Italiani all’estero: com’è andato l’esordio in Europa?

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Foto di Alessia Doniselli

Nonostante le complicazioni legate alla pandemia mondiale, la scorsa settimana sono andate in scena le coppe europee, che quest’anno saranno l’occasione di mettersi in mostra per moltissimi azzurri all’estero. Infatti, durante questa stagione saranno diversi gli italiani in giro per l’Europa, oltre al gioiellino Canka, impegnato in Lituania, e ad AleGent, che ha da poco firmato con l’Estudiantes, gli altri parteciperanno alle competizioni continentali. Si tratta di Hackett, Polonara, Fontecchio, Flaccadori e Della Valle. Tralasciando i giovani Grant e Spagnolo, che ovviamente in Eurolega non trovano spazio, così come lo stesso Flaccadori (DNP), e Michele Vitali, che attende l’inizio della BCL (ancora in corsa con la scorsa stagione…) del suo Bamberg, proviamo ad analizzare e valutare le prestazioni dei nostri connazionali nella prima giornata di Euroleague ed Eurocup.

Simone Fontecchio

Il migliore a sorpresa, 8: partito alla volta della Germania per disputare il torneo più prestigioso d’Europa, la sua firma con l’ALBA Berlino aveva lasciato di sasso molti, nonostante l’annata positiva con Reggio Emilia. Eppure, al suo esordio tedesco in Eurolega, Simone Fontecchio ha stupito tutti, facendo parlare di sé grazie alla sua prima prestazione (maiuscola) continentale della stagione. L’ex Olimpia, i cui tifosi tutto ad un tratto rimpiangono il ragazzo, ha messo a referto un loosing effort da 16 punti e 8 rimbalzi nella sconfitta dei suoi contro il Maccabi. La sensazione è che non sia un exploit isolato, ma che Fontecchio possa ritagliarsi il proprio ruolo nelle rotazioni di Aito. Magari non sarà ogni sera la seconda opzione offensiva della squadra (solo Eriksson ha segnato più di lui), tuttavia le motivazioni del suo arrivo a Berlino non sono poi così inspiegabili come si diceva inizialmente. Simone è per eccellenza un giocatore da catch and shoot, che dunque può far comodo a tutte, qualora riuscisse a stare in campo nella metà campo difensiva, potrebbe accumulare minuti importanti alla corte di Garcia. L’anno scorso ha tirato con il 44% da dietro l’arco su 4,2 tentativi a partita e con il 45,5% in catch and shoot in stagione (dato InStat), statistiche che combinate alle poche pretese che ha, in termini di palloni nelle mani, risultano parecchio funzionali. Infatti, giovedì sera ha totalizzato 27 di PIR, giocando solamente 6,4 possessi effettivi, ovvero il sesto quantitativo di squadra. La valutazione alta è influenzata dalla sua ottima serata a rimbalzo difensivo (7 catturati, più uno in attacco), che ha sfruttato in modo dinamico, lanciando spesso la transizione in prima persona, sorprendendo la difesa israeliana, costretta a fermarlo illegalmente. Per l’appunto, Fontecchio ha subito ben 6 falli, alcuni dei quali arrivati nella situazione appena esplicitata, che lo hanno portato in lunetta 3 volte con successo (6/6). Questo è un particolare da non sottovalutare, la sua abilità nel subire falli potrebbe aiutarlo a trovare punti extra quando le percentuali, naturalmente, si abbasseranno. Ciò potrebbe tornare utile alla squadra e a lui stesso, per fortificare il ruolo che vuole assicurarsi in questo ALBA Berlino.

