I giovani della A2: chi è pronto a fare il salto in LBA?

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Treviglio-Roseto, Sito Remer Blu Basket Treviglio

Con il 6+6 e l’allargamento a 18 squadre della LBA previsto per la stagione 19/20 (anche se potrebbero esserci altri colpi di scena..) diventa sempre più importante avere italiani competitivi a roster. Negli ultimi anni diversi giovani giocatori hanno trovato fortuna nella massima serie dopo aver disputato buone stagioni in A2: De Vico, Tambone, Candi, Spissu sono tutti giocatori che oggi hanno un minutaggio importante in serie A dopo essersi fatti le ossa in A2 da “giovani”. Proviamo ad analizzare alcuni under 25 che si stanno mettendo in mostra nella seconda serie nazionale e che potrebbero spiccare il salto già l’anno prossimo o in quelli a venire.

Andrea Pecchia (’97)

Guardia/Ala dalla grande intelligenza cestistica che sa far bene tantissime cose su entrambi i lati del campo. Quest’anno è migliorato in ogni voce statistica, non ha un tiro da 3 affidabilissimo ma su tutti gli altri aspetti del gioco potrebbe portare un contributo importante in uscita dalla panchina fin da subito. In 32.4 minuti di utilizzo medi a Treviglio i suoi numeri sono stati davvero notevoli: 14 pts, 7.1 rb e 3.9 as. Buone anche le percentuali con 62% 2 PT, 85% ai liberi e 28% al tiro da tre punti che è forse il suo tallone d’Achille. Un ruolo da gregario in uscita dalla panchina in una squadra di media classifica sembra essere perfetto per lui: fisico e abilità ci sono e tutto lascia presagire che potrebbe lasciare il segno anche al piano di sopra.

Paul Eboua (’00)

Ala super atletica di formazione Italiana che è entrata anche nei radar degli scout NBA e che si è dichiarata eleggibile al prossimo draft. Ha partecipato ai principali camp internazionali: Basketball Without Border, Jordan Brand Classic e Adidas Next Generation Tournament sono tutti nel suo curriculum. Giocatore ancora grezzo dal punto di vista offensivo che deve costruirsi un tiro affidabile per poter incidere veramente tra i professionisti.  L’atleta di origine camerunese ha stupito gli addetti ai lavori soprattutto per il suo fisico: una wingspan di 7’22” in uno della sua stazza lo porta ad essere interessantissimo soprattutto per la possibilità di difendere contro qualsiasi ruolo. Quest’anno a Roseto in 15 minuti di utilizzo ha messo a segno 5.7 punti e 3.7 rimbalzi, molto del suo futuro dipenderà dalla chiamata o meno al prossimo draft, difficilmente però potrà giocare fin da subito in NBA e quindi potrebbe cercare una vetrina in Europa in modo da continuare a crescere e migliorare nei fondamentali

Nicola Akele (’95)

L’ala di Roseto la serie A l’aveva già provata da giovanissimo a Venezia, poi c’è stata l’esperienza in Ncaa a Rodhe Island, caratterizzata da numeri non eccezionali anche perché spesso doveva giocare fuori ruolo, da 5 per l’esattezza. In A2 sta diventando un fattore e i numeri lo dimostrano: in stagione regolare ha messo a segno 13.2 punti e catturato 7 rimbalzi in 31 minuti di utilizzo medi. Stiamo parlando di un giocatore completo, che dispone di un telaio d’élite per la A2, che anno dopo anno è cresciuto tantissimo e che può dire la sua in entrambi i lati del campo: sarebbe davvero strano non vederlo in LBA l’anno prossimo.

Federico Miaschi (’00)

Non potrà avere un grandissimo impatto fin da subito ma come investimento per il futuro è sicuramente un giocatore interessantissimo, guardia completa che a livello giovanile ha sempre fatto molto bene, fisicamente dovrà rinforzarsi dal punto di vista muscolare ma il talento e “la faccia giusta” non mancano. Da sempre presente nelle nazionali under delle varie categorie, nel suo primo anno in A2 a Trapani ha messo a segno 8.2PT 2.3RB e 1.3 assist in 21 minuti, tirando con ottime percentuali: 39% da 3PT, 52% da 2PT e 71% ai liberi. Inutile fare comparison con altre guardie ma l’età e l’altezza (195cm) sono dalla sua parte, è in grado rendersi pericoloso sia al tiro che attaccando il ferro grazie ad un buon primo passo. Agli Europei U18 aveva stupito un po tutti gli osservatori e se dimostrerà la stessa voglia e confermerà i progressi che sta facendo, siamo di fronte ad una guardia completa che potrà dir la sua anche a buoni livelli.>

Mattia Palumbo (’00)

Un fisico da ala che gioca da combo guard: questo in estrema sintesi potrebbe essere il suo biglietto da visita. A Treviglio quest’anno ha collezionato 6.1 punti, 2.5 rimbalzi e 1.6 assist in 16 minuti di utilizzo medi. Il tiro non è il suo punto forte ma ha una stazza ragguardevole per il ruolo: 198cm per un playmaker sono davvero notevoli e gli permettono di sfruttare praticamente ogni mismatch che gli si presenta, oltre ovviamente a catturare un significativo numero di rimbalzi. Altro dato che spicca sono i palloni rubati: 1.14 di media che diventano 2.6 nella proiezione sui 40 minuti (secondo miglior dato di tutta la A2). Si è accorto di lui anche il ct della nazionale Meo Sacchetti che lo ha convocato per un mini raduno della nazionale maggiore nel maggio 2018.
Per poter incidere anche in serie A dovrà sicuramente migliorare alcuni aspetti del gioco ma in prospettiva le potenzialità per far bene ci sono tutte e con quel fisico sarebbe davvero un peccato lasciarselo sfuggire.

Honorable mention

Alcuni giocatori che per diversi motivi non rientrano in questo articolo ma potrebbero comunque dire la loro in futuro: Leonardo Totè (’97 Jesi), Davide Alviti (’96 Treviso), Francesco Candussi (’94 Verona) , Ursulo D’Almeida (’01 Treviglio), Giordano Bortolani (’00 Legnano), Matteo Laganà (’00 Capo D’Orlando)