Pozzecco: “Italia speciale, è il giorno più bello della mia vita”

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Pozzecco
Il neo ct Gianmarco Pozzecco con il presidente Gianni Petrucci e Salvatore Trainotti

È il giorno di Gianmarco Pozzecco. Oggi è stato presentato un commosso nuovo ct dell’Italia, che ha sostituito nei giorni scorsi Meo Sacchetti sulla panchina azzurra. Ecco le prime parole del nuovo commissario tecnico, chiamato a guidare la Nazionale ad Eurobasket 2022, direttamente dell’Hotel Principe di Savoia di Milano.

La presentazione di Petrucci

“Sono contento ci siano le persone care della Federazione, anche se è stato deciso in pochi giorni questo incontro. Gianmarco da oggi la tua vita cambierà, perché essere il ct di una Nazionale è il massimo che un allenatore può aspirare, perché rappresenti un Paese. Sarai l’emblema del nostro movimento. Nello sport si possono ottenere grandi risultati nelle coppe, ma la Nazionale è un altro mondo. Il mio sogno è che otterrete qualcosa con la maglia azzurra. Il primo inno ti emozionerà. Voglio ringraziare Sacchetti, Messina e l’Olimpia che ti ha permesso di venire con noi ed anche a Trainotti, che è l’anima tecnica per tutte le Nazionali. Non è stato facile, però ho ritenuto di farlo adesso. Forse dovevo farlo prima? Non so, però io ho ritenuto questo, anche se accetto le critiche. Sono convinto sia la scelta ideale. Pozzecco lo seguivo già da tempo, dai primi passi. Una persona onesta, simpatica, esuberante e capace. Le scelte sono solo tue, io non sono mai entrato in uno spogliatoio. Affidato la nazionale U23 a Marco Remondino”.

Le prime parole di Pozzecco

“Ringrazio il presidente per avermi dato quest’opportunità, ovviamente anche Salvatore. Io e il presidente ci conosciamo da un po’, abbiamo un denominatore comune, qualcosa che viviamo allo stesso modo: la considerazione per la maglia azzurra. Penso ci siano pochi sportivi che hanno sofferto per come ha fatto soffrire il sottoscritto la maglia azzurra. Sono stato escluso due volte da due competizioni a cui da giocatore pensavo di dover partecipare, l’Europeo 1999 e 2003. Ai tempi dicevo che stavo tifando contro la Nazionale, ma stavo tifando contro la sofferenza. Questo mi ha legato ancora di più e mi lega ancora di più alla medaglia di Atene 2004. Non me ne vogliano i miei 11 fantastici compagni di squadra e Recalcati, ma penso nessuno abbia goduto come l’ho fatto io, perché arrivavo da un vissuto rocambolesco. La terza cosa è che, e ne sono molto orgoglioso, non c’è nessun altro che ha lo stesso rispetto che ho io degli italiani, a livello di allenatore. Concludo dicendo che questa mia formazione mi darà un grande senso di responsabilità, soprattutto quando dovrò fare le convocazioni”.

“Sono estremamente felice di poter dire che Meo Sacchetti è uno dei grandi personaggi dello sport italiano. Oggi è un giorno particolare per me e per Sandro Gamba, che fa 90 anni. Un altro piccolo pensiero va all’Olimpia Milano, di avermi dato la possibilità di essere oggi qui presente, ed Ettore Messina, a cui sono estremamente legato. Ed a tutto lo staff ed ai giocatori, con cui ho condiviso queste ultime ore difficili e molto belle. La responsabilità che oggi percepisco è enorme. So che allenare una Nazionale sarà completamente diverso a quello che ho fatto sinora. Il mio ruolo sarà full time, perché penso ci sia la necessità, da parte di chi ricopre questo ruolo, di avere non solo l’obiettivo di far vincere la Nazionale e anche di far crescere il movimento. Credo di averlo fatto da giocatore, uno dei miei obiettivi è fare il modo che la pallacanestro riacquisisca quella visibilità un po’ affievolita”.

Veterani e cambiamento

“Ho chiamato Meo ieri, quello che ci siamo detti resta privato. Allenare la Nazionale è un po’ più complicato rispetto a quando giocavo io, per l’organizzazione delle competizioni. Ci sono finestre in cui non puoi chiamare alcuni giocatori. La mia necessità sarà quella di avere un gruppo unico, forte e riuscire a formare qualcosa dal punto di vista umano con peculiarità forti, proprio perché ci sarà necessariamente la consapevolezza che, in alcune situazioni, saranno protagonisti ed altre esclusi. Creare una famiglia diventerà indispensabile. Aggiungo un aneddoto che mi ha reso felice: avevo pensato di fare Melli capitano, sono andato da Nick e gli ho manifestato l’idea e lui, in modo spontaneo, mi ha detto ‘No deve farlo Gigi’. Per come alleno io, un passo indietro per far vivere una sorta di riconoscimento ad un compagno è una cosa molto importante, per avere successo con la squadra”.

Esperienza con l’Olimpia

“Il bagaglio di esperienza non ci sta più in macchina. Sono estremamente felice. All’inizio ero quasi infastidito dei dubbi, ma poi ho pensato fosse lecito pensarlo. Ora è passata una stagione ed il rapporto con Ettore è stato meraviglioso, Non vorrei definirlo padre e figlio, lui non è troppo vecchio, ma come fratellino sì. Dire quanto ho imparato da Messina credo sia banale e superfluo, sono stato a contatto per un anno con il migliore del mondo. Mi ha insegnato tanto, non so quanto io sia riuscito ad apprendere, ma è stata un’annata fantastica. E mi auguro che la stagione si concluda nel migliore dei modi”.

