Goudelock: “Sono maturato, ora difendo e voglio lo scudetto col cuore”

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L’Olimpia Milano fa sua gara uno delle finali di Legabasket, controllando sostanzialmente per 40 minuti il match e avendo solo un piccolo sbandamento nel quarto periodo con la rimonta trentina propiziata da un furioso Shields che fattura 31 punti.
L’MVP indiscusso della partita, però, è Andrew Goudelock che si sta dimostrando sempre più leader:

Abbiamo lavorato durissimo per arrivare qui -dice- e non c’è nulla al mondo che vorrei di più in questo momento che vincere il titolo. Credo ce lo meriteremmo per quello che abbiamo dimostrato e il mio cuore è tutto volto a questo obiettivo.

La sua partita è stata stellare dal punto di vista offensivo come ormai siamo quasi abituati, ma il vero switch arriva da un lato difensivo incredibilmente migliorato:

Finalmente migliorato direi (dice scherzando), sono un giocatore più maturo ora e se per tutta la carriera ho avuto qualche problema difensivo, ora con l’età, il lavoro e la mentalità sono arrivato a dove volevo essere. È un qualcosa di molto importante per me e spiega come sono fatto per davvero.

La differenza sotto i tabelloni è stata evidente e Arturas Gudaitis ne è stato uno dei protagonisti in una vittoria che, forse, è stata una delle migliori nella storia recente delle gare uno milanesi:

Non so molto della storia recente dell’Olimpia a livello playoffs, ma di sicuro era importante vincere e dare un segnale forte a Trento che è un’ottima squadra. Dovevamo dimostrare di voler proteggere il fattore campo a tutti i costi e per ora ce l’abbiamo fatta.

Davide Pascolo dal punto di vista statistico non è stato scintillante, ma il fattore finale e  quello di giocare contro la “sua” Trento crea qualche difficoltà in più:

Giocare contro Trento è sempre un’emozione alla quale si aggiunge quella della finale, ma poi l’importante è andare in campo e giocare al massimo. Dovremo già essere in grado di migliorare in gara due la gestione di alcuni possessi offensivi e fare il possibile per non concedere loro di entrare in ritmo come successo nel quarto periodo, dove gli abbiamo lasciato troppo spazio.

Dalla parte dei vinti coach Buscaglia analizza le chiare difficoltà dei suoi in più aspetti del gioco:

Non siamo riusciti a prendere le misure di una sfida importante che ci si è posta davanti. Abbiamo lottato come sempre col cuore e non abbiamo mai mollato come è nostra abitudine. Siamo riusciti ad aprire il campo, ma il non fare canestro ci ha messo pressione e fatto perdere di mordente in difesa visto che non avevamo mai preso così tanti punti. Eravamo sempre in ritardo, venivamo spesso battuti dal palleggio e per questo entravamo troppo presto in rotazione, ma questo e il finale di partita che abbiamo giocato ci ha fatto entrare nella serie. Forse siamo arrivati un pò in ritardo, non è colpa di nessuno, ma sono certo che siamo entrati per davvero nella serie, anche perchè abbiamo tirato per andare a un possesso con Beto e poi lì non si sa cosa sarebbe potuto succedere.

Anche Gutierrez si allinea con i ragionamenti difensivi del coach e trova lì le mancanze dell’Aquila:

Abbiamo concesso troppi punti e dobbiamo pensare di ridurre i 95 di questa sera almeno intorno agli ottanta per poter provare a vincere. La nostra aggressività non è mai mancata, ma siamo stati poco intelligenti e furbi nell’applicarla e questo ci è costato.

Ora si resetta perchè tra 48 ore le squadre saranno di nuovo in campo con i necessari aggiustamenti e la voglia di Trento di far saltare il banco, mentre per Milano di tenere ancora il servizio. Le LBA finals sono appena cominciate.

 

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