Josh Giddey: record fulminante tra i Tuoni dell’Oklahoma

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Si scrive Oklahoma City, si legge tripla doppia. Dopo le strabilianti annate e prestazioni statistiche di Russell Westbrook in maglia Thunder, la notte ha regalato un altro record in materia per la franchigia del Midwest. Il rookie australiano Josh Giddey, scelto dal gm Presti alla numero 6 dell’ultimo Draft, ha registrato una statline da 17 punti, 13 rimbalzi e 14 assist nella sconfitta casalinga contro i Mavericks guidati da Doncic. A fare scalpore non sono tanto le cifre, diventate ormai raggiungibili da molti più giocatori NBA rispetto ai decenni passati grazie a un ritmo e a uno stile di gioco sempre più improntati alla velocità e allo spettacolo. Il playmaker di Melbourne ha ottenuto gli onori della cronaca per l’età alla quale ha realizzato la prima tripla doppia della carriera. Voi cosa facevate quando avevate 19 anni e 84 giorni? Josh è il più giovane della storia NBA ad aver collezionato questi numeri, strappando il primato dalle mani di LaMelo Ball (19 anni e 140 giorni) e raccogliendo gli elogi del coach avversario Jason Kidd. Non di certo l’ultimo arrivato se si parla di playmaking.

La lunga chioma del teenager aussie è tornata nella notte a calcare i parquet NBA dopo l’assenza forzata di 4 gare causa Covid. Non è una novità che la grande prestazione sia coincisa con una sconfitta per OKC: perdere e perderemo è il mantra che risuona negli spogliatoti della Paycom Arena. Le qualità di Giddey non erano sconosciute, ma la sua vena realizzativa sta man mano crescendo. La gravity che genera da passatore è già a livelli elitari, la taglia gli consente di collezionare rimbalzi con facilità, ma buttare la palla dentro il canestro non è mai stata la sua priorità. Almeno fino ad oggi.

Altra curiosità in breve: LeBron James ha mantenuto il record di precocità della triple double per 12 anni, strappando lo scettro detenuto da Magic Johnson per oltre 23 anni. Nel giro di 6 anni, da Fultz a Doncic passando per i fratelli Ball, il primato è stato riscritto per ben 5 volte. Serviva un altro segno di quanto i tempi corrano, forse anche troppo, a ritmi mai visti prima? Josh Giddey. Eccovelo servito.