Trainotti su Banchero

“C’è la disponibilità del ragazzo di giocare con l’Italia. Ora è dentro nel draft, quando i suoi impegni saranno compatibili con il mondo NBA ci raggiungerà. Quest’estate Gianmarco incontrerà Paolo e sarà un primo momento per conoscerlo”.

Esperienza 1999 e 2003 utile per le esclusioni

“È quello di cui ho discusso con Recalcati due giorni fa. Io sono stato escluso da lui prima di Svezia 2003 e in quel periodo storico per me era inaccettabile, anche perché il mio posto fu preso da giocatori più scarsi, ma era giusto per una logica di squadra. A Charlie era successa la stessa cosa e le scelte furono un po’ figlie di quelle esclusione. E credo potrà essere così anche per me. Io vivrò un grande senso di responsabilità nelle esclusioni e, nel caso, ci sarà una sofferenza anche per me”.

Datome in Nazionale

“Non ho il dono della diplomazia. Il grande Velasco insegna che la leadership deve essere autentica. Da questo punto di vista non ho filtri. Gigi, se darà la disponibilità, farà parte del nostro gruppo e se lo farà, sarà capitano. Ma credo, mi auguro e spero faccia il percorso assieme a noi”.

Caratteristica da trasmettere

“Quando c’è stato il Covid, noi allenatori di Serie A abbiamo avuto la brillante idea di usufruire quel periodo per confrontarci. L’unica cosa che dissi, in quelle svariate occasioni, la prima cosa che dobbiamo fare è che ci sia più rispetto per gli allenatori. Anche questa è una responsabilità che oggi vivo. Il fatto che le società abbiano una considerazione di un ruolo molto complicato e alla base deve esserci il rispetto di ogni organigramma societario. Ti racconto un aneddoto: il primo a sapere che potessi diventare ct era Ettore Messina, essendo il mio capo ed una persona che ‘utilizzerò’ per farmi consigliare. Gli chiesi com’è avere Petrucci come presidente e mi raccontò questo episodio, in cui Ettore voleva lasciare la Nazionale e, con grande carisma e presa di posizione, il presidente gli disse di no. E poi Ettore vinse l’argento in Spagna. Avere la considerazione dei presidenti è fondamentale”.

Maglia azzurra coivolgimento troppo passionale?

“Sarebbe stupido se dicessi il contrario. Il piano B non vivere le emozioni non lo prendo in considerazione. Mi commuovo spessissimo. A 16 anni mio padre entrò in camera mia e mi disse: ‘Domani devi scegliere tra il calcio e la pallacanestro’. Il giorno dopo arrivò dall’ufficio e non disse niente, ad un certo punto si alza e mi ha detto ‘Hai scelto il calcio’. Io per non contraddirlo dissi di sì. Era ovviamente non fossi un giocatore di pallacanestro credibile, avevo una strada sola, diventare incredibile. E lo sono diventato. Io sono questo, ho imparato a gestire il modo diverso, quando divento ‘verde’. Se uno mi chiedesse, vuoi non diventare più verde? Assolutamente no’.

Staff

“Sarebbe stupido dire che non ho un’idea in testa, ma lo sarebbe altrettanto non condividerla prima con il presidente e con Salvatore Trainotti. Vorrei fare uno staff che abbia un senso. Io sono un allenatore particolare. Io mi reputo il 13° uomo in campo. È qualcosa in cui metteremo insieme le mie necessità e quelle della Nazionale”.

Prima cosa da fare

“La prima cosa da fare per ottenere un cambiamento e capire che c’è la necessità di andare in una direzione diversa. Spesso si parla per riempirsi la bocca. Insieme con Salvatore e l’appoggio del presidente, saremo in grado di andare nella direzione giusta. Ma prima devi volerlo ardentemente”.

“Io darei via una mano per vincere o salire sul podio con la Nazionale da allenatore, ma non è facile. È il giorno più bello della mia vita”.

Europei

“Il primo scoglio è la partita del 4 luglio di qualificazione ai Mondiali. I giocatori che finiscono la finale avranno qualche giorno libero e poi dovranno essere arruolabili per essere già pronti, per poi staccare e rimettersi in forma dal 3 agosto. Una cosa non normale. Il primo ragionamento sarà con il preparatore atletico e quale sarà la scelta migliore per convocare i giocatori. Per l’Europeo ed il posizionamento, in Italia siamo convinti che essere underdog sia estremamente vantaggioso. Io non la penso assolutamente così. Noi giochiamo in casa e andiamo lì per divertirci e non esiste sport al mondo che sia divertente quando perdi. Quindi…”.

Il rapporto con l’Under

“Ci sono giocatori che mi interessano, come Procida e Spagnolo, che potrebbero giocare con l’Under 23. Voglio abbattere la barriera tra le Nazionali, la Nazionale è una e siamo tutti assieme. Aiuterò Ramondino”.

Far giocare gli italiani

“Tolti i giocatori che fanno l’Eurolega con Milano, ci sono tre italiani che giocano l’Eurolega e due hanno lavorato con me. Io di questa cosa ne vado orgoglioso, se mi ricapitasse o se riuscissi a far capire un po’ a tutti che certi italiani sono migliori di alcuni americani brocchi, ne sarei molto contento”.

Hackett e Belinelli

“È presto per dire qualcosa, ci dovrò parlare. Con Belinelli sono stato compagno, Hackett ha sempre detto che sono stato il suo idolo da bambino ed è un ragazzo che adoro. La risposta è la stessa che c’era nella premessa. Il mio senso di responsabilità per i convocati e gli esclusi sarà talmente studiata e valutata che avrò poco margine d’errore. Poi non dipenderà solo da noi. Vogliamo fare la Nazionale più competitiva possibile”.