March Madness: la finale tra North Carolina e Kansas

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March Madness

Questa notte a New Orleans la finale della March Madness tra North Carolina e Kansas.

NORTH CAROLINA

“Chi non vorrebbe entrare nella storia come quello che ha sconfitto Duke alle Final Four con una gran partita? Io vivo per i Big Moment”.Parole di Caleb Love, il giustiziere dei Blue Devils e di Coach K in semifinale. 28 punti ed una tripla taglia-gambe nell’ultimo minuto per il successo dei Tar Heels.

E’ soprattutto merito suo se North Carolina è ad un passo dal titolo NCAA.
Contro Duke il vero X factor sono stati i falli di Mark Williams e Theo John, che hanno costretto i Blue Devils a giocare per lunghi tratti con Paolo Banchero da unico big man. Love e compagni hanno sfruttato al meglio la situazione, attaccando con calma e quasi sempre dopo aver costretto la difesa a muoversi. Situazione in cui all’atletico playmaker è bastato azionare il turbo per arrivare al ferro. A rimbalzo ci ha pensato Armando Bacot a scavare il solco tra le due squadre, con ben 21 palloni catturati.

Il big man e Love sono gli uomini chiave dei Tar Heels, che di fatto giocano praticamente in 5. R.J. Davis è l’altro piccolo in grado di creare punti, anche con un buon tiro dalla media distanza. Brady Manek è lo stretch-four esperto che però non disdegna le battaglie sotto i tabelloni, mentre Leaky Black è il glue-guy, il collante del team.
Si tratta di un gruppo che non ha disputato una gran regular season, ma è riuscito a trovare la forma migliore nel momento giusto, con 11 vittorie nelle ultime 12, e lo scalpo di diverse squadre pericolose come i campioni in carica di Baylor e UCLA.

KANSAS

Per Kansas, la favorita dei bookmakers, non sarà assolutamente una passeggiata.

I Jayhawks sono arrivati all’atto conclusivo della stagione con un percorso nel Torneo  meno complicato rispetto a UNC, ed anche nella semifinale hanno speso meno energie mentali. La vittoria su Villanova porta la firma di Ochai Agbaji e David McCormack, rispettivamente 21 e 24 punti nel’81-65 finale. Agbaj da senior è esploso, la sua notevole continuità di rendimento è una garanzia per coach Self, e lo sarà in futuro per la franchigia NBA che lo metterà sotto contratto.
Dicevamo di Self, che in questa particolare versione dei Jayhawks ha mostrato una volta di più la sua capacità nell’individuare giocatori in grado di esaltarsi nel suo sistema.
Basti pensare che McCormack è l’unico che era considerato tra i primi 30 liceali nella sua classe…

Kansas ha una rotazione più lunga di UNC, con l’ex Arizona State Remy Martin che da sesto uomo ha riscattato una regular season in chiaroscuro con diverse prestazioni convincenti, e Mitch Lightfoot che offre un contributo importante nel frontcourt. Christian Braun è il ‘gemello’ di Agbaji, un esterno tuttofare in grado di colpire anche da fuori, prezioso anche come passatore in appoggio al playmaker Dajuan Harris. Sotto canestro Jalen Wilson e McCormack formano un duo ben assortito. Il primo è un 3/4 versatile utile anche in transizione, mentre il secondo presidia l’area e sa farsi sentire a rimbalzo d’attacco.

 

X FACTOR E PRONOSTICO

Il confronto tra gli esterni, con il duo di UNC superiore per quanto riguarda rapidità e capacità di creare, mentre Kansas è in vantaggio in termini di centimetri, fisicità e precisione al tiro da fuori. In caso di arrivo in volata i Tar Heels hanno due temibili ‘closer’, come dimostrato più volte nel corso della March Madness. I Jayhawks invece tendono meno ad improvvisare, pur contando molto sulle doti balistiche di  Braun e Agbaji. Soprattutto per UNC, eventuali problemi di falli potrebbero pesare molto. Con Armando Bacot al 100% però i Tar Heels se la giocano, sembrano un team in missione… I vari Love, Davis e Manek sono un lusso quando la palla scotta, North Carolina-Kansas 75-70 (P.S. i pronostici non sono la specialità di chi Vi scrive…).