Hack a Stat: evoluzione della Serie A dal 1990 a oggi

Bentornati su Hack a Stat! Oh, mi mancava poterlo scrivere. La prima palla a due della stagione verrà alzata tra due settimane: per ingannare l’attesa, piuttosto che guardare avanti, diamo uno sguardo al passato, più precisamente al passato della Serie A. In questo primo Hack a Stat della stagione 2018/2019 infatti esploreremo l’evoluzione dell’efficienza delle squadre italiane.

Grazie alla presenza dei box score dalla stagione 87/88 in avanti è possibile fare analisi statistiche alquanto interessanti. Oggi, come già detto, osserviamo l’evoluzione dell’efficienza.

Il grafico sovrastante è abbastanza eloquente: un tempo l’efficienza media di Lega (ovvero la media di tutti gli Offensive Rating delle squadre partecipanti) era più alta. La tendenza (curva blu a puntini) conferma un calo non indifferente, data la curvatura della stessa. Negli ultimi anni però questo crollo sembra essersi affievolito e difatti la curva di tendenza mostra una attenuazione nel suo tragitto.

La domanda sorge quindi spontanea: perché? È possibile ricondurre questo calo alla sola convinzione che un tempo il campionato Italiano fosse più ricco di campioni e quindi di più alto livello? Beh, no, o meglio non solo.
Sicuramente questo fattore ha inciso sulla tendenza mostrata nel grafico. Non è solo una convinzione dettata dai bei ricordi dei vari Ginobili, Djordjevic o Bodiroga, ma è proprio un dato di fatto: ora giocatori di quel livello non ce li possiamo permettere. Non è ovviamente l’unica causa. La prima cosa che ho voluto controllare per identificare altre motivazioni dietro al calo mostrato nel precedente grafico è stato l’andamento della True Shooting Percentage, ovvero una sorta di percentuale complessiva di tiro, ma più elaborata del mero rapporto realizzati – tentati. Ho riportato nel secondo grafico questa statistica e le altre classiche percentuali.

No, non è un caso. Anche l’andamento della True Shooting Percentage mostra un calo abbastanza evidente: si passa dal 65% degli anni ’80, agli attuali 60% scarsi. Abbiamo quindi identificato una seconda importante motivazione dietro al vistoso calo dei rating di lega: oggi si tira peggio di un tempo. Oggi si tira peggio di un tempo? Suona strano. Andiamo nel dettaglio: i tiri liberi sono rimasti pressoché invariati. Per i tiri da 2 punti si nota un leggero calo, ma tale da giustificare solo in parte quello ben più importante della TS%. Rimane il tiro da 3 punti, che passa da un 38% ad un 34% dell’ultima stagione. Questo è il calo più importante tra le tre tipologie di tiro. Come si nota, è un decremento costante; si deduce che lo spostamento dell’arco a 6,75 m. avvenuta nella stagione 2009-2010 non ha inciso su tale calo. Il reale motivo dietro al calo del tiro da 3 punti è che nel tempo si sono presi sempre più tiri da dietro l’arco.

Il grafico sovrastante mostra l’andamento dei tiri presi ogni 100 possessi nel corso delle stagioni. Come si nota, c’è stata una inversione tra tiri liberi e da oltre l’arco: se negli anni ’80 i liberi formavano una buona fetta del tiri presi, ora questa fetta è composta dai tiri pesanti. Questa inversione è dettata dalla tendenza di utilizzare sempre di più il tiro da 3 punti; tale aumento è influenzato anche dal fatto che ora ci sono molti più tiratori anche tra i lunghi, situazione che negli anni ’80 era davvero rara. Questo discorso è già stato affrontato tempo addietro, nel caso voleste approfondire qui.
Torniamo ai tiri presi: a fronte di un aumento di tiri da 3 presi, è calata la percentuale. Negli anni di “Ritorno al Futuro” se ne prendevano pochi e quindi, tendenzialmente, erano tiri ben presi, ovvero ad “alta percentuale”; pochi, ma buoni insomma. Ora l’utilizzo maggiore di tale tiro porta anche a maggiori forzature e di conseguenza la percentuale è calata. Tutto questo ci conferma che il tiro da 3 è il maggior responsabile del calo della TS%.

Un ultimo fattore che sicuramente ha influenzato il calo del rating sono le palle perse.

 

Dal grafico riportato sopra possiamo osservare l’andamento delle palle perse ogni 100 possessi. La curva di tendenza è eloquente: nel corso degli anni le palle perse sono decisamente aumentate fino al picco di circa 20 ogni 100 possessi. Raggiunto l’apice la tendenza si è invertita, per tornare ai livelli di un tempo.

Questa tendenza parabolica ci fornisce il tassello finale per ricostruire l’andamento dei rating riportati a inizio articolo.
Negli anni ’80 si tirava molto in area e dalla linea della carità: i valori di rating erano quindi alti, viste le buone percentuali globali di tiro, inoltre si perdevano pochi palloni, cosa che favoriva ancor di più i valori di rating di quel tempo. Col tempo però il basket è cambiato: il tiro da 3 punti è diventato sempre più importante, modificando il gioco. La tendenza era quella di prendersi più tiri dalla lunga distanza, perdendo parte della sicurezza che le percentuali degli stessi davano alla TS%. Inoltre, per svariati motivi, le palle perse sono aumentate.
Tiri da 3 e palle perse hanno influenzato negativamente il rating medio, abbassandolo di anno in anno.
Infine, le correzioni offensive (o difese meno efficaci) hanno portato ad una inversione di tendenza delle palle perse: in questo modo il crollo del rating si è attenuato.
Il tutto senza dimenticare l’abbassamento della qualità generale del campionato, che fornisce un ulteriore fattore ai cali di tiro da 3 (meno ottimi tiratori) e palle perse (meno ottimi gestori di possessi) e di conseguenza, un abbassamento del rating medio.

Il quadro è quindi completo: nelle prossime stagioni l’efficienza media della LBA continuerà in questa timida risalita o rimarrà sui valori attuali? Lo scopriremo solo continuando a seguire il nostro amato campionato.