Loudon Love, Pesaro: cosa può portare alla Vuelle?

292
Love

Settimane movimentate in casa VL Pesaro. I marchigiani hanno infatti perso due giocatori fondamentali, Leonardo Totè e Scott Bamforth. Il primo starà fuori almeno altre due settimane per un infortunio al gomito, il secondo ha lasciato definitivamente la squadra per ragioni personali. Va da sé che Pesaro, già rimaneggiata e modificata nel corso della stagione, abbia ancora bisogno di un intervento sul mercato per rimpolpare il roster. Ebbene il nome scelto, dopo la fumata nera per Johnny Hamilton, è stato quello di Loudon Love. Scopriamo insieme chi è il nuovo centro della Vuelle con il nostro scouting, basato come sempre sulle statistiche forniteci da Synergy.

Love è un centro di 25 anni, 2.03 metri per 118 chili. L’americano per la prima volta calcherà un parquet europeo, dopo aver speso tutta la sua giovane carriera in America tra college e NBA G League. La definizione migliore del suo gioco ce la fornisce proprio Synergy, che lo etichetta come un rim finishing bigEssenzialmente, un lungo rifinitore al ferro. Un giocatore fisico, non estremamente atletico ma che possiede dinamicità e un buon senso dei tempi e degli spazi per concludere dopo un pick’n’roll.  Un tipo di centro che a Pesaro serve sicuramente, dopo l’infortunio di un giocatore per certi versi simili come Leonardo Toté.

Testimonianza del tipo di gioco di Love sono le conclusioni che si era preso fino ad ora nella stagione ai Memphis Hustle. Di 267 tiri presi, il 92% sono arrivati al ferro: 207, di cui 32 schiacciate e 167 layup. Molto meno considerato invece il jump shot, soluzione tentata soltanto in 7 occasioni. In attacco Love non è un giocatore che chiede di essere servito con tanti palloni, ma certamente nel modo giusto. Il 29,8% delle sue conclusioni sono arrivate da situazioni di roll, il 17% da tagli e il 15% da rimbalzi.

L’americano non predilige particolarmente il gioco spalle a canestro, situazione utilizzata soltanto nell’11% di suoi tiri. Love non è un giocatore dotato di grande tecnica o mano sopraffina, ma sicuramente la sua energia e la sua bravura nel capire gli spazi giusti da riempire in campo lo rendono comunque un’arma pericolosa. A testimoniare queste mancanze dal punto di vista tecnico c’è il dato relativo ai ganci, utilizzati solo nel 10% delle sue conclusioni e con un PPP di solo 0.69. Da non sottovalutare la sua presenza e la sua fisicità sotto i tabelloni, essendo dotato anche di buoni istinti soprattutto a rimbalzo offensivo.

In attacco Love può quindi rappresentare un’aggiunta non troppo preziosa ma di sostanza. In difesa l’americano soffre di qualche amnesia che alcune volte può essere penalizzante, ma in generale riesce a battersi bene grazie alla propria energia e stazza. Il post-up è infatti la situazione dove l’americano riesce a difendere meglio, concedendo 0.824 punti di media agli avversari, ma peggiori sono le medie contro gli ISO (0.926 PPP concessi) o i roller (1.037 PPP concessi).

Va da sé che Love non è il tipico centro a cui affidare una difesa switch, e che nella drop ha ulteriore bisogno di esterni in grado di passare sui blocchi per riuscire ad essere efficace. In questo senso, la presenza di un difensore di esperienza anche se non più giovanissimo come Cinciarini potrebbe aiutare. Dall’altro lato del campo il playmaking di Cinciarini, accompagnato alla velocità nei tagli e nei roll dell’americano, potrebbe risultare una soluzione efficace.

In conclusione, Love potrebbe essere sicuramente una firma utile per Pesaro. Non un giocatore che cambia la stagione dei marchigiani, ma un centro che se messo nelle condizioni di performare può aiutare la squadra. Love non porta alla squadra qualità, ma energia e sostanza sicuramente utili per combattere in queste ultime partite di stagione.