Graziella Bragaglio: “Brescia sta lavorando molto bene”

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Bragaglio
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La presidente di Brescia Graziella Bragaglio parla ai nostri microfoni raccontando alcuni aspetti della stagione appena conclusa e anticipandoci gli obbiettivi per la prossima:

– In relazione a questo campionato appena concluso perché secondo lei, c’è stato un calo così radicale rispetto alla scorsa stagione che non vi ha permesso di raggiungere i playoff ?

Due sono le considerazioni che devono essere fatte: la prima è che abbiamo cambiato l’80% dei giocatori e quindi il lavoro dell’allenatore è stato molto più faticoso rispetto all’anno prima dove i ragazzi erano arrivati comunque da un campionato in cui avevano lavorato insieme e quindi il risultato raggiunto era dettato da un grande lavoro. La seconda considerazione è che abbiamo fatto un doppio campionato per la prima volta nella storia di Brescia e questo ha portato sia per l’allenatore che per i giocatori un lavoro in più a volte penalizzando il risultato e non facendoci raggiungere la vittoria. Poi abbiamo avuto anche la sfortuna di aver portato a Brescia due giocatori: uno era Mika che purtroppo, nonostante fosse un bravissimo ragazzo e integrato molto bene, è arrivato con un ginocchio malandato; sulle ali dell’entusiasmo abbiamo detto che l’avremo recuperato poi però probabilmente la situazione al ginocchio era più problematica di quanto si pensasse e non siamo riusciti a recuperarlo perfettamente, poi Bryon Allen che era un giocatore non in grado di restare nel nostro sistema, per questo abbiamo perso del tempo e tutto ciò ha penalizzato la prima parte della stagione. Dopo di che, quando loro se ne sono andati e abbiamo inserito un altro giocatore, la squadra ha iniziato a recuperare, però siamo sempre stati alla rincorsa e quindi il campionato è finito così, anche se sarebbero bastati alla fine  2/4 punti per far si che Brescia potesse essere all’interno dei playoff. È stato un anno molto positivo perché abbiamo giocato due campionati, abbiamo dato tanto e siamo comunque entrati nella storia della città perché abbiamo ristrutturato un palazzo come nuovo. Stiamo lavorando tantissimo su quello che è il mondo del settore giovanile e abbiamo portato due squadre alle finali nazionali questo fa capire che Brescia in questo preciso istante sta lavorando molto bene.

– Brescia è una delle squadre ad aver un nucleo di italiani di un certo livell0. Come, questo aspetto, favorisce poi l’intero gioco e la costruzione della squadra ?

Sicuramente il fatto di avere così tanti giocatori italiani è un “sistema di aggregazione” perché quando arrivano ragazzi dall’altra parte del mondo trovano un sistema di accoglienza anche a livello di gioco che viene compreso molto più facilmente. La fatica dell’anno scorso è stata proprio questa perché abbiamo inserito dei giocatori italiani e dei giocatori americani che non avevano mai giocato nel campionato italiano e alla fine è stato penalizzante sia per loro che per noi in quella che poi è stata proprio la parte legata al risultato. Inoltre lo sport ti mette fretta perché è il piazzamento in classifica che ti porta a dire se si è dentro o fuori a certi obbiettivi e quest’anno, purtroppo, non li abbiamo raggiunti né in coppa Italia né ai playoff, però ci sono state altrettante soddisfazioni per quello che è stato costruito attorno.

– In vista della prossima stagione c’è stato un cambio molto importante in panchina con l’arrivo di Esposito, come, questo allenatore, può dare qualcosa in più, una scossa in più alla squadra?

In questo momento quello che comunque Esposito può dare è una svolta, un cambio rispetto a un ciclo che è finito cioè quello di Andrea Diana che ha fatto davvero molto bene, ha costruito qualcosa di importante portando questa squadra in serie A e ha creato un movimento davvero molto intenso. Esposito è un allenatore che ha il fuoco dentro e rispecchia quella che può essere comunque l’aggressività della Leonessa. Una differenza è che conosce molto bene il mondo americano e questo può essere un valore aggiunto. Anche lui ha voglia di riscattarsi perché arriva da una stagione, quella di Sassari, che purtroppo è andata come è andata. Brescia parte quindi con un nuovo ciclo, un’altra carica perché lo sport ha sempre bisogno di stimoli e quindi come tale abbiamo cercato di dare questa spinta e questo impulso nuovo.

– In ottica stagione futura siete una delle poche squadre ad aver avviato una campagna abbonamenti e ad aver un nucleo stabile di giocatori. Quali sono, quindi, gli obbiettivi per il prossimo anno in Italia e in Europa?

L’obbiettivo in Europa è fare un pochettino meglio di quello che è stato fatto l’anno scorso senza dover fare dei grandi proclami, perché fino al giorno 11 non abbiamo la certezza di quella che potrebbe essere la nostra parte poiché non sappiamo quelle che sono le squadre che andremo ad incontrare quindi non posso dirti che l’obbiettivo è quello di arrivare alla top 16, ma sicuramente è fare meglio di quello che è stato fatto l’anno scorso. In campionato vorremmo cercare di raggiungere i playoff, vorremmo venire a Pesaro per la coppa Italia e quindi insomma questi sono gli obbiettivi sui quali si sta lavorando e cercheremo sicuramente di raggiungerli; poi ,come sai benissimo anche te, i giocatori devi vederli all’opera, le squadre devi vederle assemblate sul campo perché adesso si vedono dei bei video, dei bei giocatori, si inizia a conoscerli ma poi metterli insieme diventa una parte molto importante. Dovremo anche capire quali sono i nostri giocatori, tra i nazionali, che coach Sacchetti deciderà di portarsi in Cina e questo è un altro importante aspetto perché se lavoriamo senza di loro fino al 20 di settembre direi che è molto.