Hack a Stat – Euroleague: i problemi dell’Olympiacos

Olympiacos

Bentornati su Hack a Stat! Oggi parliamo della squadra greca guidata, da questa stagione, da David Blatt, ovvero l’Olympiacos.

Durante l’estate l’arrivo del grandissimo coach ha portato in dote un mercato molto attivo: ovviamente coach di questo livello richiedono un roster adatto al loro stile di gioco o, quantomeno, esigono alcuni elementi chiave su cui costruire l’identità di squadra. Per Blatt questi elementi chiave sono ormai noti: una guardia di grande atletismo che sappia attaccare dal palleggio, ma abbia comunque un discreto tiro in sospensione (gli esempi si sprecano, possiamo citare l’ultimo, cioè Wilbekin) e una buona dose di giocatori atletici e fisici in modo da poter essere il più duri possibili in fase difensiva. In questa ottima la dirigenza ha acquistato Nigel William-Goss, Toupane, Timma e LeDay.

Dopo queste diciotto giornate possiamo iniziare a constatare come stia procedendo il lavoro di Blatt: iniziamo osservando il grafico dei rating.

La difesa è, in base alla relativa statistica del Defensive Rating, la terza migliore di Euroleague. In effetti l’Olympiacos dispone di tanti giocatori con ottime abilità difensive, sia nel pacchetto degli esterni che in quello dei lunghi. Milutinov è forse l’emblema della difesa greca: per Overbasket il Defensive Rating di squadra passa da un valore di 94 con il centro serbo in campo a 100 mentre è assente. Ad ulteriore conferma della centralità di Milutinov in fase difensiva, la percentuale da 2 punti concessa dall’Olympiacos è la seconda in tutta l’Euroleague:

Altri dati interessati che ci mostrano come la difesa dell’Olympiacos sia tra le migliori di Euroleague sono la percentuale di rimbalzi difensivi catturati e le stoppate date:

La squadra greca è prima per DR% e nona per Block Percentage (anche in questi dati l’influenza di Milutinov si sente, soprattutto per i rimbalzi): statistiche che ci confermano come sia difficile affrontare la difesa di Blatt.

Se quindi la difesa rispecchia già in buona parte le volontà del coach, dall’altra parte del campo ci sono ancora dei problemi da risolvere. In particolare, Blatt sta ancora affrontando quello che fin da subito si sapeva sarebbe stato il nodo principale dalla sua gestione: Vassilis Spanoulis. Ho scritto nodo e non problema perché definire in tal senso Spanoulis sarebbe alquanto scortese, ma di fatto la stagione dell’Olympiacos sta girando attorno a questo punto. Span ha raggiunto l’età di 36 anni e in campo si vede abbastanza chiaramente come ora sia un giocatore meno reattivo rispetto al suo prime. La lentezza lo rende quindi in parte più prevedibile e più “amministrabile” dalle difese avversarie, mentre dall’altra parte del campo viene spesso attaccato, essendo individuato ormai come l’anello debole della difesa greca.
Attualmente però Blatt ha ancora bisogno della superstar greca, perché senza di lui l’attacco dell’Olympiacos fatica a girare a pieno regime. Tra gli esterni dell’Oly, gli unici due giocatori in grado di giocare in modo efficace il pick and roll sono infatti William Goss e Spanoulis. Questa dinamica ha una certa centralità nel gioco di Blatt e viene praticamente giocato ad ogni azione (anche per sfruttare i roll di Milutinov e LeDay). Il coach sa bene che in realtà dovrebbe centellinare l’utilizzo del suo leader per averlo più lucido nei finali di partita, ma in buona sostanza ha le mani legate. Il solo William Goss non può giocare tutti i PNR e Blatt ha quindi la necessità di dare più minuti del dovuto a Spanouls (23 minuti a partita).
La necessità di far giocare oltre il dovuto Spanoulis e gli appena citati problemi della guardia greca portano al nodo di cui si parlava inizialmente: ecco alcuni dati a riguardo.

Come si può notare dai vari dati, nelle sconfitte Spanoulis ha giocato di più, sfruttando anche un leggerissimo numero di possessi in più. A fronte di tutto ciò però sono aumentati il numero di tiri da 2 punti. Questo perché nelle sconfitte le difese avversarie sono riuscite a portare a termine la tattica più comune contro l’Olympiacos: spingere in area Spanoulis.

Il difensore cerca infatti di stare il più vicino possibile alla guardia greca in modo da impedirgli di prendere il suo tiro preferito, ovvero quello dalla lunga distanza, costringendolo a mettere palla a terra. Nella situazioni di PNR è necessario che il difensore sia molto aggressivo e passi sopra il blocco, mentre il difensore del lungo coinvolto non debba eccedere nello show. Facendo ciò Spanoulis è indirizzato a entrare in area per cercare un canestro in penetrazione: l’agilità però, come abbiamo detto, non è più quella di un tempo e perciò è più facile che il tentativo di tiro sia sporcato, bloccato, sbagliato. Nelle sconfitte ciò è avvenuto in modo abbastanza eloquente: aumentano i tiri da 2, diminuiscono le triple e, cosa più importante, le percentuali crollano. In questo modo gli avversari sfruttano positivamente i limiti di Spanoulis e di conseguenza l’efficacia dell’intero attacco dell’Olympiacos viene drasticamente ridotta.
Possiamo notare anche come nelle sconfitte aumentino gli assist: ciò avviene perché in situazione di PNR con Spanoulis in penetrazione è più facile che si trovi lo spazio per un passaggio al lungo rollante; in generale comunque l’Offensive Rating individuale della guardia greca mostra innegabilmente come nelle sconfitte le sue prestazioni siano ben al di sotto della sua media.
Altro importante dato è il Defensive Rating che aumenta vertiginosamente: questa impennata ci conferma l’altro punto di debolezza che gli avversari utilizzano contro Vassils, ovvero il puntarlo mentre difende.

Una precisazione onde evitare fraintendimenti: questa analisi ha evidenziato diversi problemi legati alla super star greca che gli avversari utilizzano a loro vantaggio. Ciò però non vuole dire che Spanoulis sia diventato improvvisamente controproducente per l’Olympiacos! Il discorso (che presumo poi sia anche il pensiero di Blatt) è che Spanoulis ha raggiunto una età nella quale può ampiamente dire ancora la sua, ma per farlo deve essere utilizzato di meno, in modo da averlo il più fresco possibile nei finali di partita e di stagione.
Blatt però allo stato attuale non può centellinare l’utilizzo di Vassilis dato che, se lo facesse, la fase offensiva non garantirebbe un’efficienza adeguata agli obiettivi stagionali. Il coach è quindi alle prese con un bel grattacapo: da un lato vorrebbe preservare il suo capitano, ma dall’altra sa che non gli è ancora possibile farlo per via della mancanza di un terzo handler affidabile. Siamo stati abituati a grandi stagioni da parte di Blatt: sono curioso di capire cosa farà per risolvere questo nodo.