Devon Hall: “Quando ho ricevuto il contratto da Milano ero da Walmart”

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Hai mai fatto trash talking con tuoi compagni di squadra in Europa riguardo il torneo NCAA?

Certamente: anche se ormai ero professionista, ho fatto pesare ai miei compagni che aveva vinto Virginia!

Sei stato successivamente firmato dagli Oklahoma City Thunder. Che emozioni hai provato?

Ero davvero, davvero felice! Quando sei al college il tuo obiettivo è quello di andare in NBA, vedere il tuo nome chiamato la notte del Draft e avere la possibilità di giocare nella Lega. Quella sera tutta la famiglia era radunata davanti alla televisione per scoprire se fossi scelto o meno, e quando è stato pronunciato il mio nome sono tutti esplosi di gioia!

Stessa reazione della firma con Milano?

È una cosa diversa: quell’anno sono finito a giocare in Australia, mentre quando sono arrivato in Italia era differente.

In un’intervista di quando eri a OKC parlavi già di quanto l’aspetto difensivo fosse di particolare importanza per il tuo gioco. Da dove deriva questo focus?

Indubbiamente da Virginia. Con coach Bennett siamo stati la miglior difesa della nazione, a UVA è un fondamentale che tutti curano con la massima attenzione. Ho adattato la mia mentalità al sistema: non far segnare il giocatore che marchi è una sensazione piacevole…

Anche più di un tuo canestro?

Impedire di realizzare è bellissimo, ma se mi chiedi di segnare sono contento lo stesso (ride, ndr)! A me diverte semplicemente giocare!

Quanto hai maturato la decisione di attraversare l’Oceano e venire a giocare in Europa, a Bamberg?

Dopo la Bubble con Oklahoma sono diventato free agent. Non è arrivata nessuna reale offerta dall’NBA né da altri campionati: non sono mai stato contrario di principio al tentare di giocare in Europa e il mio agente lo sapeva. Lui ha iniziato a vedere cosa offriva il mercato europeo, Bamberg era una bella occasione e mi sono detto “Ok, proviamo a vedere come va”.

Raccontaci qualcosa di divertente riguardo Steven Adams. Bel tipo, vero?

Hai ragione! È incredibile: ad esempio non indossa mai i calzini, va sempre in giro in ciabatte! Che nevicasse, piovesse o facesse freddo, lui era sempre in ciabatte. Steven è davvero il miglior compagno che puoi avere.

A Bamberg eri proprio un all around: porti palla, giochi pick ‘n’roll, difendi, vai in isolamento… Ti sei accorto di esser migliorato sotto ogni aspetto in Germania?

Certamente: penso che il tuo valore aumenti solo se riesci ad essere versatile sul campo. Avere la possibilità di esplorare così tante situazioni a Bamberg ha favorito la mia crescita: ho avuto la possibilità di sbagliare e di imparare dai miei errori. Impari da quelli così come dalle cose che esegui bene. Sarò sempre grato a Bamberg per quello che mi ha dato.