Hack a Stat: finali LBA

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Bentornati su Hack a Stat! Dopo il nostro viaggio in NBA, torniamo in Italia per parlare delle finali che si stanno giocando.

Sassari e Venezia si trovano attualmente sul 2-2 e stasera giocheranno il cosiddetto pivotal game, ossia la partita che darà il primo match point ad una delle due squadre.

Recentemente ho parlato di questa serie facendo un focus sullo straordinario attacco di Sassari (oltre i 120 di Offensive Rating), che però ha alla fine trovato pane per i suoi denti, affrontando la miglior difesa della stagione 18-19 di LBA. Venezia infatti ha mediato il miglior Defensive Rating d’Italia con un valore di 101,5, contando tutte le partite disputate.

Un altro fattore importantissimo di questa serie è la lotta a rimbalzo, dove Sassari riesce a catturare oltre il 37% dei rimbalzi in attacco, una quantità impressionante, che garantisce tanti secondi possessi.

Ma, dato che ne ho già parlato altrove, cerchiamo altre chiavi di lettura da analizzare; un fattore a mio parere determinante nel proseguo della serie sarà la gestione dei falli, sopratutto per alcuni giocatori chiave.

La tabella soprastante mostra i falli fatti ogni 100 possessi degli avversari di ogni squadra che ha disputato i playoff: Sassari domina la classifica, facendo commettere agli avversari la bellezza di 34 falli ogni 100 possessi, praticamente 6 in più rispetto la media di Lega. Questo comporta non pochi problemi per i suoi avversari, che si ritrovano spesso con giocatori anticipatamente fuori dalla partita per il raggiungimento dei 5 falli personali.

Ciò è possibile grazie alla presenza di due giocatori: Cooley e Thomas. I due sassaresi subiscono in media 9,3 e 10,1 falli ogni 100 possessi e si ritrovano rispettivamente quarto e secondo in questa speciale graduatoria (terzo Mathiang e primo Vidmar). La loro capacità di subire falli carica i lunghi avversari di penalità e De Raffaele (se ci limitiamo alle finali) si è visto costretto ad anticipare le rotazioni o addirittura allungarle, chiamando in causa anche Biligha.

Andiamo nello specifico: Watt è riuscito a non uscire per 5 falli sono in gara 1 (chiusa a quota 3); nelle restanti gare ha sempre commesso tutti i falli spendibili. Nel resto dei playoff la sua media di falli commessi era 3,7. Per De Raffaele perdere il suo miglior giocatore è una tassa non da poco, dato che Vidmar è sicuramente efficace nel contenimento difensivo, ma non garantisce in nessun modo la pericolosità offensiva del suo compagno di reparto. Appunto, Vidmar: anche il centro sloveno è passato da una media di falli commessi tra quarti e semifinali di 2,6 ad una pari a 4 durante la serie finale.

Ecco una tabella che riassume le varie differenze tra quarti più semi-finali e finali:

Daye, Mazzola, Cerella, Watt e Vidmar: tutti i lunghi (Bruno è in effetti usato come quattro speciale dal coach veneziano) della Reyer hanno aumentato la loro media di falli commessi nel corso dei play-off. E questo conferma come Cooley e Thomas siano in grado di lucrare falli avversari, anche con giochi da 2+1, che pesano enormemente nel bilancio delle partite e della serie.

Per questo problema a mio avviso ci sono pochi rimedi: De Raffaele deve chiedere ai suoi lunghi di prestare attenzione in situazioni di post-up avversario e sopratutto di non cadere in puerili tentazioni commettendo così falli banali ed evitabili.

A mio avviso quindi questo è il terzo fattore chiave della serie, che segue quindi l’abilità difensiva di Venezia (che ha dimostrato di poter limitare Sassari) e la lotta a rimbalzo, sopratutto sotto il canestro di Venezia. Staremo a vedere come andrà gara 5.