Daniel Hackett

La sicurezza, 6,5: la valutazione numerica degli ultimi tre è identica, tuttavia assume un significato e un valore diverso per ciascuno. Per Daniel Hackett vuol dire avere la consapevolezza di gestire delle mansioni importanti in uno dei migliori club d’Europa. Anche nei momenti più difficili per il CSKA Mosca, come nella sconfitta subita in casa del Barça. In quel match, Danny Boy ha comunque dato prova di aver raggiunto una maturità e una sua dimensione nella formazione russa. Nei piani di Itoudis poche cose sono andate per il verso giusto, però Hackett ha dato ancora l’impressione di essere il perno della difesa russa, che oggettivamente ha girato male, essendo, allo stesso tempo, il terzo miglior marcatore della squadra (11 punti), dopo Shengelia e James. Proprio quest’ultimo ha trovato in Hackett un appoggio che fondamentalmente gli mancava ai tempi di Milano e i risultati si sono visti nel 2019/20. L’ormai ex play dell’Italbasket, può aprire il campo da tre punti (3/4 giovedì, 44,2% la scorsa stagione) e può coprirgli le spalle in difesa. Malgrado la non perfetta prova collettiva, il figlio di Rudy si è dimostrato nuovamente un vero tuttofare difensivo, tenendo, nel corso della sfida, da Calathes a Huertel, passando per Higgins e Hanga, finendo addirittura su Davies. Questo cambio forzato, arrivato spesso a centro area, è risultato nocivo ai fini del risultato, sebbene Hackett sia riuscito in questa occasione ad uscirne vincitore, grazie alla sua caparbietà.

Amedeo Della Valle

Per rilanciarsi, 6,5: dopo aver affrontato le rigide pressioni dell’ambiente milanese, Amedeo Della Valle torna in quella che si è rivelata la sua comfort zone, cioè l’Eurocup. Lo fa con Gran Canaria, società che ha puntato su di lui, vincendo contro il temibile Promitheas, che si era portato a casa la Supercoppa di Grecia, a dimostrazione della competitività della formazione isolana. All’esordio lontano dalla Spagna ha dato segnali incoraggianti, specialmente dal punto di vista della fiducia. Ciò che va visto positivamente, infatti, è che ADV sia riuscito a restare in partita, segnando 11 punti (terzo miglior marcatore dei suoi), pur non avendo brillato al tiro da tre punti (1/4). Riuscire ad andare a referto, e ad essere pericoloso anche non segnando da tre, è un qualcosa che un po’ gli è mancato nei suoi periodi di difficoltà a Milano. Questo gli riuscirà con più facilità in Eurocup, una lega meno fisica che accentua meno pure le sue difficoltà difensive.

Achille Polonara

Al servizio del popolo, 6,5: il Baskonia dell’impresa in ACB continua a stupire e, dopo aver battuto il Barça in finale nazionale pochi mesi fa, sgambetta anche in Barcellona alla prima giornata di Eurolega. Allo stesso modo, il nostro Achille Polonara prosegue il suo lavoro dietro le quinte, iniziato ottimamente, e con risultati soddisfacenti, dal suo arrivo in Spagna. Il marchigiano, nel relativamente netto successo dei baschi (+13), non ha lasciato particolarmente la sua impronta in fase realizzativa, ma il suo marchio si può trovare altrove nel tabellino della partita. Basti guardare le semplici voci dei rimbalzi (9), delle palle rubate (2) e delle stoppate (3). I punti segnati sono soltanto 4, senza alcuna tripla a bersaglio (0/2), ma le voci precedenti portano il suo Player Index Rating a 15 (solo Henry e Peters meglio di lui. Si tratta di tutte quelle piccole cose che gli hanno fatto conquistare la fiducia dei compagni, che gli hanno permesso di inserirsi egregiamente nel contesto, in modo da poter ricevere addirittura i tiri pesanti che ha mandato a bersaglio nell’ultima fase finale del campionato spagnolo. Ai suoi limiti compensa con la sua immensa voglia, che lo rende uno dei prediletti di Ivanovic, il quale gli ha concesso ben 28:29 minuti contro il Real, a dimostrazione dell’ingresso più che effettivo di Polonara nelle rotazioni del Baskonia.