Keith Langford faceva canestro in ogni modo, ti abbagliava

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Keith Langford

Nell’ultima puntata di Backdoor Call abbiamo rivissuto qualche ricordo di Keith Langford che verrà omaggiato questa sera dall’Olimpia Milano durante il match con il Barcellona.
Così ricorda il campione in campo Marco De Benedetto, dirigente di Brescia ma prima di tutto appassionato di pallacanestro.

Io me lo ricordo addirittura ancora ai tempi della prima Cremona, direi che la differenza più grande con Mike James forse l’hai toccata tu, Mike James è più clutch sicuramente, lo insegna un po’ la storia ed è forse un po’ più tiratore moderno nel senso senza limiti di raggio, ma la purezza dei movimenti e il saper fare canestro veramente in qualsiasi modo che aveva Langford, era una cosa che ti abbagliava e per noi che eravamo un po’ più giovani era uno di quelli paragonabili…non so…potrei dire a Henry Williams. Mi vengono in mente quei giocatori che quando eravamo più giovani ci affascinavano. C’era un po’ quell’aura mitologica, anche perché c’era meno possibilità purtroppo di conoscerli da vicino, mentre adesso è più facile, si ha più materiale. Una volta tutto quello che si aveva sul Keith Langford era il suo gioco dal vivo e si cercava di tenerselo stretto, però sicuramente è uno dei più forti stranieri mai venuti in Italia.

Uno dei più forti, uno dei più talentosi, uno dei più… tante cose, verrà omaggiato dall’Olimpia Milano e sono sempre cose che fanno piacere. Devo dire su questo l’Olimpia Milano si comporta sempre abbastanza bene nell’onorare un po’ giocatori che hanno fatto la propria storia recente, magari non una storia di successi, ma che hanno segnato un’epoca.  Viene da pensare a Kruno Simon, come tanti altri. Questa cosa onestamente mi piace, dare uno sguardo al passato che può essere stato glorioso o meno, ma più che altro nel significato che hanno avuto questi in un determinato periodo.