Jaworski fa il Penberthy, la GeVi Napoli domina a Pesaro, le pagelle

Una GeVi Napoli rullo compressore tritura a domicilio la Carpegna Prosciutto Pesaro imponendole un pesantissimo 77-97; la Vuelle esce dal campo accompagnata dai fischi di una Vitrifrigo Arena che ha visto svanire in poco più di un quarto di gioco tutto quanto di buono mostrato in quel del Forum. Sugli scudi i tre moschettieri di coach Milicic. Jaworski si sblocca definitivamente dal perimetro e mette in mostra una prestazione che ricorda le migliori serate di Mike Penberthy con 25 punti e 7/10 da 3, Owens vola e difende, Zubcic fattura una doppia doppia e aggiunge 5 assist che ricordano quanto sottovalutata sia la sua abilità da passatore. Buscaglia paga a caro prezzo i precoci problemi di falli di Trevon Bluiett (17), il migliore dei suoi, e non trova il Totè dominante visto nelle scorse settimane.

Carpegna Prosciutto Pesaro

McCallum, 5: appare ogni tanto, giusto per dire che c’è anche lui, fa vedere uno sprazzo del suo talento e poi torna nell’anonimato.

Bamforth, 4: tira malissimo (2/8), difende peggio, commette solo un fallo. Più che Buscaglia, avrebbe bisogno di Pianigiani…

Bluiett, 7: almeno arma la mano e prova a sbattersi in attacco; dove non arriva con la difesa commette fallo, la controindicazione è che il quarto arriva troppo presto e lui viene richiamato in panchina.

Ford, 5,5: le percentuali al tiro lo premierebbero, tuttavia Zubcic quasi non ci crede ogni volta che gli lascia metri di spazio sul pick ‘n pop.

Totè, 6: inizia bene, risultando anche protagonista nella rimonta del primo quarto biancorosso, tuttavia sparisce nella ripresa, inabissandosi nelle pieghe di una partita dove il suo avversario diretto fa il bello ed il cattivo tempo.

Tambone, 4,5: dovrebbe essere un revulsivo, quantomeno per grinta, invece sparacchia senza soluzione di continuità e, in difesa, non tiene mai l’avversario diretto.

Visconti, 5: qualche punto lo mette pure, poi fa perdere le sue tracce. Buscaglia ha già mandato la fotosegnaletica a “Chi l’ha visto”.

Mazzola, 5: si spende a rimbalzo e prova almeno a difendere, in attacco è dimenticato dai compagni.

Mockevicius, 6: d’incoraggiamento. Ci mette buona volontà per riabbracciare il pubblico pesarese al meglio ma è ancora un pesce fuor d’acqua.

Stazzonelli, NE

Maretto, NE

GeVi Napoli

Ennis, 7: ordine, idee, anche qualche azzardo; gestisce la partita come vuole e il foglio delle statistiche (16p+5r+6a) dà ragione al suo pensiero.

Jaworski, 8: avete presente un tipo biondino, di circa 1,90m, che tirava con un rilascio fulmineo, che si chiamava Mike Penberthy – detto MP3 – e che era l’idolo di Napoli? Quello si è ritirato, Justin gli ha solo reso omaggio, poi ha anche difeso bene, prendendosi pure due sfondamenti, tanto per fare l’occhiolino anche a Stefansson.

Sokolowski, 7: è l’ago della bilancia di questa Napoli, in sua assenza il secondo quintetto va in chiara difficoltà. Quando, poi, si tratta di aggredire la partita, azzanna i momenti decisivi.

Zubcic, 7,5: segna meno della scorsa partita (15 punti contro 20) ma aggiunge rimbalzi (10) e assist (5), oltre ad essere costantemente connesso con il contesto e non perdere l’attenzione.

Owens, 8: provano a fermarlo anche con le cattive, lui vola. Prima da gabbiano in planata sul canestro avversario poi, dopo la botta subita, fa anche il calabrone che non potrebbe volare ma lui non lo sa e vola lo stesso. 16 punti e 9 rimbalzi.

De Nicolao, 6: Milicic lo manda in campo per aumentare l’aggressività, lui esegue. Manca qualcosa nella metà campo offensiva.

Pullen, 5: gran parte dei suoi 13 punti arriva a giochi fatti, ancora una volta è troppo scollato dalla squadra e la terza esclusione dal quintetto iniziale lo sprona poco; l’1/8 da 3 è figlio soprattutto di soluzioni personali prese senza un reale vantaggio. Il trascinatore visto meno di due anni fa a Lubiana è ben altra cosa, eppure sarebbe la stessa persona.

Ebeling, sv: appena 2′ in cui Milicic gli chiede più che altro di dare qualche sportellata.

Lever, 5: stavolta la palla non entra nemmeno dietro lauto pagamento di mazzette, in difesa fa fatica nei close out. Cresce nel finale, almeno dal punto di vista della fluidità nell’esecuzione dei giochi.

Mabor, 6: fa tirare il fiato a Owens, trova i primi due punti in LBA con un gancetto che non ti aspetti, soprattutto per come circumnaviga Mockevicius sul piede perno. In difesa oscura più volte la vallata agli avversari.

Sinagra, sv: qualche secondo per esordire a partita finita.

Bamba, NE.