Jordan Caroline: “Posso contribuire in tanti modi diversi alla vittoria”

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Jordan Caroline

Jordan Caroline, ala dell’Aquila Basket Trento, ha parlato ai nostri microfoni rilasciando un’intervista nella quale ha parlato di questo inizio di stagione in Trentino, ma ci ha anche descritto quelle che sono le sue migliori qualità e le sue esperienze precedenti all’arrivo in Italia.

– Oltre alla breve parentesi in Israele, questa è per te la prima stagione in Europa ed in Italia, quali differenze hai notato rispetto al basket americano e rispetto ai campionati esteri a cui hai preso parte? Ci sono degli aspetti in cui hai faticato ad ambientarti e su cui magari stai ancora lavorando?

La pallacanestro qui è molto più tecnica, le partite sono una battaglia anche di strategie e di tattica: negli Stati Uniti il ritmo è più alto, ci sono più uno contro uno e isolamenti. Qui invece è la squadra che deve attaccare e difendere come una cosa sola, non come cinque giocatori. A Taiwan il gioco in questo senso era più simile alla G-League. Il basket europeo forse può essere paragonato per certi versi al college, dove comunque tutto parte dal sistema e soprattutto dalla difesa.

In cosa ho fatto fatica? Beh, alla fine la pallacanestro è sempre pallacanestro. I buoni giocatori si adattano ai piccoli cambi di regolamento e alle differenze di ritmo e spazi: è quello che cerco di fare anche io, senza stare a pensarci su troppo per non perdermi in eccessive analisi. La chiave è saper assorbire i cambiamenti in modo naturale, giocando e facendo esperienza.

– Con Trento quest’anno hai anche preso parte alla tua prima coppa europea giocando in EuroCup, vorrei quindi un tuo pensiero su questa competizione e vorrei sapere quali differenze hai notato rispetto al campionato italiano a livello di gioco e di avversari?

Dopo l’Eurolega, l’EuroCup è la competizione di più alto livello continentale. E questo si percepisce eccome, affrontando le squadre e i giocatori avversari: è divertente e stimolante affrontare settimana dopo settimana e confrontarti con queste grandi realtà, come squadra e individualmente è un continuo test delle nostre possibilità e dei nostri progressi. Anche il campionato italiano ha un alto livello di competitività, ma l’EuroCup è un gradino sopra ai miei occhi.

– Quanto la presenza di figure esperte e conoscitori del campionato italiano, come Forray, Flaccadori e Saunders, ha contribuito al tuo percorso di ambientamento a Trento?

Sono tutti e tre giocatori importanti per me e per la squadra: conoscono il campionato e le coppe, conoscono bene l’Italia, hanno leadership e sanno coinvolgere tutti all’interno del gruppo. A parte Toto (ride, ndr) siamo una squadra molto giovane, e con poca esperienza: quindi la loro presenza e i loro consigli sono importanti perché danno una prospettiva diversa delle cose e dei modi vincenti per risolvere i problemi che si presentano.

– Quali sono le tue caratteristiche e le tue migliori qualità e quale apporto stai dando e potrai ancora dare alla squadra? Mentre su quali aspetti stai ancora lavorando per migliorare ?

La mia arma migliore credo che sia la versatilità, posso contribuire in tanti modi diversi al successo della squadra: porto energia, porto voglia di vincere. Potendo occupare tanti ruoli diversi in campo e mi adatto a giocare di più dentro l’area o sul perimetro. Lo stesso vale per la difesa, che considero una parte fondamentale del gioco. Cosa migliorare? Prima di tutto il tiro da fuori, voglio essere un tiratore più consistente e solido: non è mai stato un mio punto di forza, ma negli ultimi due anni ho fatto particolarmente fatica a segnare dall’arco. Qui a Trento sto lavorando molto anche per migliorare questo aspetto.

– Quali sono i tuoi obiettivi, sia personali che di squadra, per questa stagione e per il futuro?

Sono molto concentrato sul presente, abbiamo una bella squadra e credo potremo toglierci grandi soddisfazioni se continueremo ad allenarci duro e ad avere fiducia gli uni degli altri. Abbiamo cominciato bene soprattutto in campionato e non vogliamo rallentare la nostra corsa. L’NBA? Credo che per me come per qualunque altro giocatore del mondo avere la possibilità di giocare in NBA sia un sogno che non va mai davvero via dalla testa, ma è un sogno lontano e non mi distrae dal fare il massimo con la maglia della Dolomiti Energia.