LBA Game of the Week: Fortitudo Bologna-Acqua S.Bernardo Cantù

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Fortitudo

Giornata cruciale per la corsa salvezza l’ultima in serie A. La partita tra Fortitudo Bologna e Acqua San Bernardo Cantù, visto anche il risultato scaturito a Cremona, è risultata decisiva per sancire la retrocessione (ad oggi tutta da confermare) dei lombardi. Usciti sconfitti per 75-68 al termine di 40’ dove il nervosismo e la tensione delle due squadre sono stati palpabili.
Andiamo a vedere nel dettaglio alcuni elementi di questa partita, nel nostro appuntamento con Game of the Week.

LA DIFESA FORTITUDO SI SVEGLIA AL MOMENTO GIUSTO

Partita, come detto, di grande tensione e nervosismo. La posta in palio era altissima: di fatto, le due squadre sapevano che perdendo sarebbero state quasi certamente condannate all’ultimo posto. La qualità in campo ne ha risentito e ne è venuta fuori una partita di bassi punteggi, dove la Fortitudo di coach Dalmonte ha prodotto la seconda miglior prestazione difensiva stagionale in termini di defensive rating (90.7, dati Hack-a-Stat) lasciando a soli 68 punti segnati gli avversari.

Una sveglia difensiva quanto mai provvidenziale. I bolognesi venivano da dieci partite dove l’indicatore del rating difensivo non era mai sceso sotto quota cento, attestandosi su una disastrosa media di 117,5. Numero decisamente protagonista nel record di 2-8 in questo lasso di gare. Che aveva improvvisamente riportato alla mente il pessimo inizio di stagione, dove si erano accumulati simili numeri sia in termini di sconfitte che di rendimento difensivo.

Cambio di registro drastico rispetto all’avvio di Dalmonte sulla panchina biancoblu, se è vero che nelle prime sette partite allenate dal coach ex Verona erano arrivate sei vittorie, con la difesa a tenere gli avversari a poco più di novantasette punti per cento possessi.

E la difesa, molto più dell’attacco, in questo campionato è stata decisiva per i successi o le sconfitte della Lavoropiù. Nelle vittorie, infatti, il rating offensivo è migliorato, rispetto alle sconfitte, di 8.8 punti, mentre quello difensivo lo ha fatto in maniera ancora più drastica, passando da 119.5 a 96.3, oltre ventitre punti per cento possessi di differenza. Un’enormità, usando un eufemismo.

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Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata. Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.