Legabasket: il quintetto flop del girone di andata

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Il girone d’andata della Legabasket si è ufficialmente concluso, quindi è giunto il momento di tirare le somme di questa prima parte di stagione. In un campionato che si è rivelato avvincente, tra diverse sorprese e qualche delusione, abbiamo provato a individuare cinque giocatori che su tutti non hanno reso come ci si aspettava. Un quintetto flop, se così lo vogliamo chiamare, del girone di andata. Chi saranno i giocatori selezionati? Scopriamolo insieme.

 

David Michineau (10,6 p/ 3,6 r/ 4,2 ast)

La GeVi Napoli fino ad ora è stata una delle squadre più deludenti della stagione e il recente avvicendamento in panchina ne è testimonianza. La squadra non è mai riuscita, finora, a trovare un proprio gioco ben definito e i motivi sono molti. Tra questi, il rendimento sottotono di uno degli uomini chiave della squadra: David Michineau. Nell’idea della società, il francese doveva dividersi i compiti di creazione di gioco con Howard ma questa coesistenza non ha ben funzionato. Tra i due, Michineau è sicuramente il giocatore più adatto alla fase di playmaking ma fino a ora il suo rendimento da questo punto di vista è stato carente. A fronte del numero di assist, il francese ha fatto registrare 2,5 palle perse di media e in generale ha mostrato di non avere ancora in mano la squadra. Troppa confusione nella gestione dell’attacco, difficoltà nel cambiare ritmo e inerzia della partita: tutte caratteristiche che gli appartengono ma solo intraviste in questo girone d’andata. A questo si aggiunge anche una pessima percentuale dall’arco (19,5%). Michineau ha sicuramente le qualità per cambiare queste impressioni e nella seconda parte di stagione potrebbe farci ricredere.

Ky Bowman (12,1 p/ 4,1 r/ 2,4 ast)

Un po’ come per Napoli, anche Brindisi ha disputato fino a ora un campionato al di sotto delle aspettative. Uno dei nomi più entusiasmanti provenienti dal mercato estivo era quello di Ky Bowman, ma lo statunitense ha rappresentato in queste settimane l’immagine perfetta della squadra. In alcuni momenti Bowman ha mostrato dei lampi di classe non da poco, ma in generale ha faticato molto nel trovare continuità. L’ex Warriors non ha evidenziato i miglioramenti necessari dal punto di vista delle letture del gioco, ancora molto pigre e troppo concentrate su se stesso. I numeri parlano di una produzione offensiva non banale e in crescita nelle ultime settimane, ma sinora la scommessa effettuata dalla società in estate non ha pagato pieni dividendi.

Jamarr Sanders (6,9 p/ 3,2 r/ 2,6 ast)

Sino a oggi la stagione della Tezenis Verona ha rispettato le aspettative, con la squadra di Ramagli a due vittorie dall’ultima in classifica. Chi, invece, non ha prodotto quanto ci si potesse aspettare è stato Jamarr Sanders. L’americano non è mai stato il giocatore di punta delle squadre in cui ha giocato a un alto livello, ad esempio a Tortona l’anno scorso. Di conseguenza, non gli si poteva chiedere di esserlo a Verona ed era sbagliato aspettarsi un sostituto in tutto e per tutto di Wayne Selden. Ciononostante, la sua produzione offensiva è calata di parecchio rispetto alla passata stagione. Alla Bertram Sanders aveva mantenuto, infatti, medie di 10,1 punti e 47,5% da tre punti, non confermate in questo girone di andata. La media punti si è decisamente abbassata, così come le percentuali al tiro. In generale lo statunitense ha tirato anche meno dal campo (2 tentativi di media rispetto a 3,2), risentendo forse di un sistema che non è riuscito ad inserirlo a pieno. Verona avrà bisogno di qualcosa in più da lui nella strada alla salvezza.

 

AJ Pacher ( 7,1p / 6,8 r/ 1,4 ast)

Se la Pallacanestro Trieste si è rivelata essere una sorpresa positiva in questa prima parte di stagione, altrettanto non si può dire di AJ Pacher. Il lungo con esperienza decennale nelle categorie minori italiane si è trovato al primo appuntamento con la massima serie, mancando però l’occasione di mettersi in mostra. Da un giocatore con il suo pedigree ci si aspettava una consapevolezza maggiore, mentre Pacher ha mostrato evidenti difficoltà a questo livello. Arrivato come un giocatore duttile e in grado di aprire il campo, il lungo 30enne sta tirando dalla distanza con il 23,1% e da due punti con il 40%, senza mai riuscire a sfruttare il proprio talento in post. Anche dal punto di vista difensivo si è mostrato troppo lento e carente nella difesa sul pick ‘n’roll.  Nonostante questa fosse la sua prima esperienza in Serie A, Pacher era chiamato ad assumersi responsabilità maggiori ma non ha risposto presente. Occasione sprecata e taglio sempre più vicino? L’annuncio di Emmanuel Terry in questo senso potrebbe essere indicativo, anche se la posizione migliore per l’ex Stella Rossa sarebbe quella di centro e non di ala grande.

 

Chinanu Onuaku (13,2 p/ 7,3 r/ 1,3 ast)

Nonostante non sia più un giocatore del nostro campionato, non potevamo non fare il nome di Chinanu Onuaku. L’ex Houston Rockets era stato uno dei colpi più interessanti del mercato in vista della nuova stagione, ma la sua esperienza alla Dinamo si è conclusa anticipatamente alla luce di un totale fallimento. Colpa soprattutto di un atteggiamento svogliato, passivo e che non era in linea con ciò che gli veniva chiesto da coach Bucchi. Onuaku ha sì mostrato sprazzi di ciò che è in grado di fare in campo, ma la sua presenza sul parquet ha finito per essere più un fattore negativo che positivo. Un grande peccato, per un giocatore che non ha fatto corrispondere alle proprie qualità tecniche e fisiche una giusta attitudine mentale. La prova maggiore ne è stata la risoluzione operata da Sassari dopo neanche due mesi dall’inizio del campionato.