James McAdoo: “A Torino carico e felice di giocare per Larry Brown”

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Dopo che nella giornata di giovedì si è alzato il sipario sulla nuova stagione della Fiat Torino, abbiamo intervistato l’acquisto di punta della Fiat Torino James Michael McAdoo che ci ha parlato del suo primo impatto con l’Europa, l’Italia e l’organizzazione della Fiat Torino.

– Sei arrivato in Italia dopo aver giocato in NBA e aver vinto due titoli. Cosa ti aspetti da questa nuova stagione e nuova avventura?

Sono molto contento di cominciare qui la mia carriera europea. Sono a Torino in un’ottima organizzazione, una splendida città e una società che vuole fare bene. Qui ci sono ottimi giocatori, c’è un ottimo staff, un allenatore incredibile e io non posso che essere carico per andare in campo con la mia squadra e competere ai massimi livelli possibili.

– Sei stato in contatto con qualcuno che ti abbia dato qualche suggerimento o dritta per venire e giocare qui in Europa?

Nello scegliere di venire qua è stato molto importante sapere che la Fiat Torino avesse deciso di affidare la panchina a Larry Brown. Ho avuto la possibilità di confrontarmi con i miei compagni e sapere da loro cosa ne pensassero del basket d’oltreoceano e poi prima di prendere la decisione ho voluto sentire anche alcuni amici e colleghi che avessero già sperimentato il basket europeo o magari quello italiano. Detto questo sono molto felice di essere qui e non vedo l’ora d’iniziare per poterci togliere delle soddisfazioni.

– Pensi che potrai continuare la tua carriera qui in Europa, oppure alla fine il sogno è quello di tornare in NBA se ce ne sarà l’occasione?

Sinceramente non lo so e non voglio guardare troppo avanti. Ovviamente sarei contento di tornare in NBA, ma ora è la prima volta che vengo in Italia, sono qui da due giorni e già adoro quello che mi circonda, la vita qui e il vostro paese. Sono sicuro che amerò ancora di più pian piano che ci vivrò e soprattutto per il cibo che mangerò. Ora voglio solo godermi al massimo questa esperienza in Italia con Torino e fare il massimo. Poi si vedrà.

 

Intervista raccolta da Davide Rosa