Italia, una beffa da trasformare in speranza per il prossimo futuro

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Gli azzurri durante l'inno nazionale (Foto Fiba)

Sono passati due giorni, ma il fastidio per l’eliminazione ai quarti di Eurobasket 2022 fatica ad essere superato. La vittoria con la Francia era a portata di mano ed è sfuggita sul più bello, il successivo successo della Polonia sulla Slovenia ha probabilmente aumentato i rimpianti, perché la medaglia pareva davvero possibile. Tuttavia, la delusione non deve cancellare quanto fatto vedere dagli azzurri di Pozzecco in questa rassegna continentale, con un futuro molto interessante davanti.

Il massimo e forse anche di più

Nelle settimane precedenti all’Europeo avevamo parlato dei quarti di finale come confine tra un buon cammino ed uno deludente, anche guardando il possibile tabellone per gli uomini di Pozzecco. C’è stato nel mezzo lo stop e l’uscita di scena di Danilo Gallinari (il miglior giocatore italiano), poi quello sfortunato quarto posto nel girone. Certo, ci sono ovviamente delle colpe per aver perso con l’Ucraina, però tutti gli altri risultati sono stati sfavorevoli e l’Italia si è ritrovata nella parte di tabellone di fuoco. Sbagliando praticamente solo 10 minuti in tutto l’Europeo.

La Serbia sembrava un ostacolo insormontabile, ancor di più senza la ‘sorpresa’ di un anno fa, e lo stesso si diceva della Francia. Gli azzurri hanno, invece, giocato meglio di entrambe, stupendo un po’ tutto l’ambiente, anche probabilmente all’interno del gruppo stesso. Una coesione nel gruppo straordinaria, il contributo spesso di tutti, con un paio di giocatori (Melli e Fontecchio) trascinatori, per arrivare all’incredibile Spissu di Berlino. È arrivata l’ennesima eliminazione ai quarti, che non superiamo dal 2003, ma questa ha un sapore diverso, pensando al futuro.

Ottimismo e speranza

Escluso il veterano Datome, il gruppo azzurro è piuttosto giovane. Solo Melli, Biligha, Polonara e Ricci hanno da poco varcato la soglia dei 30 anni, ma sono ancora comunque tutti nel momento clou della loro carriera, mentre gli altri hanno ancora tantissimi anni da dare alla maglia della Nazionale. Accumulando ed aumentando la propria esperienza con le squadre di club e, ovviamente, con queste avventure in azzurro.

A questi, ovviamente, vanno poi aggiunti quei ragazzi di grande talento, che bussano alla porta per entrare nel giro: a partire dalla grande speranza Paolo Banchero, per tornare finalmente ad avere un centro di altissimo livello, passando per i vari Procida, Spagnolo e Okeke. Le cui qualità fanno sperare ad una carriera luminosa e di alto livello. Insomma, già dal prossimo Mondiale 2023, ma soprattutto dalle Olimpiadi di Parigi 2024, ci sono motivi per sognare un gran futuro a tinte azzurre.