Legabasket: il borsino dei playoff

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playoff
Fonte Twitter LBA

Sembrava la settimana scorsa che ultimavamo l’ultimo power ranking della regular season ed eccoci qua nel vivo nei playoff. Ma aspettate, era davvero la settimana scorsa… sì perché, con questo format super formattato (perdonate il gioco di parole) di questi playoff, abbiamo già tantissimo di cui parlare su questi sette giorni di Legabasket. Una serie si è già conclusa, altre due potrebbero chiudersi oggi, mentre solo una ha la certezza di allungarsi almeno per un’altra gara. Dunque, siamo qui per fare un rapido punto sulla situazione playoff LBA, con una breve valutazione sul momento delle otto impegnate nella post-season. Vicino al nome di ogni squadra, trovate un segno “+”, “-” o “=”, in base alla variazione di rendimento rispetto al trend di regular season.

#1 Armani Exchange Milano (3-0) +

Milano fa quello che ci si aspettava facesse, liquidando Trento in tre gare ed evitando di giocare altre partite con questo calendario estenuante. Tutto normale allora? In linea di massima sì (poi chiaramente devi confermare le premesse con i fatti), ma l’Olimpia si merita il segno positivo per gli ottimi segnali mostrati da Riccardo Moraschini, ad esempio, o alla prontezza e disponibilità di Michael Roll, entrambi fondamentali in assenza di Shavon Shields.

#2 Happy Casa Brindisi (2-0) +

In attesa di scoprire alle 19 odierne se l’Happy Casa riuscirà ad archiviare la pratica Trieste in tre gare, pollici in su anche per Brindisi, che nonostante le fatiche e gli acciacchi post-Covid non ha fallito il doppio appuntamento casalingo. Due gare senza storia fin qui, quasi in fotocopia, con due scarti importanti e dei punti segnati quasi sovrapponibili per quantità.

#3 Virtus Segafredo Bologna (2-0) =

La Virtus fa il suo, vince entrambe le sfide contro Treviso, ma ancora una volta forse non dà l’impressione di star facendo il massimo. Resta qualche ingranaggio difettoso dalla regular season, ciò è piuttosto preoccupante per il proseguo del cammino verso lo scudetto. Bella notizia (non solo per Bologna, ma per il basket italiano): Alessandro Pajola è sempre più un giocatore di altissimo livello.

#4 Umana Reyer Venezia (2-1) =

Per Venezia (che nel frattempo ha portato a casa un altro scudetto in ambito femminile, giusto per la cronaca) sarebbe un grandissimo “più” dopo le prime due gare al Taliercio e un bel “meno” per non essersi sostanzialmente presentata in Sardegna. I due segni si annullano in vista di Gara 4, che potrebbe essere il turning point, in un senso o nell’altro, della serie.

#5 Banco di Sardegna Sassari (1-2) =

Più o meno stesso discorso (o discorso inverso, se preferite) per la Dinamo Sassari, che è attesa soltanto da gare da win or go home fino alla fine della serie. La prima l’ha portata a casa, ma guardando un po’ oltre questa serie, la sensazione è che si sia definitivamente rotto qualcosa tra la dirigenza e coach Pozzecco, anche alla luce della recente squalifica in ritardo appena scontata.

#6 De’ Longhi Treviso (0-2) =

La Gara 1 di Treviso è un misto di limiti e difficoltà sia tecniche che fisiche, il secondo atto della serie è, invece, un misto tra rimpianti e meriti. I ragazzi di coach Menetti hanno messo in pericolo una V non impeccabile, ma non sono riusciti ad approfittare dei cedimenti della Segafredo. Adesso al PalaVerde tenteranno di allungare la vita alla propria stagione.

#7 Allianz Pallacanestro Trieste (0-2) –

Come dicevamo, nessun segnale della presenza di Trieste in questi playoff di Legabasket, non c’è mai partita nelle prime due sfide a Brindisi. Magari l’Allianz è un po’ distratta dalle voci di mercato che investono il roster e, in particolar modo, il coaching staff. Anche in questo caso è attesa una reazione tra le mura amiche, per quel che può valere il fattore campo.

#8 Dolomiti Energia Trento (0-3) –

E infine, l’unica e la prima eliminata fin qui, ovvero la Dolomiti Energia. Trento aveva oggettivamente poco da chiedere alla serie contro Milano e ha anche faticato molto per raggiungere l’ottavo posto. Tutto sommato, è un buon punto da cui ripartire per la dirigenza trentina, considerando come si era messa in corso d’opera. Da sistemare, sicuramente, il reparto italiani.