Legabasket: il Poeta e il Gigante

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Poeta

Ebbene, si. Ci siamo divertiti un mondo, pensate un pò, ad una partita di basket del campionato italiano. E voi cosa avete da ridere, o ridire? Ci è capitata così, tra capo e collo in un martedì qualunque. Un recupero. Che, dunque, non avrebbe dovuto avere nemmeno la predisposizione emotiva delle domeniche consacrate.

E invece.

Cremona contro Milano. Ah, già, tecnicamente non è stata una grande esibizione? Insomma decidetevi. Cosa volete da uno spettacolo? L’alta esegesi critica, o che vi emozioni. Noi, che per dettato dovremmo guardare più alla prima, ma siamo peones, ci siamo divertiti ed emozionati. Uscendo avremmo detto: valeva il prezzo del biglietto.
A volte basta un protagonista!
La cronaca, fosse per noi la concentreremmo tutta qui: il minuto in cui Peppe Poeta da solo ha rischiato di incenerire l’Armani.
Masaniello a petto nudo sulla barricata. A 35 anni Peppe difende, oh se difende, con l’entusiasmo di un ragazzino. Con il culo basso e le braccia roteanti ruba una palla dal palleggio di Moraschini (che proprio uno tenero non è), poi spara la tripla che riavvicina la Vanoli (69-72), e subito dopo alza in corsa (il coraggio non gli è mai mancato) un arcobaleno che rischiara l’orizzonte cremonese per la schiacciata di Marcus Lee (71-72), torna in attacco, a spron battuto, si infila in mezzo al groviglio della difesa di Milano, non sente le spine, segna, nonostante il fallo, ha la scorza dura, e butta dentro anche il tiro libero (74-72). Ma non basta, lo spettacolo non è ancora finito, e Peppiniello concede il bis, con un’altra alzata direttamente dal palleggio per la seconda schiacciata volante di Marcus Lee (76-72), e Mancano soltanto 3’ alla fine.
Ma, proprio alla fine, Vince Milano (81-83). Ma come vince? Con una difesa semplicemente esemplare negli ultimi 5 secondi. Difesa che tende a diventare il marchio di fabbrica dei milanesi in Eurolega, invero poco esercitata per tutta la partita a Cremona, tranne quell’ultima giocata. Una difesa soltanto a Milano è bastata. Rimessa in attacco per la Vanoli che tira per la vittoria o il pareggio. Dovrebbe tirare… Perché Milano, senza fallo, toglie il fiato e il tiro a Cremona, costringendo Hommes a buttare via, senza speranza alcuna, il pallone.
E così, ancora senza Micov e Shields, con Hines a riposo e Rodriguez in panchina senza mai entrare in campo, Milano si gonfia di storia e di statistica, uguagliando il record societario per due volte realizzato in passato, di 14 vittorie ed 1 sola sconfitta al termine del girone di andata, anche a dispetto dei burocrati che ci correggeranno in un 13-1, visto che tutte le partite della Virtus Roma sono state cancellate, tuttavia Milano aveva battuto Roma, e noi, amabilmente come sempre dei burocrati ce ne infischiamo.