Devon Hall: “Quando ho ricevuto il contratto da Milano ero da Walmart”

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Quando Milano ha bussato per la prima volta alla tua porta?

Non ricordo di preciso ma sul finire della stagione a Bamberg mi sono infortunato alla mano. Stavo recuperando e facendo terapie e ho parlato a telefono con coach Messina. Per conoscerci ancor di più ci siamo incontrati su FaceTime, abbiamo parlato ancora per poco prima di firmare il contratto.

Nel podcast di Kyle Hines hai detto che se Messina ti urla dietro lo fa per un motivo, non tanto per farlo. Avere un coach così esigente ti migliora a 360°, ma immagino ci siano momenti più facili e altri più complicati. Sapresti riconoscerli?

Quando fai un errore e Ettore te lo fa notare, personalmente lo prendo come una sfida per migliorare: Messina vuole insegnarti, e facendolo in maniera così stimolante ti porta a migliorare. Devi essere bravo ad ascoltare ed essere disposto a studiare il Gioco! Non puoi pretendere di conoscere già tutto: all’Olimpia sei al massimo livello possibile del basket europeo, sei allenato da uno dei migliori allenatori europei della storia, se pensi di arrivare qui e sapere ogni cosa scoprirai che ti stai sbagliando di grosso!

La tua prima stagione a Milano è stata fantastica: come valuta la tua evoluzione come giocatore? Cosa ti aspetti dal futuro?

È importante pensare di poter sempre migliorare: a Milano sono migliorato sotto ogni aspetto, tutta l’organizzazione ti incoraggia e ti mette nelle condizioni di portelo fare!

Come skillset ricordi molto Shavon Shields: l’hai assunto come modello per il tuo sviluppo?

Sicuro! Parliamo molto di tutte le sfumature del Gioco, dove tirare, come essere più aggressivo, come migliorare quella lettura… Siamo davvero legati.

Preferisci giocare off ball o con la palla in mano?

Dipende dall’andamento della partita: riesco a fare entrambe le cose, essere versatile mi consente di farlo.

Quale aspetto senti di dover migliorare in futuro?

Avere più fiducia e consistenza al tiro: continuare a tirare e a lavorare sul tiro, sia nel decision making in situazioni di pick ‘n’roll sia nel finire al ferro.

Concludiamo con questa: i cinque giocatori più difficili da difendere in Euroleague?

Larkin ha una velocità impressionante; Mike James ha capacità incredibile di crearsi il tiro; Clyburn può tirare, attaccare in post e finire al ferro con la stessa efficacia; Shavon Shields è difficile da marcare, così come Micic.

L’ultima, la più divertente: alcuni nostri amici hanno fondato una Brigata. Due anni fa era legata a Kevin Punter, l’anno scorso era dedicata a te. Puoi salutarli?

Certo: ciao, Brigata Devon Hall!