Italiani all’estero: come sta giocando Achille Polonara al Baskonia?

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Foto di Alessia Doniselli

Partiamo dal contesto, Baskonia è una squadra che in estate non ha cambiato molto, ma alcuni cambi hanno modificato profondamente alcuni punti di forza e di conseguenza il modo di giocare della squadra. Andando con ordine:

ESTERNI

Pierria Henry per Marcelinho Huertas: aggiunge sicuramente difesa sulla palla, Henry è, già ora, dopo sole sette partite di Eurolega, uno dei primi cinque giocatori d’Europa per la capacità di mettere pressione e mani sulla palla sui 28 metri di campo. A seconda della formula utilizzata, Baskonia oscilla tra il secondo e il quarto posto per Defensive Rating e Henry ha giocato un ruolo fondamentale in questo miglioramento. Con il cambio si è persa un po’ di creatività dal pick and roll dato che Henry lo utilizza quasi solo per tenere dietro il proprio difensore con la fisicità e attaccare il ferro. Anche quando serve un assist al rollante lo fa sempre in spazi molto stretti.

Foto di Alessia Doniselli.

Nik Stauskas per Darrun Hilliard: Sostanzialmente un cambio alla pari, due tiratori abbastanza atletici, Stauskas è un miglior tiratore in uscita dai blocchi anche se per ora è una situazione davvero poco utilizzata e i suoi tiri arrivano in prevalenza in situazioni di rimpiazzo o dal palleggio con un pick and roll con angolo molto chiuso rispetto alla linea di fondo, quindi con spalle del bloccante quasi parallele a tale linea per favorire l’arresto del palleggiatore, situazione che viene spesso proposta anche per Vildoza.
Qui si impone un breve excursus su ciò che l’ennesimo infortunio di Jayson Granger ha tolto a questa squadra, ovvero il miglior giocatore di pick and roll, costringendo tutti a scalare di una posizione nel volume di situazioni giocate. Sia Henry che Stauskas che anche Janning si ritrovano quindi a giocarne più di quante sarebbero lecite per il loro stesso bene.

In generale perciò l’efficienza dell’attacco del Baskonia passa da quanto la squadra riesce ad alzare il ritmo della partita, in primo luogo per i problemi che abbiamo descritto nell’attacco a metà campo con difesa schierata per l’assenza dell’uruguaiano. In secondo luogo, perché molti esterni sono degli ottimi difensori sui 28 metri, nello specifico Pierria Henry e, soprattutto, Luca Vildoza, sono i migliori d’Europa a sporcare il possesso e contestare il tiro mentre corrono all’indietro, Vildoza in questo è l’essere umano più vicino a Manu Ginobili. In generale quando si cerca di correre è naturale che anche gli avversari abbiano più transizioni a disposizione. In terzo luogo, perché tutti i giocatori si trovano a proprio agio in situazione di transizione, soprattutto quando tiratori come Stauskas, Shields, Janning o Garino occupano le corsie laterali, nonostante in questa prima fase di stagione stiano tutti soffrendo di uno slump al tiro, specialmente Garino.

Qui abbiamo solo i tiri segnati in contropiede, i tiratori vengono più utilizzati per aprire la difesa che per tirare, e i pochi tiri presi dalle ali in questo momento vengono spesso sbagliati

 

Il contropiede in generale nasce in due modi, da rimbalzo difensivo o da palla recuperata, e quello del Baskonia non fa eccezione. Nel primo caso abbiamo in Vildoza e Henry due eccellenti rimbalzisti difensivi per taglia (entrambi sopra il 10% di DR%) il che permette in un solo movimento di passare dal rimbalzo al campo aperto, senza dover effettuare un apertura al palleggiatore; e in Shengelia il miglior lungo d’Europa a condurre la transizione per controllo del corpo e del palleggio e per varietà di soluzioni. Nel secondo caso, a partire da palla rubata, Baskonia sembra avere in canna contro chiunque tra i due e i quattro minuti per ogni metà di gara di difesa asfissiante sulla palla e lavoro di anticipo sulle linee di passaggio, sono quelli che le hanno permesso di rientrare a fine secondo quarto sia contro Milano che contro il Khimki per fare due esempi.

LUNGHI

Youssoupha Fall/ Michael Eric/Achille Polonara per Vincent Poirier/Johannes Voigtmann: Il reparto lunghi va considerato tutto insieme dato che è proprio cambiata alla base la filosofia della rotazione che lo scorso anno era essenzialmente a tre e abbastanza fluida, soprattutto nel periodo con Pedro Martinez in panchina, mentre ora è estremamente rigida; c’è sempre uno tra Eric, Fall e Diop in campo insieme a uno tra Shengelia e Polonara. A parte in qualche gara di ACB dove Perasovic ha provato il quintetto con italiano e georgiano insieme a tre esterni. Mi riservo di indagare tale quintetto ulteriormente nel caso in cui venisse proposto in Eurolega e con minutaggi un po’ più significativi.

