Legabasket, Pallacanestro Varese: tra inferno e paradiso

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Varese
Varese. Foto di Francesco Iasenza

La Pallacanestro Varese inizia la stagione 2018/2019 fissandosi obbiettivi molto più alti rispetto a quelli della passata che si era conclusa con l’accesso ai playoff dopo una partenza deludente. La squadra di Vittorelli decide di alzare l’asticella considerando l’accesso alla post season come il minimo tra i risultati da raggiungere e iscrivendo la squadra ad una coppa europea: la Europe Cup.

UN MERCATO PERFETTO

La società decide di affidare la panchina nuovamente a coach Caja che si era dimostrato preparatissimo la scorsa stagione anche in momenti difficili; al coach viene messa in mano anche la gestione del mercato in modo tale che vengano scelti giocatori funzionali al suo gioco, che trova nell’intensità difensiva il suo tratto caratteristico.
Contro ogni previsione la società biancorossa fu costretta, in estate, a cedere il pezzo più pregiato del suo roster: Stan Okoye. Però anziché muoversi sul mercato alla ricerca di un giocatore con caratteristiche simili decise di ricostruire il quintetto attorno alle riconferme di due pilastri della scorsa stagione: Tyler Cain ed Aleksa Avramovic.
I due giocatori furono caricati di maggiori responsabilità soprattutto offensive, vista la perdita di quello che era stato il maggior terminale della scorsa stagione, e per fare ciò la dirigenza di Varese decise di acquistare giocatori che si andassero perfettamente a integrare e risultassero un collante perfetto per il nuovo quintetto.
In cabina di regia fu fondamentale l’arrivo di un playmaker puro ed esperto come Ronald Moore che riuscisse nello stesso tempo sia a servire il centro americano che a liberare la guardia serba da quel ruolo che era stata obbligata a svolgere lo scorso anno in assenza di un vero play.
Per completare, in termini di atletismo e di capacità di allargare il campo, il ruolo dei lunghi fu acquistato Dominique Archie, quattro estremamente atletico e con capacità difensive, un innesto perfetto per quel ruolo e fortemente voluto da Caja. La vera sorpresa fu però Thomas Scrubb il giocatore, infatti, aveva già dimostrato ottime doti difensive e la capacità di selezionare perfettamente i tiri nella scorsa stagione con un minutaggio però estremamente ridotto che rendeva molti dubbiosi sul fatto che il giocatore potesse non essere pronto per partire addirittura in quintetto; questi dubbi furono fugati già dopo le prime partite dove l’ala mise in mostra tutte le sue qualità.

 

UNA STAGIONE IN BILICO

Con la costruzione di un quintetto così ben organizzato ed efficiente sostenuto, in panchina, da giocatori esperti come Iannuzzi, Ferrero, Natali e Bertone, quest’ultimo sostituito poi con Salumu, la stagione non poteva che iniziare nel migliore dei modi.
Dopo 13 partite di campionato la squadra si trovava infatti al terzo posto e persino al primo posto nel girone di Europe Cup con una sola sconfitta, ma dopo questa partenza “a marce alte” fu colpita da un inaspettato calo fisico. La squadra, infatti, sembrava non riuscire più a reggere il campo per 40 minuti e subì ben 7 sconfitte in 11 partite tra campionato e competizioni europee, anche contro squadre alla portata come Pistoia, uscendo persino al primo turno di coppa Italia.
La squadra sembrava non aver retto questo calo fisiologico e per far “riprendere fiato” ai giocatori fu provvidenziale la pausa di febbraio. Coach Caja riuscì infatti in quei giorni a riprendere il controllo della situazione e, alla ripresa del campionato, la squadra varesina pareva aver ritrovato la forma di inizio stagione ottenendo due importanti vittorie che riportarono Varese nelle posizioni sperate sia in campionato che in Europe Cup. Dopo la ripresa del campionato i biancorossi continuarono il loro percorso alternando convincenti vittorie (contro Cremona) con inaspettate sconfitte (come contro Brindisi) dimostrando di essere una squadra con grandi qualità, ma troppo altalenante sul fonte dei risultati riuscendo, però, comunque a mantenere una posizione in classifica attorno al quinto/sesto posto.

Le giocata di Aleksa #Avramovic

👀 Oggi chiudiamo così, con la giocata del weekend imbastita da Aleksa Avramovic e Dominique Archie ⚪🔴 #GOVARESE

Pubblicato da Pallacanestro Varese su Lunedì 1 aprile 2019

Sul fronte Europeo la squadra di Attilio Caja proseguiva intanto un percorso praticamente netto con pochissime sconfitte che le avevano consentito di accedere ai playoff, ma anche qui nessuna formazione è riuscita, tutt’ora, ad intimorire i varesini che con quattro vittorie in altrettanti match sono arrivati fino alla semifinale.
La stagione però non è affatto conclusa, infatti, mancano ben otto partite alla post season di serie A che coincideranno anche con la fase più importante della coppa europea cioè le due partite di semifinale e, in caso riuscissero a passare il turno, con la finale.
Varese deve quindi prestare la massima attenzione a questo finale di stagione poiché un solo momento di debolezza o disattenzione potrebbe mandare in fumo tutto ciò che è stato costruito quest’anno: basterebbero, infatti, soltanto 2 sconfitte per far sprofondare la squadra fuori dalla zona playoff e una sola minima distrazione per essere eliminata dalla Europe Cup. Se ciò dovesse accadere la stagione, che al momento si sta dimostrando conforme agli obbiettivi fissati questa estate in relazione alla squadra allestita e al budget speso, diverrebbe un vero e proprio fallimento sotto tutti i punti di vista.