Hack a Stat – Euroleague: la sorpresa Wolters

Bentornati su Hack a Stat! Dopo il nostro fugace viaggio in serie A, torniamo nella massima competizione Europea, in particolare parleremo di una delle novità che più mi ha stupito in questo inizio di stagione: Nate Wolters.

Avevamo lasciato lo Zalgiris come terza forza dell’Eurolega grazie ad una stagione ben al di sopra delle aspettative iniziali, culminata con la vittoria ai danni dell’Olympiacos nei play-off e con l’ottenimento del terzo posto nelle Final 4 contro il CSKA. Una stagione che ha elevato Jasi come coach di altissimo livello e alcuni giocatori (Pangos su tutti) a meritarsi appellativi importanti. Durante l’estate però alcuni pezzi importanti di quel roster hanno cambiato casacca: Pangos al Barcelona, Micic all’Efes, Toupane all’Olympiacos sono tre addii davvero difficili da sostituire degnamente.

La dirigenza mise gli occhi su Nate Wolters come possibile sostituto di Pangos. La pointguard classe 1991 aveva invero già calcato i parquet di Eurolega con la maglia della Stella Rossa due stagioni fa, ma sinceramente avevo completamente rimosso tale ricordo. In ogni caso la sensazione diffusa (ed anche mia) era che Nate sarebbe potuto essere un buon play sotto la gestione di Jasi, ma il processo di formazione avrebbe richiesto tempo. E invece…

È bastato un quarto della prima partita stagionale (Zalgiris contro Baskonia) per farmi ricredere. Wolters ha chiuso quella partita con 19 punti e 5 assist a fronte di una sola persa. Ma ciò che più mi ha colpito è stata la sicurezza con cui ha giocato l’intero incontro, non forzando mai la conclusione e affidandosi il più delle volte al suo tear drop shot da centro area. Per quanto quindi il campione statistico sia ancora piccolo (6 partite giocate), diamo un occhio a qualche numero di Nate, cominciando dal nostro caro e vecchio Offensive Influence (non vi ricordate di cosa si tratta? Eccolo spiegato).

Wolters attualmente sta segnando o assistendo il 37% dei canestri segnati dello Zalgiris. Davanti a lui ci sono solo tre giocatori, che possiamo tranquillamente considerare tra i più grandi accentratori di gioco delle Lega, sopratutto Shved. Il caso vuole che al tempo dell’analisi dell’Offensive Influence della passata stagione, Pangos mediava il 38%, ritrovandosi anch’egli quarto. Una simpatica coincidenza.
In ogni caso, questo primo dato ci conferma come Wolters abbia già preso positivamente possesso del gioco della squadra lituana, cosa non scontata ad inizio stagione. L’Offensive Influence infatti non ci conferma solamente che Nate abbia le chiavi del gioco dello Zalgiris (dato l’alto valore mediato), ma anche che stia producendo numeri positivi, in quanto questa statistica contabilizza i canestri realizzati e gli assist.

Se incrociamo Offensive Influence con l’Usage notiamo come anche a livello di possessi totali utilizzati Wolters sia tra i più alti di Eurolega.

Shved è sostanzialmente di un’altra categoria, ma Wolters ancora una volta media un valore statistico uguale a quello dei gestori di gioco più importanti. Uno Usage del 30% circa ci riconferma come Jasi abbia affidato la gestione della squadra principalmente a Wolters (assieme a Westermann, 28% di Usage per lui, a fronte però di un ben più bassa Offensive Influence, 14%).

Dal punto di vista opposto, ovvero dal lato dei contributi negativi, Wolters si comporta meglio dei già citati James, Calathes e Shved:

Intersecando i tiri sbagliati ogni 100 possessi e le palle perse sempre ogni 100 possessi si nota che Nate media il minor numero di tiri sbagliati (a conferma del fatto che raramente forza una conclusione) e perde una quantità di palloni poco al di sotto della media di Lega. Questi due dati e la relativa posizione nel grafico soprastante dimostrano come Wolters sia una ottima pointguard, che ha pieno controllo delle sue abilità.

Per concludere questa analisi di Wolters, osserviamo le sue shots chart grazie al lavoro di Panagiotis sul sito www.basketballguru.gr.

La prima shots chart mostra i tiri presi da Nate nel corso delle prime sei partite: come si nota predilige l’attacco al ferro, dove sa concludere agevolmente sia a destra che a sinistra; la conclusione preferita però è, come detto prima, la lacrima da centro area, zona infatti più rossa delle altre. Dispone comunque di una buona mano dall’arco (35% con quasi 3 conclusioni a partita), ma è chiaro che la sua priorità sia andare al ferro piuttosto che eseguire un tiro dal palleggio. Difatti la maggior parte delle triple segnate sono state piedi per terra. Da questo punto di vista, un’aggiunta di un tiro dal palleggio efficace gli farebbe fare un ulteriore salto di qualità.

La seconda shots chart mostra invece i tiri realizzati dai suoi compagni a seguito di un suo assist. Come si nota la maggior parte degli assist avvengono in prossimità del ferro e quindi molto probabilmente a seguito di un PNR con White o Davies (i più serviti da Wolters). Le zone laterali sono invece le aree da cui nascono i PNR di Jankunas e il suo jumper dalla media, come già avveniva la passata stagione con Pangos.

Ultimi, ma non per importanza, i dati riguardanti l’impact della guardia americana: attualmente con Wolters in campo l’Offensive Rating dello Zalgiris è di circa 105 punti ogni 100 possessi, mentre con lo stesso in panchina scende a 99. In generale la differenza di Net Rating tra quando è in campo e in panchina è di 1,8 punti in più ogni 100 possessi; questo perché soffre ancora un po’ in difesa, dove può e deve migliorare; in generale però, quest’anno lo Zalgiris ha perso due ottimi difensori sugli esterni come Toupane e Micic e ciò si sta facendo sentire: attualmente hanno un Defensive Rating di 118 punti concessi ogni 100 possessi, ovvero 10° in classifica. Questo calo difensivo influenza anche i singoli, amplificandone i difetti.

Insomma, Nate Wolters è stata per me una piacevole sorpresa, come anche lo Zalgiris che, seppur il suo record reciti 3-3, ha messo più volte in campo un gioco offensivo corale di ottimo livello; mi aspettavo che nel corso dell’anno si sarebbero rivisti sprazzi del bel gioco della passata stagione, ma non pensavo così velocemente. In tutto questo Wolters è sicuramente un elemento fondamentale, che ha permesso a Jasi di riavere fin da subito una regia affidabile e solida.