La Virtus Bologna lavora in un certo modo dall’inizio dell’anno

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Virtus
Foto Savino Paolella

Nell’ultima puntata del nostro podcast Backdoor Call, insieme a Marco De Benedetto abbiamo toccato temi importanti. Ecco il pensiero di Marco sulla stagione della Virtus Bologna.

Sul periodo difficile della Virtus

La pressione spesso è troppa, esagerata, non dovuta, non adeguata, le aspettative idem, la conoscenza delle dinamiche dentro gli spogliatoi e sul campo non è mai abbastanza e serve prima di esprimere una valutazione di giudizio, e non per questo vuol dire che non si debba convivere con la pressione, sono due discorsi diversi, la pressione tante volte aiuta a performare, la pressione che non c’entra niente è un’altra roba. Il discorso sulla Virtus è abbastanza facile, nel senso che una squadra in modo spannometrico ha 5 esterni, 4 ali, 5 lunghi eccetera, quando in modo sistematico infortuni o acciacchi tolgono pezzi a questi reparti in modo continuo, in una stagione nella quale ogni acciacco diventa un infortunio e ogni giorno non puoi allenarti o quasi per via delle richieste di impegno che la stagione stessa ti richiede, tu non hai mai la possibilità di avere lo stesso tipo di rotazioni, lo stesso tipo di equilibrio tecnico, lo stesso tipo di performance. Quindi chi riesce veramente a tenere una linea costante è incredibile, veramente vale molto più di quello che ancora viene descritto.

Sulla stagione della Virtus

L’identità di squadra è formata non solo dagli equilibri. Ci sono cose intangibili che sono anche le più vulnerabili quando ci sono assenze o sei in un momento difficile della tua stagione, ci sono delle consuetudini tecniche e tattiche che sono quelle a cui aggrapparsi nei momenti difficili. Se lavori sempre in modo metodico con delle regole chiare, con la preparazione sugli avversari sempre puntuale, alla fine le possibilità di far bene aumentano. Ecco, la Virtus lavora in un certo modo da inizio anno, ha idee chiare e sa benissimo cosa vuole fare in campo.