Hack a Stat – Shooting Accuracy

Bentornati su Hack a Stat! Oggi su Backdoor vi propongo un nuovo post a tema statistico, ovvero l’analisi della distribuzione dei tiri durante la stagione di Eurolega. La reputo interessante per scoprire qualche curiosità su selezioni e differenze tra le varie squadre. Inoltre ci sarà l’introduzione di una nuova statistica, la Shooting Accuracy. Partiamo!

Prima di tutto è doveroso fare dei ringraziamenti a chi mi ha permesso di ridurre notevolmente l’acquisizione dei dati: Panagiotis (su Twitter: @lostgps) ha fatto un lavoro enorme, creando le Shooting Charts di tutte le squadre di Eurolega (dateci un occhio, merita). Seconda e ultima premessa, la Shooting Distribution disponibile suddivide i tiri nel seguente schema:

Detto ciò, ecco il grafico che mostra la Shooting Frequency dalle diverse posizione per ogni squadra. Tutti i valori elaborati sono Pace Adjusted e riportati su 30 partite giocate:

Le gradazioni di colore blu individuano i tiri vicino al ferro, il rosso quelli nel mid range e in verde i tiri da 3 punti. Inoltre, sulla destra del grafico potete trovare la media di Lega.
La prima cosa che salta all’occhio è senza dubbio la scomparsa del mid range. È risaputo che questa tipologia di tiro è ormai raramente utilizzata, ma sono rimasto comunque stupito dall’esigua quantità di conclusioni tentate da questa distanza: stiamo parlando di una frequenza complessiva del 6% dalle cinque posizioni, un numero praticamente trascurabile.
Tralasciando quindi questa tipologia di tiro, le squadre distribuiscono in maniera differente i propri tiri tra area e da oltre l’arco a seconda dei giocatori a disposizione: il Maccabi è stata una squadra incentrata sull’attacco al ferro (più del 60% sommando tutti i tiri in prossimità del canestro), mentre il Khimki è l’unica squadra a superare in maniera consistente il 40% di tiri presi da oltre l’arco. In linea generale la distribuzione media è un 55% – 5% – 40% tra area, mid range e tiro pesante.

Prendendo in considerazione solo i due tiri più utilizzati, possiamo creare il grafico a dispersione sottostante che mostra i tiri presi in quelle zone per le sedici squadre:

Distribuzione ovviamente eterogenea, date le caratteristiche differenti dei roster, ma una cosa la si può osservare: alcune delle migliori squadre (Baskonia, Fenerbahce, Olympiacos), con le dovute differenze, non eccedono nell’utilizzo di uno o dell’altro tiro. Mantenendo una distribuzione equilibrata tra tiri vicino al canestro e da oltre l’arco non si danno punti di riferimento certi e si svaria nella creazione di tiri, rendendo quindi più difficile il lavoro difensivo avversario. Eccedere nell’uno o nell’altro non vuol dire sbagliare, ma chiaramente comporta alcuni rischi.
Ci sono però anche esempi contrapposti come Milano, Stella Rossa o Barcelona che, a fronte di una distribuzione di tiri equilibrata, non hanno ottenuto risultati. Questo perché i tiri non si devono solo prendere, ma ovviamente si devono anche segnare. Riporto quindi il grafico che mostra le percentuali realizzative delle sedici squadre nelle due zone in esame:

Come sappiamo, il CSKA è tra le migliori, così come Fenerbahce e Zalgiris. Nel quadrante in basso a sinistra invece troviamo alcune delle squadre che più hanno faticato durante la stagione. L’Olympiacos è davvero un’anomalia.

Ma se volessimo considerare sia la frequenza che la percentuale di tiro? Per farlo introduciamo una statistica che tiene conto di entrambe: la chiameremo Shooting Accuracy. Per trovarla ho effettuato alcuni passaggi matematici che riassumo brevemente assieme alle spiegazioni del caso.

I dati base sono quattro: la frequenza di tiro dall’area (somma delle quattro zone in prossimità del canestro), da 3 punti (somma delle cinque zone oltre l’arco) e le rispettive percentuali realizzative.
Per prima cosa ho preso le frequenze di tiro in area e da oltre l’arco di ogni squadra e ho sottratto le seconde alle prime, dividendo poi il risultato con la frequenza di tiro in area: in questo modo ho individuato un gruppo di valori che mi indicava quali squadre tiravano maggiormente vicino al ferro rispetto che con il tiro da 3 punti (maggiore il valore, maggiore la tendenza al tiro in area) e ne ho calcolato il percentile, sommando infine il risultato ottenuto a 1. Ho poi rieseguito gli stessi passaggi, ma in questo caso ho invertito la sottrazione e il divisore, trovando quindi chi tirava maggiormente da 3 punti.
Tutto questo è servito per ottenere 32 coefficienti di frequenza (due per squadra, uno per i tiri in area e uno per i tiri da oltre l’arco con valore minimo pari a 1 e massimo pari a 2) a seconda della Shooting Frequency. Per inquadrare il risultato, vi basti capire che il Khimki ha coefficiente 1 per i tiri in area e 2 per i tiri da 3 punti, proprio perché è la squadra che ha eseguito il maggior numero di tentativi da oltre l’arco e il minor numero vicino al ferro; al suo opposto troviamo il Maccabi con coefficienti 2 e 1.
Il secondo passaggio è stato quello di calcolare i percentili (sommando sempre il risultato a 1) delle percentuali di tiro in area e da 3 punti, così da ottenere i coefficienti delle percentuali di tiro i cui valori sono tanto maggiori, quanto migliore è la relativa statistica di base. In questo caso il CSKA è la squadra con coefficiente 2 per i tiri in area, mentre per il tiro da 3 punti quella ad aver ottenuto il valore massimo è stata la compagine di Jasi. Anche per questo passaggio quindi abbiamo ottenuto 32 coefficienti, due per squadra, con valori oscillanti tra 1 e 2.

