Legabasket: Cremona finisce la benzina, per Venezia la Finale è un gioco

Dalla pagina Facebook Reyer Venezia

Aveva visto il baratro non più tardi di quattro giorni fa, con la sconfitta casalinga in gara 3. Aveva tremato su quel tiro finale di Drew Crawford in gara 4, rischiando di buttare alle ortiche una vittoria praticamente già incamerata. In gara 5, allora, la Reyer Venezia non ha voluto concedere nulla al caso e ha letteralmente dominato la partita decisiva della serie di semifinale contro la Vanoli Cremona.

79-69 il punteggio finale. Troppo, davvero troppo gli uomini di De Raffaele per una Cremona che è chiaramente arrivata con la spia della riserva accesa, al termine di una stagione che resterà, comunque, storica.

STONE CANCELLA ANCORA CRAWFORD, DAYE E TONUT LANCIANO L’ATTACCO

Che sarebbe stata una partita a senso unico lo si è capito da subito: 10-4 per  gli ospiti in 3′, 10-2 di parziale per chiudere il primo quarto, con il tabellone a segnare un già pesante 25-12 Venezia. Con lo spartito difensivo ormai classico: Stone in modalità francobollo su Andrew Crawford, tolto nuovamente dalla partita dopo lo 0/10 di gara 4. Pazzesco il lavoro dell’esterno di Venezia che, dopo i quasi 26 punti di media contro Trieste, ha tenuto l’MVP del campionato a 11 punti e il 30% dal campo nelle cinque partite. E, ancora una volta, senza il proprio riferimento offensivo Cremona si è piantata in attacco, che è stato, praticamente, solo Wesley Saunders (21 punti in 37′).

Il contrario di quanto accaduto alla Reyer che, invece, ha trovato il miglior Austin Daye della semifinale (20 punti e 5 rimbalzi), abile a sfruttare i black out della difesa lombarda, e uno Stefano Tonut impeccabile nei primi 20′. Loro due hanno lanciato la cavalcata, segnando a ripetizione e in più modi.

Finisce una stagione comunque da sogno per la Vanoli

IL CALDO E IL TABELLONE NON FERMANO LA REYER, ANCORA IN CONTROLLO SOTTO CANESTRO

47-33 a metà partita è già un passivo pesante per i gialloblù, ma andrà solo a peggiorare nel terzo quarto: si arriverà fino al +23 Venezia, con Watt e Vidmar, ancora una volta, a fare una signora partita sotto i ferri e Mathiang (14 rimbalzi ma solo 3 punti) a provare disperatamente, ma troppo solo, a limitarli. Accanto a loro la sostanza di un Michael Bramos (22 con cinque triple) chirurgico come ti aspetti da uno che ha giocato questo tipo di partite già in più di un’occasione.

Il caldo asfissiante del PalaRadi e i continui problemi al tabellone elettronico non interrompono l’inerzia della partita. La Vanoli non ha le energie per correre dietro a una squadra probabilmente più talentuosa e certamente più lunga. Di cuore e volontà gli uomini di Sacchetti ricuciono fino a -7, ma è una tripla proprio di Bramos a un minuto dal termine a mandare i titoli di coda.

Seconda finale in tre anni per Venezia, che ora va a giocarsi lo Scudetto col fattore campo ma anche col compito improbo di fermare la corsa sfrenata della Dinamo Sassari.

Cremona esce comunque tra i meritatissimi applausi del suo pubblico. Alla fine, le rotazioni forzatamente corte per tutta la durata della stagione hanno chiesto il loro pedaggio in termini di stanchezza. Ma niente potrà cancellare un’annata veramente da sogno.