Legabasket: il quintetto top del girone di andata

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Dopo aver esaminato le delusioni maggiori del girone d’andata di Serie A, prendiamo ora in considerazione l’altro lato della medaglia: quali sono stati i giocatori migliori? Ecco, quindi, i prescelti di Backdoor Podcast per il quintetto top della prima parte di stagione targata Legabasket.

 

Colbey Ross (17,8 p/ 3,5 r/ 6,7 ast)

All’alba di questa stagione, Colbey Ross era arrivato a Varese con l’arduo compito di non far rimpiangere Marcus Keene. Il folletto di Aurora non solo è riuscito nell’impresa ma, grazie anche alla qualità espressa da tutta la squadra, ha praticamente cancellato il ricordo del suo predecessore. Ross rappresenta l’anima e la mente di una Varese che gioca un basket divertente, veloce, caratterizzato da alto ritmo e triple. L’ex Nymburk è un ottimo passatore e lettore di pick n’roll, ma soprattutto sta riuscendo ad accompagnare a tutto ciò anche una componente di creazione del tiro e scoring fondamentale. Il suo girone d’andata è stato un crescendo costante, da una naturale fase di adattamento ad essere in lizza per la nomina di MVP: “l’Harry Potter di Masnago” non poteva non essere in questo quintetto.

Muhammad Ali Abdur-Rahkman (17,3 p/ 3,6 r/ 4,0 ast)

Abdur-Rahkman si è rivelato essere, senza ombra di dubbio, uno dei giocatori più interessanti di questa stagione. Arrivato nell’anonimato per i più, la guardia statunitense è stato il pilastro portante dell’incredibile prima parte di campionato della Vuelle Pesaro. L’ex Lega Varsavia ha dimostrato di avere un arsenale offensivo potenzialmente infinito, possedendo un bagaglio di abilità decisamente ampio. Il suo primo passo è bruciante, le sue statistiche fino ad ora parlano di un 53,2% da due punti e 45,5% da tre con più di quattro tentativi a partita. La squadra di Repesa ha trovato in lui la punta di diamante di un attacco sempre mobile, dinamico e veloce, portando freschezza e talento. Quello stesso talento che Rahkman ha di certo, e che in futuro potrebbe valergli con ogni probabilità l’accesso a una coppa europea. Per il momento Pesaro e la Legabasket tutta se lo tengono stretto.

Frank Bartley (19,3 p/ 4,9 r/ 2,5 ast)

In lizza per il miglior rookie della stagione e contemporaneamente anche per l’MVP è sicuramente presente anche il nome di Frank Bartley. Le premesse della stagione di Trieste non promettevano niente di buono, ma Legovich ha dato un assetto preciso alla squadra facendola giocare bene e trovando in Bartley il proprio scudiero prediletto. Fisicamente più dotato rispetto alla media di guardie del campionato, da quando lo statunitense ha aggredito il canestro con più decisione la sua stagione è cambiata, così come quella di tutta la squadra. Alla sua strapotenza fisica Bartley accompagna anche una velocità impressionante, e fermarlo in campo aperto è quasi impossibile per tutti i pari ruolo. Inoltre, dopo un brutto inizio, l’ex Bakken Bears ha decisamente migliorato le sue percentuali dall’arco, chiudendo questo girone d’andata con un buon 37,6% su 5,7 tentativi. Legovich lo ha reso il centro del proprio attacco e Bartley lo sta ricompensando con un “ventello” dopo l’altro, tanto da essere al momento il miglior realizzatore del campionato.

Kruize Pinkins (13,9 p/ 7,5 r/ 1,8 ast)

A differenza dei nomi precedenti, quello di Kruize Pinkins è meno eclatante e non in lista tra i candidati ad MVP del campionato. Se si guarda, tuttavia, alle ali grandi che più hanno reso nel corso del girone di andata, il lungo di Scafati non può non essere menzionato. L’elemento che più ha contraddistinto la sua stagione è uno: la costanza. In settimane che hanno visto Scafati rendere a fasi alterne, Pinkins è stato un punto di riferimento assoluto. Sul totale delle quindici partite disputate, l’ex Torino è andato in doppia cifra per ben tredici volte, comprese tre doppie doppie. A rimbalzo Pinkins si è dimostrato dominante, classificandosi come primo in quelli offensivi (3,2 di media). Per di più, lo statunitense ha coniugato a tutto questo una duttilità offensiva che in pochi nel suo ruolo hanno, tirando con un ottimo 44,0% da tre punti. Statistiche che, tutte insieme, gli sono valse un posto in questo quintetto.

Brandon Davies (13,4 p/ 6,0 r/ 1,7 ast)

Un posto d’onore non poteva non essere lasciato a un giocatore della capolista del campionato. Se l’Olimpia Milano è attualmente prima lo deve in gran parte a Brandon Davies. Dopo un inizio difficile l’ex Barcellona si è caricato la squadra sulle spalle, portandola al sorpasso su Bologna nel big match alla Segafredo Arena. Una volta entrato in condizione, Davies ha dimostrato di essere di gran lunga il miglior centro del campionato. Le sue skills, concentrate in un corpo del genere, lo rendono un giocatore unico: grande abilità nel giocare spalle e fronte a canestro, velocità di piedi e in campo aperto, mano delicata al tiro. Tutte caratteristiche atipiche per un centro. Nonostante le scarpette rosse non stiano vivendo la loro migliore stagione, Davies ha confermato le sue qualità e la bontà della scelta fatta in estate da Messina.