Eurocup: la preview dei playoff

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AS MONACO – BUDUCNOST VOLI PODGORICA

Monaco, per certi versi, è stata la seconda miglior squadra di questa Eurocup, a conti fatti. Lo dicono i numeri (quarto offensive rating, quinto defensive, secondo net) ma, soprattutto, lo ha detto il campo. A una regular season dove le quattro sconfitte sono arrivate tutte contro Virtus e Lokomotiv, è seguita una Top 16 dominata contro squadre del calibro di Badalona, Malaga e la sempre insidiosa Nanterre. Dando, peraltro, la sensazione di essere in una fase crescente di condizione e gioco.

Squadra di grandi doti atletiche e fisiche che con l’aggressività genera tantissimi punti da rimbalzo offensivo e in contropiede da palla recuperata (13,3 a incontro, seconda solo alla Virtus tra le squadre qualificate ai playoff), ovviando a un attacco a metà campo non sempre scintillante. Knight, O’Brien, N’Doye, Inglis sono tutti giocatori con taglia fisica e/o stazza che può sovrastare i pari ruolo avversari, all’interno di un sistema difensivo che sfrutta la presenza di Mathias Lessort sotto canestro, a sua volta con le spalle coperte da un agonista come Will Yeguete.

La capacità di costruire punti facili partendo dalla difesa è forse la caratteristica principale della squadra monegasca. Vedere per credere.

In attacco l’aggiunta novembrina di Rob Gray, arrivato da Levallois per rimediare all’infortunio che ha messo fine alla stagione di Kadeen Carrington praticamente prima che iniziasse, ha pagato dividendi enormi: dal suo arrivo, tra campionato e coppa, Monaco ha vinto tredici delle quindici partite giocate con lui a roster.

La guardia USA ha dato in un attimo ai biancorossi una pericolosità al tiro in precedenza troppo latitante: prima dell’esordio di Gray, in Eurocup Monaco aveva il 30% scarso da dietro l’arco. La sua Top 16 è stata spettacolare: quasi diciannove punti di media col 64% da tre su oltre quattro tiri a incontro.

Una sentenza sia piedi per terra che in uscita dai blocchi e un’aggiunta tattica dal peso specifico enorme, che ha permesso ad attaccanti del ferro eccellenti un’opzione di scarico sul perimetro cinque stelle extra lusso. A questo si aggiunga un’eccellente stagione di Dee Bost, che l’anno scorso era andato decisamente male, l’impatto di Knight, i punti garantiti da rimbalzo offensivo da Mathias Lessort e l’identikit di una possibile candidata alla vittoria finale è fatto.

Il Buducnost è una squadra molto diversa, che ha avuto un percorso fatto di tanti alti e bassi e ha ringraziato il suicidio del Cedevita nella partita di ritorno con la Virtus, battendolo poi in maniera netta nella gara decisiva. Il talento nel roster dei montenegrini è diffuso: dal playmaker Justin Cobbs, a Melvin Ejim, passando per Amedeo Della Valle (a cui il trasferimento ha fatto decisamente bene) e Nikola Ivanovic, fino alla presenza monolitica di Willie Reed sotto canestro. Quello che è mancato troppo spesso è stata la continuità difensiva. Per defensive rating solo Badalona ha fatto peggio tra le squadre qualificate ai playoff.

Il problema principale è stata spesso la copertura del pick&roll, sul quale vengono portati difensori non eccelsi come Della Valle, Cobbs o lo stesso Ivanovic. Generando scompensi che, poi, spesso portano a tiri da tre punti aperti sugli scarichi, sfruttando una difesa costretta a ruotare in emergenza.

In compenso, però, il Buducnost ha ricavato tantissimo dal pick&roll in attacco. È la squadra che ne fa maggiormente uso in tutta l’Eurocup (il 30,8% dei propri possessi si conclude partendo da una situazione di pick&roll o pick&pop, dati InStat). D’altronde, con due specialisti come Justin Cobbs e Nikola Ivanovic e un rollante del calibro di Willie Redd, non c’è da meravigliarsi.

Ivanovic, in particolare, è l’uomo deputato a spaccare in due le partite partendo dalla panchina, cosa che fa con chirurgica puntualità: quindici punti di media in ventisei minuti, la maggior parte dei quali giocando il pick&roll dove, passato il blocco, può liberare tutto il suo arsenale di conclusioni.

Quanto a Reed, beh, qui affidiamo le valutazioni alla parte video.

TRE CHIAVI:

  • La gestione delle palle perse da parte del Buducnost;
  • Il duello Lessort-Reed e il controllo dei rimbalzi offensivi che Monaco riuscirà ad avere;
  • La difesa degli esterni di Monaco sul pick&roll.