Jasikevicius e Barcellona, che brutti strascichi…

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Jasikevicius Barcellona
Fonte Twitter Barça

Lo aveva detto già nella conferenza stampa post partita di Real Madrid-Fenerbahce del WiZink Center. Saras Jasikevicius, attuale head coach dei turchi, aveva ammonito: “Un giorno parlerò, non voglio fare altri danni.”: non è ancora dato sapere quanti dei danni sul suo rapporto col Barcellona siano stati scoperchiati ancora in settimana, interpellato a margine della vittoria casalinga col Valencia e con la sfida proprio ai blaugrana di mercoledì prossimo, ma Jasikevicius ha deciso di aggiungere qualche dettaglio dal peso specifico notevolissimo sul trattamento ricevuto dalla dirigenza del Barcellona.

Eccone la traduzione integrale, tra le frasi di Jasikevicius della scorsa settimana e quelle più recenti, in preparazione alla sfida col Barcellona.

Non è la prima volta che lascio il Barcellona in questo modo. La delusione è enorme, senza dubbio per il cattivo trattamento che sta subendo la mia famiglia in questi giorni. Un giorno parlerò, non voglio fare altri danni.

Tutti mi chiedono del Barcellona, ma dobbiamo lasciarcelo alle spalle. D’altronde ci siamo lasciati in un modo piuttosto brutto. Oggi ho fatto un’intervista in cui ho detto che in EuroLeague, alla fine, si tratta di una vittoria e due giorni di buona stampa, o di una sconfitta con due giorni di cattiva stampa. La maratona continua.

Ma per me non si può paragonare nulla a Panathinaikos-Olympiacos: ho avuto compagni di squadra greci al Barça, e loro sono rimasti molto delusi dal Clasico.

Sul rapporto col Barcellona e l’Eurolega:

Penso di aver già avuto amici lì, ne ho fatti altri. La mia famiglia era super felice e, a livello cestistico, penso che abbiamo avuto tre anni meravigliosi se non si considera che non abbiamo vinto l’Eurolega, che era la grande speranza di tutti. Penso che dobbiamo essere molto orgogliosi di questi tre anni. Abbiamo vinto titoli lì, siamo sempre stati primi o secondi in Eurolega e ACB, penso di essere molto orgoglioso.

Le finali di Eurolega, soprattutto, sono un’emozione incredibile, ma ovviamente ci sono sconfitte che ti fanno male. L’anno scorso è stata una delle mie peggiori sconfitte, in semifinale a Kaunas. Perché penso che avessimo una squadra migliore del Madrid, ma guarda, arrivi in una partita e non segni nulla, e il Madrid ha giocatori con molta esperienza, giusto? Mi piace anche il modo in cui i ragazzi si sono ripresi dopo le Final Four perché è stato un duro colpo. Penso che abbiamo fatto vedere una buona pallacanestro, un’ottima pallacanestro, soprattutto nelle ultime cinque partite, le due contro il Malaga e le tre in finale contro il Madrid.

Beh, come ogni grande club, è un club complicato. Dico sempre, e l’ho detto un paio di mesi fa, che mi sento molto deluso dai miei capi, dalle persone del club e da come è stato il trattamento in questi tre anni. Penso di aver sofferto molto dall’interno e, a volte, sembrava che non stessimo andando nella stessa direzione.

Sulle vicende Mirotic e dichiarazioni ai media:

Il caso di Mirotic, per come se ne parlò all’epoca, non è stato trattato con la gravità che un grande club doveva dargli. Poi, a livello personale, mi è diventato abbastanza chiaro che ci saremmo separati. A livello di progetto, non mi piacevano più le cose che stavano accadendo. Volevo cose diverse. Suppongo che l’abbiano capito anche loro. Ho rifiutato la prima offerta e non ne hanno arrivata una seconda, quindi grazie e arrivederci.

Penso che una delle cose che mi ha ferito molto è che queste persone con cui ho lavorato per anni hanno pubblicato molte cose sulla stampa. Ci sono stati incontri dietro le quinte con i giornalisti per raccontare le cose. Alla fine, le persone non capiscono che viviamo nello stesso mondo. Poi ricevi informazioni e, a dire il vero, mi ha fatto molto male.

Su un eventuale ritorno:

Direi che ora ci sono meno opzioni che mai perché è la terza volta che me ne vado, e tutte quelle volte sono state molto dolorose. Non ho mai detto di no nella vita, ma…