Ludwigsburg): ha un ball handling eccellente, doti atletiche pazzesche e sa segnare, difficile giocarci contro. Molto interessanti anche la coppia degli Skyliners di Francoforte, il neozelandese Tai Webster e Scrubb, fratello del giocatore di Avellino,che ha ottime mani.  Poi c’è l’MVP del campionato, Luke Sikma, lui sa davvero fare tutto in modo eccellente sul parquet, non ha sostanzialmente punti deboli”.

Manca la vincitrice del campionato…
“Il Bayern è il favorito naturale, hanno una squadra profondissima e completa, con il recupero di Jovic sono davvero molto forti. L’Alba può dare fastidio ai bavaresi però credo che in una serie stretta difficilmente possano prevalere. Anche se Aito ha fatto sino ad ora un capolavoro, grande gioco ed ha fatto esplodere definitivamente un giocatore come Saibou”.