Il passo finale è stato quello di sommare i coefficienti di frequenza e delle percentuali (una somma per i tiri in area, una somma per i tiri da 3 punti), non prima però di aver moltiplicato il coefficiente di frequenza per 0,4 e quello delle percentuali per 0,6; queste due moltiplicazioni servono a dare un peso maggiore alle percentuali, che reputo un filo più incisive sul tiro rispetto alla frequenza. Per avere una scala di valutazione più comoda ho calcolato un’ultima volta il percentile di questi due valori, così da avere dei numeri compresi tra 0 e 1; in questo modo la squadra che ottiene un percentile pari a 1 risulta essere la migliore in questa classificazione. Ecco, questi valori ottenuti sono la famigerata Shooting Accuracy.

La teoria dietro a questa statistica è la seguente: una squadra che si focalizza maggiormente su un tiro rispetto che all’altro è perché probabilmente si sente più a suo agio nell’eseguire quel tipo di conclusione: ciò numericamente si traduce in un coefficiente che dona maggiore importanza a quel tiro, dato che è quello più consono alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Ovviamente però bisogna valutare anche quanti canestri sono stati segnati e quindi si chiama in causa anche la percentuale realizzativa. Sommando assieme i due coefficienti trovati si ottiene un valore che prende in considerazione questi due aspetti contemporaneamente.

Ho riportato in un grafico a dispersione i risultati ed ecco cosa ho ottenuto:

Nel riquadro in alto a destra troviamo cinque delle otto squadre che hanno strappato un pass per i play-off di Eurolega. Cosa accomuna questo gruppo? Il fatto che siano le cinque migliori squadre in Offensive Rating! Ciò significa che Real, Baskonia, Zalgiris, CSKA e Fenerbahce non solo hanno preso per la maggior parte i tiri più consoni ai propri giocatori, ma che sono stati realizzati con ottime percentuali. Tra di esse ci sono esempi di squadre con distribuzione equilibrata (Fener e Baskonia), squadre con distribuzioni più incentrate sull’attacco in area (Zalgiris, CSKA) e squadre più legate al tiro da 3 punti (Real): ognuna a seconda delle proprie caratteristiche ha ricercato e segnato i tiri migliori e non è solo il grafico qua sopra a confermarci tale fatto, ma anche i valori di Offensive Rating, che, come detto, sono tra i più alti dell’Eurolega.
Non è un caso inoltre trovare le peggiori squadre (Milano, Efes e Stella Rossa) nel riquadro peggiore. I turchi e i serbi sono stati tra i peggiori in Offensive Rating, così come i greci dell’Olympiacos: questo posizionamento dà ancora più lustro alla difesa che ha permesso alla squadra di Sfairopoulos di arrivare ai play-off piazzandosi terza in classifica, nonostante un attacco non efficientissimo.
La Shooting Accuracy quindi ci fornisce una visione complessiva della distribuzione dei tiri presi dalle varie squadre: tiri presi in ritmo e nelle zone più calde sono più facilmente realizzabili e tale statistica ci mostra quali squadre ne prendono di più in queste condizioni.

In ultimo prima di chiudere, vorrei fare un piccolo excursus sulle corner three. In NBA le triple dall’angolo sono una tipologia di conclusione molto ricercata perché sono i tiri da oltre l’arco più vicini al canestro (6,70 m dal ferro, rispetto ai 7,25 m dell’arco). Reperendo i dati da Basketball Reference si osserva che in media in NBA il 20% dei tiri pesanti tentati sono presi in questa zona. Una buona fetta insomma. Osservando invece il primo grafico dell’articolo si nota che in Europa i tiri dall’angolo sono davvero poco utilizzati: una media di Lega del solo 13% rispetto al numero totale di triple tentate. I massimi utilizzatori sono stati il Bamberg con il 17% (me lo aspettavo da Trinchieri), Milano (Bertans influisce parecchio) con il 16% e lo Zalgiris, 16% anche lei (toh, che sia questo uno dei motivi dietro alla più alta percentuale da 3 punti dell’Eurolega?). In NBA il minor utilizzo proviene da Philadelphia con il 15%.

Bisogna considerare che vi è una differenza dei due campi da gioco: le corner three in NBA possono sfruttare una zona leggermente più ampia: la linea retta che interseca l’arco del tiro da 3 punti è più lunga di quella FIBA di circa 90 cm. Pur tenendo conto di questa differenza spaziale, ritengo che la motivazione principale dietro a questa differenza di utilizzo sia che in Europa ancora non la si sfrutti adeguatamente: ad est dell’Atlantico non si è ancora radicata la cultura della ricerca delle triple dall’angolo, forse anche perché il cambio delle linee di gioco è recente.

Immagine presa da Wikipedia