Legabasket: le difficoltà della Leonessa sino a oggi 

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Flickr leonessa
Stagione tanto importante quanto delicata quella della Leonessa Brescia, che per la prima volta nella sua storia partecipa ad una competizione europea ed è attesa ad una riconferma in campionato dopo le semi-finali raggiunte l’anno scorso.

UN ROSTER COMPLETAMENTE RINNOVATO

E se l’intenzione iniziale della società era quella di mantenere almeno in parte l’ossatura di quella squadra, gli addii inattesi di Michele Vitali e Marcus Landry hanno scombussolato i piani del GM Santoro che è comunque stato in grado di costruire un roster importante ma che può vantare la presenza di sole tre riconferme, quelle dei “senatori” Luca Vitali, David Moss e Brian Sacchetti.
È quindi una Germani completamente rivoluzionata quella che si è presentata ai nastri di partenza della stagione 2018/2019 e se l’ottimo avvio di campionato dello scorso anno era dovuto in parte anche alle riconferme del nucleo della stagione precedente, lo stesso si può dire, anche se in negativo, del difficile addio di stagione bianco blu.
Perché se è vero che la qualità del roster è notevole e giocatori come Hamilton, Abass & Allen non sono certo un downgrade rispetto a chi li ha preceduti, non si può non tenere conto del fatto che una squadra completamente nuova ha bisogno di tempo per trovare l’amalgama e la giusta chimica. Per far si che una squadra possa chiamarsi tale occorre del tempo passato insieme in palestra, per essere in forma ma anche per conoscersi, per provare schemi e per “fare gruppo”. Il momento privilegiato per formare una squadra è il precampionato, dove c’è tutto il tempo per provare e riprovare e le partite sono semplici amichevoli che contano solo come test e il punteggio interessa il giusto. Il precampionato Leonessa ha visto la defezione di tre giocatori impegnati con la nazionale: Vitali, Abass e Sacchetti e senza il roster al completo la qualità ne ha risentito non poco. Questo problema ovviamente non ha riguardato solo Brescia, ma è chiaro che se hai una squadra completamente rinnovata e con assenzi importanti in quella delicata fase che è il precampionato, non parti certo nella miglior situazione possibile. Le finestre Fiba sono state da molti criticate perchè se da una parte è motivo d’orgoglio mandare i propri giocatori con la nazionale, dall’altra non si può certo dire che il club tragga dei vantaggi permettendo ai propri giocatori di rispondere alle varie convocazioni. Da qualunque parte lo si guarda quello delle finestre Fiba è un problema, sia per i club che per le nazionali

Tra le note più positive c’è stato il buon apporto di quella che possiamo definire come la “second unit”, quintetti che vedevano in campo i vari Laquintana, Zerini, Ceron, Beverly, Sacchetti e Moss a volte hanno fatto meglio dei cosiddetti titolari, perlomeno a livello di energia e di intensità difensiva. E se da un lato questo è sicuramente un dato positivo perché significa che il roster è lungo e nessuno è li per “sventolare asciugamani”, dall’altro è una situazione che fa riflettere perchè i leader designati di questa squadra dovevano essere altri.
Le varie combinazioni dei giocatori Leonessa in Eurocup con +|- e punteggi. Ovviamente questi dati vanno contestualizzati ma è indicativo il fatto che le migliori combinazioni o singoli giocatori siano quasi tutti della “second unit”. Fonte: http://www.overbasket.com

COSA MANCA PER TORNARE AD ESSERE UNA LEONESSA?

Nelle prime uscite è mancata sicuramente quella qualità ed intensità difensiva che era il marchio di fabbrica di coach Diana, che più volte ha dichiarato che senza difesa le partite non si vincono. Spesso nelle prime uscite Brescia si è affidata troppo al talento o alle triple delle “nuove stelle” Hamilton e Allen, il bel gioco espresso lo scorso anno fatto di continui passaggi e ottime spaziature nelle prime uscite si è visto solo a tratti.
Stanno mancando terribilmente i punti dal pick and roll, una delle armi predilette di Vitali. Facile indicare in Mika il principale indiziato di questa mancata connessione play-pivot, il lungo Mormone si è presentato al ritiro fuori forma e con dei fastidi al ginocchio non del tutto risolti e finora è sembrato soltanto il lontano parente di quello visto a Pesaro. Sarebbe troppo riduttivo e semplicistico additare il Big Man come unica causa ma una cosa è certa: non avere un compagno di squadra in grado di rollare a canestro limita molto il gioco di Vitali, riducendo le opzioni in attacco e di conseguenza rendendo il flusso del gioco di Brescia poco dinamico e prevedibile. Con il giovane “centro bonsai” Beverly e con l’esperto Zerini le cose vanno un pò meglio ma entrambi rendono meglio nella fase difensiva del gioco e comunque non sembrano avere le caratteristiche per dominare in Eurocup.

DA DOVE RIPARTIRE?

Le difficoltà della Germani in questo inizio di stagione sono fisiologiche, ci sono tanti cambiamenti da apportare e meccanismi da oliare e in parte è comprensibile un inizio complicato, ci vuole del tempo, ma un calendario cosi serrato tra impegni in campionato ed in Eurocup di tempo ne concede ben poco. Contro la Stella Rossa è stata compiuta una piccola impresa recuperando 20 punti e giocando da vera squadra su entrambi i lati del campo. Da li si deve ripartire e se Mika tornerà ad essere quello visto a Pesaro e/o con una eventuale aggiunta in corsa di un centro con caratteristiche adatte al gioco di Vitali e compagni, le cose dovrebbero migliorare sensibilmente, fermo restando che dovranno essere ridotti al minimo i cali di concentrazione che spesso hanno portato a subire dei parziali che hanno condizionato non poco questo avvio di stagione.