Italbasket e nazionali: naturalizzazione come il mercato?

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Donte DiVincenzo
Credits Ipa Agency

Il tema nazionale tiene banco ormai da qualche tempo, pur non giocandosi competizioni ufficiali e si aspetti solo il preolimpico per vedere se questo gruppo riuscirà a coronare il sogno di un’olimpiade che sublimerebbe un percorso davvero notevole e anche a tratti inaspettato. Questo gruppo ci ha abituato a grandi cose e ci ha trasmesso la passione di stare insieme, vivere la squadra e fare gruppo come pochi nuclei azzurri hanno fatto nella storia.  Però ora siamo ancora qui a fronteggiar un altro “caso” di naturalizzazione possibile, magari anche auspicabile che però, a oggi, è aria fritta. Parliamo di Dontè Di Vincenzo e delle sue dichiarazioni riguardanti la possibilità di vestire azzurro.
Abbiamo analizzato questo caso specifico e un po’ la deriva della “naturalizzazione facile” che sta colpendo sempre più le nazionali che ormai fanno mercato quasi come le squadre di club. Marco De Benedetto ha dato il suo punto di vista sulla cosa:

Mi ricorda un po’ il tema, per fare un esempio di casa nostra, mercato tra Serie A e Serie A2. Giusto o sbagliato che sia poi s’innesca un meccanismo per cui inizia una squadra e le altre per sentirsi adeguate non riescono a farne a meno. Non sempre il naturalizzato, per quanto riguarda le nazionali, è così utile o si incastra così bene, c’è una bella differenza tra il giocatore che dà un plus a tutto tondo perché ha un talento riconosciuto superiore alla media dei giocatori indigeni, a invece avere un buon fit perché è un giocatore che può incastrarsi riempiendo una casella vuota. Sono due cose diverse, così come secondo me si sottovaluta sempre la grande differenza che c’è tra un paese e l’altro nell’apparato burocratico, perché un conto è la volontà con un timing più o meno giusto, un conto è quello che è fattibile nella praticità delle cose.

Il timing delle dichiarazioni di Di Vincenzo

Alla fine la primavera è la stagione che avvicina gli impegni estivi, quindi non voglio banalizzare ma mi viene da dire magari questi giocatori hanno detto: “Ok quest’estate cosa faccio?” Ah ci sono anche le nazionali, le olimpiadi, ok allora mi rifaccio sotto, vediamo qual è il feedback, vediamo se è fattibile”. Ma io non mi aspetto che i vari di Vincenzo o Eubanks non sappiano esattamente cosa li aspetta né dal punto di vista sportivo né dal punto di vista burocratico per completare l’iter, quindi alla fine non siamo andati tanto in là dai passi che c’erano all’inizio. Non mi sembra di percepire, solo perché loro hanno fatto quelle dichiarazioni lì, che siano stati fatti passi veramente significativi o magari sì e io non lo so, però allo stato delle informazioni attuali non mi sembra che sia cambiato poi chissà cosa al di là delle loro dichiarazioni.

Come eventualmente reagirebbe il gruppo

Io credo che una delle grandi motivazioni per le quali il gruppo azzurro sia un gruppo di successo nelle ultime edizioni è proprio la forza e l’unità del gruppo e, anche con una certa dose di orgoglio, non vedrei in automatico l’amalgama di un elemento esterno alla vigilia dell’appuntamento più importante. Ci vuole grande intelligenza da tutte e due le parti nel caso, però un pensiero sull’opportunità ce lo farei comunque.