Hack a Stat – Eurolega: il contropiede

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Bentornati su Hack a Stat! La stagione di Eurolega ci sta regalando diverse partite interessanti; analizziamo quindi un aspetto di gioco sempre più centrale nel gioco offensivo moderno: il contropiede.

Una rapida transizione offensiva garantisce punti facili e veloci; saperla sfruttare facilita quindi il compito offensivo di ogni squadra. Chiaramente non è sempre facile utilizzarla: per generare un buon numero di possessi in contropiede è necessario costruire innanzitutto una difesa capace di fermare gli attacchi avversari. Ma parlare di difesa è fin troppo generico: ci sono diversi aspetti difensivi che possono aiutare nella costruzione di possessi in transizione.
Si può infatti generare transizione dal rimbalzo, indurre l’avversario ad un errore (passaggi sbagliati, pressione sul palleggio, raddoppi sul portatore) oppure effettuando una rubata (intercettando un passaggio, rubando palla al portatore).

Ogni squadra quindi cerca di sfruttare al meglio le caratteristiche difensive dei propri giocatori per generare contropiede; chiaramente l’utilizzo più o meno alto dello stesso è condizionato dall’avere anche giocatori in grado di guidare la transizione. Per quanto banale possa sembrare, in un attacco in vantaggio numerico bisogna essere in grado di leggere la situazione e posizionarsi nel posto giusto per complicare ancora di più il lavoro della difesa in recupero. Ma abbiamo parlato fin troppo: consultiamo qualche grafico per visualizzare quanto detto finora.

Iniziamo con l’osservare la frequenza di transizione delle diciotto squadre di Eurolega. Piccola nota: le percentuali mostrate non sono precise come quelle NBA. Difatti gli unici dati disponibili sono i canestri segnati in contropiede (reperibili da Basketball Guru); non disponiamo quindi dei tiri sbagliati e delle palle perse, situazioni che dovrebbero essere contabilizzate se eseguite in transizione. La percentuale quindi è calcolata rapportando solamente i canestri fatti con le chance offensive create (ovvero i possessi non decurtati dei rimbalzi offensivi).

Il Panathinaikos guida questa speciale classifica: avere un giocatore come Calathes sicuramente aiuta. Il play greco ha infatti segnato o assistito il 50% circa dei canestri in contropiede della squadra di Atene. Segue a ruota il Maccabi con una frequenza simile e quindi un vasto gruppo attorno al 20-25%.
In media in Eurolega quindi circa un quinto delle chance offensive sono generate in contropiede. Non è una quantità indifferente, specie se si considera che quasi tutte le partite sono preparate tatticamente per limitare gli attacchi avversari.

Ma quanto aiuta generare punti in contropiede? Per capirlo possiamo intersecare la frequenza con l’Offensive Rating di squadra.

La linea di tendenza mostra come all’aumentare dell’Offensive Rating è più probabile imbattersi in alte frequenze di contropiede; ovviamente ci sono dei casi particolari, dato che la transizione rimane un aspetto del gioco offensivo moderno. Milano, per esempio, in queste prime sei partite ha sfruttato pochissimo il contropiede (11%), puntando di più sull’attacco a metà campo (anche per conservare maggiormente le forze, viste le rotazioni ridotte delle prime uscite).

Constatato quindi l’aspetto offensivo, analizziamo come le varie squadre cerchino di costruire i propri possessi in contropiede. Iniziamo con l’intersecare la frequency con il Defensive Rating.

Anche in questo la linea di tendenza conferma che, generalmente, migliore è la difesa di una squadra, maggiori saranno le chance di contropiede. Il Defensive Rating è però una statistica sommaria, nel senso che mostra quanto una squadra è brava nel difendere, non spiegando come. Il grafico dimostra come le migliori squadre per Defensive Rating siano anche quelle con le frequenze di contropiede più alte, ma non ci spiega come cerchino di generare i possessi in transizione.

