Matteo Spagnolo: “Ritorno in Italia? Mi giocherò le mie carte all’estero”

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Spagnolo
Foto di Savino Paolella

Tra le prossime stelle del firmamento cestistico italiano potrebbe esserci sicuramente Matteo Spagnolo. Il classe 2003, a soli 21 anni, conta già diverse esperienze tra Italia ed estero che lo stanno continuando a formare. La Nazionale tiene d’occhio ogni suo miglioramento passo per passo, lasciandogli il tempo per crescere e potenzialmente diventare un pezzo importante del prossimo futuro. L’ex Cremona, nel frattempo, è al momento concentrato sulla sua esperienza all’Alba Berlino e, soprattutto, sul recuperare da un infortunio che lo terrà lontano dal parquet per tutto il finale di questa stagione.

Il nostro Massimiliano Bogni ha colto l’occasione di questo periodo più “libero” per Spagnolo intervistandolo per conto de Il Foglio Sportivo. Una chiacchierata a tutto tondo, in cui il regista originario di Brindisi ha toccato svariati argomenti riguardanti le scelte compiute in passate e ciò su cui si concentrerà invece nel suo futuro.

Per Spagnolo, la chiave in questi anni è stata l’adattabilità. Una qualità che gli ha permesso ogni volta di accettare una sfida nuova: dalle giovanili al Real Madrid, all’esordio da professionista in Serie A a Cremona, per arrivare poi alle esperienze di Trento in EuroCup e dell’Alba in Eurolega.

Mi ambiento in maniera abbastanza rapida. […] Sono sempre abituato a viaggiare parecchio e a vivere in tutto il mondo. Ho fatto gli step giusti. Prima a Cremona giocavo una gara a settimana, a Trento due, adesso parecchie volte tre. Ora ho scoperto la Bundesliga, un campionato nuovo per me, e ho unito la mia prima esperienza in Eurolega. La vita di un giocatore di basket è tutto un processo di apprendimento: se uno non rischia, le cose non arriveranno mai.

Il processo di adattamento all’Alba, in particolare, ha portato Spagnolo a riflettere ulteriormente sul proprio stile di gioco. L’italiano ha capito a cosa dare priorità, trovando il modo giusto per continuare la propria crescita.

Durante l’anno mi sono sentito sempre più a mio agio nell’attaccare il ferro, l’ho individuata come la priorità. Negli ultimi mesi mi sono reso conto che non dovevo mettere da parte lo sviluppo del tiro da fuori, per essere il più imprevedibile possibile per le difese. Sto continuando a lavorare anche sul decision making.

Tutte le esperienze all’estero hanno aiutato Spagnolo a capire le diverse esigenze di società in società, trovando in ogni squadra un punto nuovo da cui ripartire. L’italiano ha capito di dover trovare il modo di inserirsi al meglio nei bisogni delle squadre di cui farà parte nella sua carriera. A partire dall’Alba, che concede più spazio ai giovani per farli migliorare, per arrivare a un club come il Real Madrid, che invece richiedere ai propri giocatori di essere pronti subito per vincere il più possibile.

L’argomento va di società in società: ci sono alcune come l’Alba Berlino che hanno più pazienza, non cercano risultati immediati e puntano più sullo sviluppo a lungo termine; ce ne sono altre che cercano di vincere con più urgenza, di raggiungere subito obiettivi concreti a livello di vittorie. Ti metti tanto in discussione.

Per il futuro, quindi, cosa si prospetta nella carriera di Spagnolo? Un possibile ritorno in Italia? L’ex Trento non sembra intenzionato a fare ritorno nella madre patria nel breve periodo, preferendo giocarsi tutte le proprie chances all’estero.

Non sto dicendo che non potrei mai tornare in Italia a giocare, ma userò gli anni all’estero per giocare al meglio le carte.

Qui il link per leggere l’intervista completa.