Hack a stat: Olympiacos, il Peace and Friendship Stadium Effect

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Bentornati su Hack a Stat! Dopo aver esplorato i problemi della difesa milanese, lasciamo l’Italia e dirigiamoci verso la terra di Omero. In questa nuova puntata infatti andiamo a scoprire i segreti dietro la squadra greca del Pireo, guidata ancora oggi dal suo giocatore simbolo, Vasilis Spanoulis

L’Olympiacos in questo momento è al secondo posto di Eurolega con 17 vittorie e 7 sconfitte, a pari merito con il Fenerbahce e già sicura di un posto ai play-off. Per iniziare, osserviamo il grafico dei rating:

La squadra greca sta mediando il miglior Defensive Rating della Lega, ma non si può dire lo stesso dell’attacco. È risaputo che la forza dell’Olympiacos sia nella difesa e notando la posizione della squadra si capisce quanto sia davvero efficiente: grazie ad essa riesce a vincere, nonostante una fase offensiva tutto sommato di basso livello. Ma se osserviamo le statistiche delle sole partite casalinghe e in trasferta ci si accorge che esistono due versioni dell’Olympiacos: nelle sole partite casalinghe i greci sono ancora più solidi in difesa e diventano una squadra di tutto rispetto anche in attacco. Nelle partite in trasferta avviene il contrario, con un calo in entrambe le statistiche. Il bottino infatti recita un record di 10W-1L in casa, mentre in trasferta è 7W-6L. Cosa cambia quindi nel gioco dell’Oly quando gioca allo stadio della Pace e dell’Amicizia?

Ho voluto prima di tutto analizzare la fase difensiva.. Il grafico seguente mostra le percentuali concesse agli avversari nel corso della stagione, solo in casa e solo in trasferta.

Ovviamente la squadra greca è la migliore in questo aspetto: ma osservando le statistiche splittate tra casa e trasferta non si notato eccessive differenze. La difesa dell’Oly è sicuramente più efficiente in casa, ma questa maggiore efficienza non è dettata dalla percentuali concesse, che rimangono sempre e comunque bassissime (forse perché meglio di così è impossibile concedere). E allora dove sta la differenza?

L’istogramma mostra le statistiche avversarie nel caso in cui l’Olympiacos giochi in casa o in trasferta. Il Pace e i tiri concessi ogni 100 possessi non variano più di tanto: come per le percentuali non sta in questi aspetti la differenza con cui si può spiegare la marcata distanza nei Rating difensivi dell’Oly in casa e in trasferta. Stesso discorso per i rimbalzi: i greci ne concedono sempre meno del 50%, sia in trasferta sia in casa.
Dobbiamo arrivare alle ultime colonne per capirlo: assist e palle perse hanno, in proporzione, una differenza ben più marcata di tutte le altre statistiche. All’interno dello stadio della Pace e della Amicizia, l’Olympiacos è quindi così aggressivo da indurre nell’errore l’avversario più spesso che in trasferta.

Probabilmente una parte di questo contributo arriva anche dall’atmosfera dei tifosi dei Reds, che mandano in tilt gli avversari e danno una maggiore carica agonistica alla squadra. Anche perché, guardando le partite dell’Oly, non si notano differenze nelle impostazioni di squadra: la difesa dell’Oly è un turbinio di cambi su ogni blocco, soprattutto sui pick and roll. Anche Milutinov, il centrone, lo si ritrova spesso a marcare il play avversario sebbene abbia notato che, quando la situazione lo permette, Milutinov avvisi il compagno di reparto (Printezis o chi per esso) dell’imminente pick, così da mandare quest’ultimo a difendere sul pick and roll, evitando così un mimatch eccessivo. Centrone a parte, la batteria di lunghi e ali della squadra greca permette di cambiare sui blocchi senza mandare troppo in affanno il sistema difensivo. L’aggiunta di quest’estate di McLean è sicuramente stata fatta per migliorare questo aspetto di gioco. Jamel (quanto ti ho adorato negli anni milanesi) è perfetto per questo sistema di cambi continui, dato che ha le qualità per poter marcare la maggior parte degli avversari, che siano essi lunghi o piccoli.

Ovviamente anche le rotazioni difensive non sono da meno: il più delle volte il lungo avversario si ritrova in post contro uno dei piccoli dei greci, ma le percentuali da 2 punti concesse, come abbiamo già osservato, sono tra le più basse dell’Eurolega. Ciò vuol dire che gli aiuti arrivano quasi sempre con ottimo tempismo.
Infine, una chiara indicazione di Sfairopoulos è mettere pressione sul play avversario: Spanoulis a parte (esentato per ragioni anagrafiche), i vari Roberts, Mantzaris e Strelnieks si fiondano subito sul play avversario per ritardare l’avvio dell’azione e togliere ossigeno alla mente avversaria, con l’americano che sta mediando uno dei migliori Defensive Rating individuali tra gli esterni della Lega. In casa questo aspetto, unito alla costante bolgia creata dai tifosi, induce più spesso all’errore l’avversario (banale palla persa, passaggi intercettati o superamento dei 24′) rispetto che in trasferta.
In ogni caso, nei giocatori dell’Olympiacos s’intravedono quasi sempre i famosi “occhi della tigre”: perché prima di tutto una buona difesa parte dalla convinzione nel sistema e nella voglia di piegare le ginocchia.

Passiamo ora alla fase offensiva: anche questa, come si è visto, varia molto tra casa e trasferta.

Stesso grafico, ma in questo caso le statistiche sono quelle dell’Olympiacos.
A livello generale l’attacco dei greci non è tra i più belli d’Europa. Si basa principalmente sui pick’n’roll per Spanoulis e Roberts, che hanno poi libertà per creare situazioni di gioco in 1 vs 1 o dando la palla in post basso. L’indicazione base è comunque quella di cercare il vantaggio in mismatch o su una mancata rotazione difensiva avversaria per poi sfruttare il talento dei singoli giocatori di cui dispone Sfairopoulus.

Tra casa e trasferta però si nota una differenza tra i tiri presi ogni 100 possessi: quando si trovano lontani dal Pireo, i greci tendono a prendere meno tiri nell’area a favore di un maggior numero di tiri da 3 punti. Ciò comporta anche meno liberi ottenuti, dato che vengono meno i falli subiti in penetrazione.
Un’altra indicazione importante ci arriva dall’Assist Percentage, ovvero la percentuale di possessi conclusi tramite un assist: nelle partite casalinghe si tende ad estremizzare il concetto offensivo espresso prima, ovvero quello di cercare gli 1 vs 1 favorevoli (che portano quindi a meno assist), mentre in trasferta invece parte del gioco offensivo dei Reds viene frenato e quindi i giocatori sono “costretti” a cercare il compagno smarcato più spesso.

Infine anche le palle perse ogni 100 possessi aumentano, vuoi per la mancanza della spinta dei propri supporter, vuoi per le limitazioni delle difese avversarie. In generale tutti questi dati evidenziano un attacco meno sicuro quando i greci si trovano lontani dalla propria arena.
Insomma Spanoulis e compagni non riescono a rendere come in casa, ma, ciò detto, l’Olympiacos rimane una delle squadre più ostiche dell’Eurolega, che grazie alla sua difesa e al talento offensivo dei singoli è sempre lì a battagliare per il trofeo.

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