Devon Hall: “Quando ho ricevuto il contratto da Milano ero da Walmart”

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Devon Hall

L’intervista esclusiva a Devon Hall sul nostro canal Youtube One to one. Potete trovare all’interno del pezzo anche la versione video e podcast.

Hai giocato a Virginia per coach Tony Bennett: che impatto ha avuto per la tua carriera e la tua crescita personale?

Un grande impatto. Ha chiaramente influenzato il modo in cui lavoro, in cui gioco in termini di mentalità. Nella mia vita è una delle persone più genuine che abbia mai incontrato. Lo ringrazio ancora molto, lui e la sua famiglia.

Domanda divertente: vero che quando hai firmato il contratto per Milano ti trovavi a Walmart? Com’è stata la reazione?

Sì! In realtà la telefonata è arrivata quando era stato definito il contratto. Ero al supermercato con mio padre, gli ho detto “Ho ottenuto il contratto” e lui, come se nulla fosse, ha replicato “Prendi le bottiglie d’acqua”! Non mi sarei aspettato niente di diverso da lui…(ride, ndr)

Qual è stata invece la tua reazione?

Ero davvero emozionato: avevo appena firmato per la squadra dove sarei voluto andare!

Tuo papà è stato allenatore di football: quanto ha influito per la tua predisposizione sportiva e alla costruzione della carriera da professionista?

Moltissimo. Mi ha allenato gli ultimi due anni di high school, è stato davvero duro e severo nei miei confronti ma sempre in maniera amorevole. Mentre ero allenato da lui l’ho vissuta duramente ma ora, guardandomi indietro, penso che sia stato il meglio per me. Sicuramente esistono allenatori più bravi, ma mio padre è sempre mio padre: sicuramente la sua influenza è stata grande.

Virginia ha vinto il titolo NCAA nel 2019, l’anno dopo che tu avevi lasciato. In Europa è difficile comprendere il rapporto tra un giocatore di pallacanestro e l’alma mater, l’università che ti ha dato l’opportunità di metterti in mostra e crescere. Come lo spiegheresti?

Virginia non è propriamente un college di pallacanestro, ma il supporto per la squadra non è mai mancato. Io sono uscito nel 2018 ma ho condiviso il percorso con alcuni ragazzi di quella squadra. Nel mio ultimo anno eravamo forti ma abbiamo subito una dura sconfitta, per certi versi storica (54-74 vs UMBC, #1 vs #16, ndr). Anche se non ho contribuito in prima persona, quando Virginia ha vinto il torneo l’anno dopo l’ho vissuto come se l’avessi vinto anche io. Quella del college si trasforma in una vera e propria famiglia: ho trascorso cinque anni, e vederli raggiungere la vetta è stato bellissimo!