Legabasket: un campionato, un’allegra tarantella! (di Werther Pedrazzi)

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Tarantella
Sito ufficiale Vuelle Pesaro

Sono bastate 3 giornate per ritrovare l’Armani in fuga solitaria. 
Merito suo (indiscutibilmente), ma anche (altrettanti) demeriti di Virtus Bologna e Reyer Venezia. Clamorose, in entrambi i casi, le loro sconfitte casalinghe, rispettivamente ad opera, di Cremona e Pesaro. Miiiiiii, che testacoda… Disastroso, direbbero in molti. Mentre altri, ottimisti ad oltranza, potrebbero, e giustamente, sottolineare le prestazioni eccellenti di Peppe Poeta e il suo 7/8 da 3 punti (per Cremona), o quella di Marko Filipovity, con 5/8 da 3 più 10 rimbalzi (per Pesaro). Con la variabile del tiro da 3 punti non ci sono più cenerentole? Per il momento il nostro campionato sembra un ballo in maschera, una spregiudicata e troppo disinvolta tarantella.

Forse, ma nemmeno tanto forse, occorrerebbe indagare la relazione tra le prestazioni offensive degli avversari e l’efficacia della propria difesa. Già, Bologna che subisce 95 punti in casa, e Venezia 90…
Che sembra delinearsi come una (troppo allegra) tendenza, almeno agli albori di questo stranissimo campionato.
Infatti, oltre a Virtus e Reyer, per altre tre squadre la paura ha fatto novanta: Treviso (94 punti subiti), Roma (92) e Varese (90). Anche in questo caso, tutte sconfitte tra le mura amiche. Mentre Trento ne ha beccati 93 in trasferta contro la Fortitudo.

Effetto Covid?

Naturalmente c’è anche chi gode: più canestri si vedono meglio è!
Quantità è, però, differente da qualità. Sembrano far rima, ma a volte sono concetti antitetici. D’altra parte tutto questo appartiene all’atavico dilemma del basket, fino dai tempi del santone Jim McGregor: un punto in più o un punto in meno? Attacco o difesa? Probabilmente, mai come in questo caso “virtus stat in medio”…

Comunque, abbiamo già visto essere pronta la teoria: l’assenza del pubblico rende più facili le vittorie in trasferta!!!
Ontologia, e antologia, del dubbio insipiente: se perdi 70-71 potrebbe anche darsi il caso che ti sia mancata la spinta e la carica del pubblico amico in un momento cruciale, ma la mancanza del tifo giustifica anche il far acqua da tutte le parti?

Un pochino più serio sarebbe riflettere su un altro aspetto di effetto-covid. Ovvero, nell’estate tormentata dal virus, stranieri che arrivavano in ritardo e quando arrivavano dovevano sottoporsi a quarantena, con la conseguenza di una preparazione discontinua ed approssimativa, non sarà che si incominci a sentire il peso infrasettimanale delle Coppe europee, come proprio nel caso di Bologna e Venezia, vittoriose in Europa e (inopinatamente) sconfitte in campionato?

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