Foto di Alessia Doniselli

I tre centri, che potremmo anche considerare due per via dei minutaggi medi, Fall 20, Eric 15 e Diop 5 hanno tutti caratteristiche molto simili, questo permette alla squadra di non dover quasi mai cambiare il modo di giocare rispetto a quale sia il lungo in campo. In difesa sui pick and roll non hanno velocità di piedi per tenere due scivolamenti contro un esterno o per recuperare da uno show, in compenso sono lunghi di braccia e verticali con ottime capacità di difesa al ferro; perciò Baskonia fa sempre contenimento alla lunetta sfruttando la capacità degli esterni di turno di passare sopra i blocchi e quindi recuperare rapidamente sul palleggiatore che ha girato l’angolo, Vildoza, Garino, Henry e Shields sono ottimi per eseguire questo lavoro.

 

POLONARA

Come detto al momento Polonara gioca i suoi minuti in opposizione a quelli di Shengelia e psicologicamente non è una condizione facile, perché significa avere ben poca possibilità di azione sui propri minuti in campo, in altre parole, a meno di cause esterne (numero di falli o colpi subiti) Perasovic tiene in campo Shengelia il massimo numero di minuti possibile, intorno ai 28. Questa non è certo una colpa di Polonara, semplicemente il georgiano è uno dei primi 5 giocatori d’Europa; Achille però sa che anche giocando vicino alla perfezione difficilmente potrà rosicchiare qualche minuto al compagno.

Vedendo la situazione dall’altro lato si può notare qualche vantaggio dato proprio da questa condizione, ovvero la possibilità di mettere in campo tanta energia in pochi minuti. Si nota a occhio nudo come Polonara stia convogliando questa energia soprattutto in due situazioni, il rimbalzo offensivo e l’attacco del ferro. I numeri di Hackastat ci confortano in entrambe le situazioni e, tenendo conto che stiamo parlando di un campione ridotto, nemmeno un quarto di stagione, si può comunque avere una buona descrizione di quanto accaduto fin qui.
Per quanto riguarda l’OR% Polonara è terzo tra i giocatori con almeno 10 minuti e almeno 5 partite giocate con 17.9% ove la media per i giocatori di frontcourt è dell’8.2%. La sua media in serie A nelle due stagioni precedenti era del 10% e del 6%.
Per quanto riguarda la tendenza ad attaccare il ferro (o, meglio, il closeout del difensore, perchè è difficile che Polonara trovi vantaggio da situazione statica) con continuità più che a prendere il tiro da tre sullo scarico vale la pena aprire un breve ragionamento. Ho trovato due ragioni principali:

La prima è che date le basse percentuali di tutta la squadra (sfida con Bayern esclusa) Perasovic chieda alle sue ali di rinunciare a qualche tiro pur di trovare conclusioni semplici e tiri liberi vicino al ferro, e in particolare a Polonara di attaccare con energia dato che non deve gestirsi su ampi minutaggi. Una buona parte dei tiri da tre punti del Baskonia è unassisted e arriva dal palleggio, dopo aver girato l’angolo di blocco del pick and roll.

Grazie al lavoro di BasketballGuru ho selezionato tiri da tre punti above the break, cioè non dagli angoli e long midrange.

Non assistiti                                           Assistiti

 

La seconda ragione riguarda i tempi che le difese di Eurolega (ma anche di ACB) concedono a un tiratore rispetto a quelle italiane, è possibile che il giocatore marchigiano si debba ancora adattare o che i suoi tempi di caricamento risultino troppo lunghi per i recuperi delle difese e lui sia costretto ad attaccare il recupero. Le cifre parlano chiaro il 54% dei suoi possessi si conclude con un tiro da due punti e il 27% con un tiro da tre, negli scorsi due anni, in serie A, erano rispettivamente 33 e 36 la percentuale di tiri da due e 40 e 37 la percentuale di tiri da tre su cento possessi.

La distribuzione dei tiri è abbastanza indicativa di questa tendenza

C’è anche da dire che Polonara quando attacca lo fa spesso di mano sinistra partendo dal lato destro guardando il ferro, non stupisce, quindi, nonostante lo scarso numero di tentativi che il lato da cui è più efficace al tiro sia anche quello da cui solitamente attacca meglio in palleggio, i difensori devono staccarsi un po’ di più per contenere una sua eventuale partenza mancina sul centro.

Al ferro la scarsa capacità di convertire (6/16) è imputabile alla difficoltà nel concludere di mano destra, spesso infatti l’anconetano è costretto a tirare fuori equilibrio per poter utilizzare la mancina.


Nel complesso l’impatto dell’italiano con l’Eurolega è stato buono e ha dimostrato di poter stare in campo ed essere una pedina importante per buoni minuti in una squadra che ha delle difficoltà ma che sta iniziando a trovare degli automatismi. L’obiettivo di Baskonia è tornare ai playoff e quando la squadra sarà a regime potremo dare una valutazione più completa del percorso e dell’apporto di Achille Polonara.

Speaker del podcast sul basket europeo "3 and P". Impazzisco per le point forwards, mi piacciono i giocatori lituani, sperate non ne esca mai un Lituanoglu. Alleno per poter chiamare le difese come le sorelle di Coach Carter.

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