Legabasket: Sassari, sei davvero tu? Analisi dei problemi di inizio stagione

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Dinamo Sassari

La stagione 2021/2022 regala ai tifosi della Dinamo Sassari la peggior partenza da quando i Giganti sono ritornati nella massima serie, vale a dire undici annate addietro. Con un record di 3-6 in LBA e contestualmente chance al lumicino di avanzare al play-in di BCL, i biancoblu si ritrovano impantanati nelle sabbie mobili della classifica. Nel giro di pochi mesi il ridimensionamento di prospettive è stato incredibile e le sensazioni che filtrano sono tutt’altro che benauguranti. Come se non bastasse, ad alimentare il fuoco della critica è intervenuto il tifo sassarese, particolarmente caldo e attivo su forum e social network. Alla fine lo scossone è arrivato, tuttavia le mosse intraprese dalla dirigenza del Banco sono abbastanza complicate da interpretare. Basteranno per far digerire i bocconi amari finora ingoiati? Abbiamo provato a dire la nostra in proposito.

Le illusioni precampionato

Nonostante gli addii di Bilan e Spissu, quest’ultimo avvenuto a raduno già iniziato dopo che il playmaker era rientrato alla base a seguito della fumata nera con Malaga, il Banco di Sardegna uscì con buone sensazioni dal torneo “City of Cagliari” battendo in semifinale il Bayern Monaco e perdendo poi la finale contro il Baskonia. Specialmente la gara contro i tedeschi diede l’impressione di una squadra che nei momenti cruciali sapeva mostrarsi agguerrita, mentre al cospetto degli spagnoli emersero maggiori difficoltà fisiche.
I primi test ufficiali in LBA Supercoppa confermarono le sensazioni positive, nonostante le avversarie del girone, Varese e Cremona, avessero ampi problemi da risolvere. I verdetti parziali identificavano la squadra di Cavina come maggiormente equilibrata rispetto alla gestione del Poz, con meno talento offensivo bilanciato da uno spirito aggressivo nella metà campo difensiva. Tutte frasi che Brindisi spazzò via con estrema facilità, dominando il quarto di finale nonostante un roster indebolito e l’esordio assoluto nelle competizioni.

Cavina e l’addio di Sardara

Non vi è dubbio che gli intrecci di Sassari e Torino possano aver reso l’estate alquanto turbolenta per Stefano Sardara. L’incredibile ko in finale contro Tortona (da 2-0 a 2-3) non ha comunque scalfito il passaggio di consegne ai nuovi proprietari della Reale Mutua e permesso al contempo al coach bolognese di ritrovare la panchina biancoblu a distanza di 14 anni.

Lo stesso patron aveva già annunciato il proprio disimpegno dalla carica al termine della stagione attuale già lo scorso giugno, probabilmente logorato anche dalla gestione della vicenda Pozzecco e dunque puntando su un coach esperto e più tranquillo nei comportamenti. Almeno sulla carta, visto il modo in cui Cavina ha messo alla porta prima Clemmons e poi Mekowulu. La verità, come sappiamo, ha poi raccontato altro, al punto che la celerità degli interventi di mercato (specialmente da un punto di vista economico) ha suggerito l’ipotesi che il proprietario di Double S possa tornare sui propri passi, consapevole del rischio di lasciare ai posteri una società ridotta a un cumulo di cenere. In ogni caso Sardara rimarrà per sempre legato alla storia di questi colori e per l’attaccamento messo al servizio della maglia biancoblu.