Hack a Stat: NBA Finals, assist dei Warriors e strategie di Nurse

Bentornati su Hack a Stat! Con questo articolo rompiamo un piccolo tabù: andiamo a parlare di NBA e nello specifico delle Finals. Andiamo!

Dopo le gare a Toronto, la sfida tra i Warriors e i Raptors si sposta in California: gara 1, vinta da Toronto, è stata una partita avvincente e controllata per lunghi tratti dalla squadra canadese, che non ha mostrato l’imbarazzo della prima volta in Finale NBA. Gara 2 invece è stata vinta da Steph e compagni e, visti l’infortuni subiti durante la partita, è incredibile come sia arrivata quella vittoria. Thompson ha dovuto abbandonare la partita, Iguodala pure per diversi minuti, ma quelle perdite (una alla fine solo momentanea) sembravano aver complicato i piani di coach Kerr.

In questa analisi, mi vorrei soffermare su due spunti in particolare: la prima, lato Toronto, è la gestione delle marcature avversarie con un focus su Leonard. La seconda, lato Warriors, vuole risaltare il pazzesco terzo quarto della squadra californiana, che di fatto ha indirizzato la partita.

LE SCELTE DIFENSIVE DI NURSE

Fino ad un secondo prima della palla a due, tutti ci eravamo chiesti su chi Nurse avrebbe piazzato Leonard, ovvero uno dei difensori perimetrali più forti e completi dell’NBA. I principali indiziati erano due: Curry e Thompson, in attesa del rientro di Durant dall’infortunio. Ebbene, alla fine non sono stati né l’uno, né l’altro: osserviamo infatti i possessi difensivi di Leonard.

Come si nota, la ex-stella di San Antonio ha marcato per lo più Green e, in seconda battuta, Iguodala. Solo dopo arrivano le due stelle offensive di Golden State, ma quei possessi sono generati da accoppiamenti di emergenza in transizione o switch difensivi su situazioni di blocchi particolari. Mi sono chiesto i motivi di questa scelta, che di certo ha stupito in molti: ho trovato diverse valide motivazioni.

Innanzitutto, Nurse dispone di difensori perimetrali di alta qualità: Danny Green, Lowry, Siakam e persino lo stesso VanVleet, che non sta facendo male. Il coach canadese ha quindi diversi assi da utilizzare per la difesa degli Splash Brothers, senza chiedere troppi compiti alla sua stella di riferimento offensiva. Poter risparmiare Leonard dall’inseguire i due tiratori nelle girandole di blocchi e tagli avversari consente a Nurse di limitare gli sforzi difensivi della sua stella, già parzialmente inibita da alcuni problemi fisici.

Nella passata serie, lo spostamento di Kawhi su Antetokuonmpo ha di fatto indirizzato la finale di Conference verso Toronto: Leonard ha imbrigliato Giannis, limitato poi anche dai perfetti tempismi difensivi di tutta Toronto che raddoppiavano la stella greca sempre al momento giusto.
In questo caso invece però, la marcatura di uno dei Splash Brothers è totalmente differente da quella sul greco: con Giannis si può concedere inizialmente il tiro, oltre al fatto che l’ala di Milwaukee sfrutta molto meno i blocchi dei suoi compagni. Mediamente infatti Giannis percorre durante la fase offensiva 1,37 miglia (trentesimo per miglia offensive percorse a partita nei playoff); Thompson invece ne percorre 1,55 di miglia ed è quarto in questa speciale gratulatoria; discorso simile per Curry che ne corre 1,48 ed è dodicesimo. Nurse ha quindi pensato di risparmiare Leonard da questa difesa sfiancante per salvaguardare parte delle sue energie e per sollecitare il meno possibile il ginocchio della sua stella.

Un’altra valida motivazione è che, difendendo su Green, Leonard ha la possibilità di staccarsi dal suo uomo e aiutare i suoi compagni in caso di necessità; vero, Draymond è di fatto il play di Golden State, ma nel momento in cui è off-the-ball, la sua pericolosità cala.

Infine la motivazione che ritengo più importante, per me queste due gare sono state anche una sorta di test di Nurse in previsione del ritorno di Durant: se, come si dice, Kevin rientrerà in gara 3, le scelte difensive di Toronto verranno chiaramente modificate. Nurse però è già consapevole che i vari VanVleet, Lowry, Green sono in grado di limitare – chi più chi meno – i due Splash Brothers. Il coach dei Raptors avrà quindi la possibilità di mantenere inalterate le marcature dei due esterni di GS e dirottare Leonard su Durant (detto anche che Siakam è un altro principale indiziato per limitare il talento attualmente infortunato).

Lo scopriremo vivendo, ma Nurse ha dimostrato con tali scelte lungimiranza e fiducia nei propri giocatori.

LA PERFEZIONE DEL TERZO QUARTO DEI WARRIORS

Passiamo ora al secondo punto: i numeri sottostanti indicano l’efficienza offensiva dei GSW quarto per quarto.

Come si nota, il terzo quarto è caratterizzato da un valore incredibile: 126 di Offensive Rating! In media, negli altri quarti la stessa statistica si è attestata attorno ai 105 punti ogni 100 possessi; capite bene come mai il terzo quarto di gara 2 sia stato lo spartiacque di questa partita. Golden State è stata perfetta e in un attimo è scappata via, raggiungendo la doppia cifra di vantaggio, pur con tutti gli infortuni già citati.

Ma forse ancora più sconvolgente sono i canestri assistiti; nel secondo tempo tutti, TUTTI, i canestri dal campo di Curry e compagni sono stati segnati a seguito di un passaggio vincente. È follia, non so come altro descriverla.
Queste poche statistiche rendono evidente come Golden State, dall’infortunio di Durant, sia tornata a giocare il basket che l’aveva contraddistinta nella sua prima versione, con Curry e Green a dirigere le danze.

Incredibile pensare come sia bastato un clic per farli tornare a giocare così; probabilmente ora ci sarà il ritorno di Durant e i possessi in ISO dei Warriors torneranno a crescere; ciò che però i Golden State Warriors hanno fatto in quel terzo quarto e, più in generale, dall’uscita di scena di Durant è davvero indescrivibile.