Italbasket: tre spunti dalla vittoria contro la Repubblica Ceca

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L’Italbasket chiude il ciclo di amichevoli con la prima vittoria ai danni della Repubblica Ceca, in una partita mai davvero in discussione. E se le tre sconfitte sono arrivate contro compagini decisamente più attrezzate, la vittoria è arrivata contro una inferiore, soprattutto se consideriamo l’assenza di Satoransky. Andiamo a vedere i tre spunti importanti da questo match.

Difesa

Certo, difendere contro Micic e Jokic è diverso che difendere contro Ballin e Jelinek e infatti le otto perse del primo quarto dei cechi hanno portato una marea di punti facili per l’Italia. Ma il progetto difensivo di Pozzecco sarà fondamentale per le fortune azzurre, perchè questa squadra andrà sempre sotto fisicamente con almeno un giocatore avversario e allora servirà applicazione, dedizione e sacrificio di tutti in ogni azione difensiva. Non ci si può permettere pause come avvenuto con la Francia nella “gara di ritorno” perchè se contro i top team ne facciamo un fatto di talento e tonnellaggio non ci saranno 30 punti, ma almeno 15 sì. Per competere serve la difesa al top di tutti, sebbene per attitudini ci siano tanti non eccelsi difensori a roster.

Percentuale da tre

L’Italia in queste partite ha spesso creato buoni tiri sul perimetro e molte volte questi sono presi da Polonara, Melli, Ricci, ovvero i giocatori che patiscono qualcosa in difesa in post, ma aprendo il campo obbligano i lunghi avversari a delle scelte o a esporsi. Possiamo dire che se togliamo Mannion e Fontecchio, in grado di crearsi un tiro da soli, gli isolamenti del Gallo e poco altro, infilare i tiri creati dal perimetro è a dir poco fondamentale. In questa partita non ce ne è stato bisogno perchè ci sono state tonnellate di punti facili in contropiede, ma non capiterà spesso e allora servirà non sbagliare le conclusioni create dall’attacco.

Fontecchio e Melli

I due leader. In attacco Fontecchio ormai è un sorvegliato speciale come i grandi europei (vedi l’atteggiamento della Francia in gara 2), ma lui ha saputo rifarsi sia con Serbia che con Repubblica Ceca dimostrando uno status di fiducia ed efficacia pazzesca. Che sia il nostro go to guy in attacco non sembra ci siano dubbi.
Dietro c’è un direttore d’orchestra che copre i buchi dei compagni e si prende sempre il peggior cliente dall’altra parte. Gli over 30 minuti di Melli nelle partite amichevoli sono un brutto segnale, perchè questa squadra semplicemente non può fare a meno di lui. Però che succeda agli europei mi sta bene, che succeda in amichevole molto meno e speriamo questo non sia un sintomo di mancanze di idee alternative, perchè con quel grado di dispendio, vederlo con problemi di falli in alcune situazioni non è cosi utopistico e allora servirà un piano B che al momento non sembra esserci.