Intersechiamo quindi la Transition Frequency con il Defensive Rebound Percentage:

Le squadre nel quadrante in alto a destra sono bene o male le stesse del grafico precedente: avere una buona presenza sotto canestro garantisce ovviamente la possibilità di ottenere il possesso del pallone e imbastire la transizione, ma ciò non basta. Avere in squadra guardie o ali con buone doti a rimbalzo difensivo permette di partire immediatamente in transizione dopo lo stesso, senza dover effettuare la classica apertura del lungo al portatore di palla; l’apertura infatti “mangia” secondi preziosi per l’esecuzione della transizione e la possibilità di evitarla garantisce un vantaggio tattico. Per esempio il Maccabi ha Casspi: l’ala ex NBA sta mediando il 23% di DR% e ha segnato o assistito il 42% dei contropiedi conclusi positivamente dalla squadra di Tel Aviv.

Il Barcellona penso abbia il miglior giocatore europeo in questo doppio aspetto di gioco: Adam Hanga. L’ala ungherese (che viste anche le assenze di Pangos e Heurtel sta attualmente giocando da handler primario) ha un DR% pari al 16% ed è un giocatore perfetto per la transizione. L’arsenale del Barca però non si limita solo ad Hanga, ma si possono sfruttare anche le abilità a rimbalzo di Abrines o persino Mirotic, anch’essi in grado di guidare una transizione offensiva.

Altra squadra ricca di esterni o ali rimbalziste è il Baskonia: Vildoza risulta decimo nella classifica di Defensive Rebound Percentage considerando tutti gli esterni (almeno 10 minuti di gioco a partita) con il 13,3%. Anche Henry non sfigura con un altrettanto buono 12,8%; inoltre tra le fila di coach Perasovic ritroviamo il giocatore penso più versatile d’Eurolega: Shengelia. Giocatore pazzesco, 16% di DR% e la capacità di guidare la transizione anche se con il fisico tutt’altro che “normale” per la normalità dei contropiedisti d’Europa (è alto 206 cm).

Infine possiamo citare il CSKA, squadra ricchissima di giocatori in grado di generare transizione a seguito di un rimbalzo: Hackett è un meraviglioso esemplare di questo tipo di giocatore. Il play italiano detiene il settimo posto in DR% tra gli esterni con un sontuoso 18%; altri due giocatori di questo tipo sono Kurbanov e Clyburn, rispettivamente con 21% e 18% di Defensive Rebound Percentage. Oltretutto i giocatori del CSKA possono contare sul lavoro in taglia fuori di un espertissimo Hines, il quale semplifica il lavoro a rimbalzo dei suoi compagni tagliando fuori i rimbalzisti avversari.

Un altro metodo per generare contropiede è attraverso la pressione difensiva che induce l’avversario ad una palla persa (e quindi ad una rubata). È interessante quindi incrociare la solita Transition Frequency con la Steal Percentage.

Con questo ultimo grafico finalmente scopriamo come il Panathinaikos sia la prima per frequenza di contropiede: nei grafici precedenti eri infatti posizionato molto a sinistra, a significare che sia in Defensive Rating che in Defensive Rebound Percentage era tra le peggiori. In questo caso invece lo ritroviamo tra le prime della classe per palle rubate, ovvero uno dei metodi migliori per generare contropiede. Tra i migliori giocatori per St% troviamo Wiley (3,8, nono), Calathes (3, trentatreesimo) e Thomas (2,9, trentasettesimo).

La transizione è dunque uno strumento importantissimo per il gioco offensivo moderno; saperla generare sfruttando le abilità e le caratteristiche dei propri giocatori risulta essere molto comodo per segnare punti facili. Che sia per la presenza di esterni dalle buone capacità a rimbalzo o attraverso una rubata, saperlo utilizzare al meglio facilita il compito offensivo di ogni squadra.

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