Legabasket e Eurolega: le memorie di un elefante (di Werther Pedrazzi)

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Eurolega

                                  Noi siamo la memoria che abbiamo
                                e la responsabilità che ci assumiamo.
                                   Senza memoria non esistiamo
                       e senza responsabilità forse non meritiamo di esistere.
                                                         (José Saramago)
Adesso che tornano le lotte intestine per il dominio nazionale, con una finale di antico sapore e splendore tra Olimpia Milano e Virtus Bologna, prima di chiudere il cerchio occorre fare i conti con la memoria più recente.
Passata è l’Eurolega.
Cosa ci resta?
La consapevolezza. Dell’Armani che è arrivata a “otto centesimi di secondo” dalla finale continentale. Con la scomparsa dai cieli del basket di tutti gli uccelli del malaugurio che durante la stagione, ad ogni pietra d’inciampo, levavano lo starnazzo prevedendo “la solita stagione fallimentare”. Dicevano loro…
Il rispetto e il dispetto. Rispetto per il grande campione che è stato, e il dispetto per l’allenatore troppo arrogante che è diventato. Carissimo Sarunas Jasikevicius, smetti pure quella tua faccia sempre ingrifata, lascia stare il vittimismo di torti subiti in finale, e pensa, invece a come a quella finale sei approdato, che in fondo la differenza di quei 2 punti con i quali, per il rotto della cuffia, l’hai strappata a Milano stanno tutti e solo nei 28 liberi che hai tirato a fronte dei 19 degli avversari, che per tutto il resto…

Ci resta, soprattutto, la riscoperta del ricorso alla memoria. Da parte di tutti quelli che molto opportunamente hanno detto e scritto della storia di questo summit del basket europeo, da quanto tempo mancasse al vertice una squadra italiana, da quanti anni ne fosse assente Milano…
Ci è rimasto, in particolare, un dettaglio: il caso di Rodrigue Beaubois dell’Efes, che si è inscritto nell’eletta, e ristretta, schiera dei giocatori che hanno vinto un titolo NBA, replicando anche al vertice d’Europa, Coppa dei Campioni o Eurolega che dir si voglia.
Prima di dare corpo alla riflessione indotta, ecco l’elenco, copiato pari pari da un sito amico:

Larry Wright (NBA con i Bullets nel ’78 e Coppa Campioni con Roma nel ’84)
Jim Brewer (NBA Lakers ’82 e Coppa Campioni con Cantù nel ’83)
Bob McAdoo (due NBA con Lakers ’82 e ’85 e 2 Coppa Campioni con Milano nel ’87 e ’88)
Toni Kukoc (3 NBA con i Bulls ’96 e ’97 e ’98 e 3 Coppa Campioni con la Jugoplastika Spalato ’89 e ’90 e ’91)
Žan Tabak (1 NBA con i Rockets nel ’95 e 3 Coppa Campioni sempre con la Jugoplastika)
Manu Ginobili (4 NBA con gli Spurs ’03 e ’05 e ’07 e ’14 e 1 EuroLega con Bologna nel ’01)
Rasho Nesterovic (1 NBA con gli Spurs ’05 e 1 EuroLega con la Virtus Bologna nel ’01)
Josh Powell (2 NBA con i Lakers ’09 e ’10 più 1 EuroLega con Olympiacos nel 2013)
Rodrigue Beaubois (1 NBA con i Mavericks ’11 e 1 EuroLega con Anadolu Efes ’21).